Il Tirreno

Livorno

Esselunga va al voto «Prima ascoltateci» 

di Juna Goti
Esselunga va al voto «Prima ascoltateci» 

Le associazioni di categoria scrivono al sindaco: incontro urgente

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LIVORNO. Chiedono un «incontro urgente». Per «arrivare in tempi brevi a un protocollo di intesa» che permetta di «mitigare i costi sociali dell’operazione Esselunga». Si muovono le associazioni del commercio: Confcommercio, Cna, Confesercenti, Cia. Tutte insieme hanno scritto una lettera al sindaco Filippo Nogarin e all’assessora al commercio, Paola Baldari. Lo hanno fatto alla vigilia del consiglio comunale che oggi si riunirà per discutere (e adottare, nelle intenzioni dei Cinque Stelle) la variante urbanistica necessaria per dare il via libera all’operazione Esselunga all’ex Fiat, sul viale Petrarca.
In sostanza le associazioni di categoria che rappresentano commercio, artigianato e agricoltura chiedono un confronto urgente per arrivare a un «protocollo di intesa che, accompagnando la realizzazione dell’operazione, consenta di mitigare i costi sociali dell’operazione e ne incrementi invece i benefici», come si legge nella lettera arrivata sulla scrivania di Nogarin.
E nella nota congiunta diffusa ieri, alla vigilia del consiglio, tornano a sottolineare che «una nuova struttura della grande distribuzione organizzata, delle dimensioni proposte, di cui Livorno è già satura, non avrebbe un impatto solo sull'economia di Colline, di Coteto e delle dirette adiacenze, ma andrebbe a influire sull'intera città, centro compreso».
«È essenziale allora – scrivono – che l’amministrazione comunale si faccia garante di un percorso chiaro e ben definito, che non sia solo di facciata ma che punti a gestire una partita molto delicata».
L’idea di fondo è questa: «I costi sociali (negozi di vicinato a rischio chiusura, disoccupazione, desertificazione, omologazione) devono essere presi in considerazione in anticipo».
Ed è quindi «necessario convocare tutti i soggetti interessati (Comune, Esselunga, associazioni imprenditoriali, sindacati, azienda di trasporto, aziende di parcheggio)» per «sottoscrivere un protocollo di intesa che accompagni la realizzazione della struttura con compensazioni, misure di accessibilità, iniziative promozionali che riducano i costi del parcheggio in città, facilitazioni nello sviluppo di eventi, promozione e sviluppo del centro città, effettiva riqualificazione dei quartieri più svantaggiati nell'ottica di una comune battaglia alla desertificazione, omologazione commerciale». E da ultimo, ma non ultimo: «Trasparenza sulle assunzioni». Le circa 140 annunciate dal gruppo milanese.
«Dobbiamo – concludono i vertici di Confcommercio, Cna, Confesercenti e Cia, la confederazione degli agricoltori – mantenere e anzi ridefinire la varietà e ricchezza del tessuto economico di Livorno, e stringere un patto della riqualificazione che attribuisca a tutti gli operatori, grandi e piccoli, del commercio pari opportunità di sviluppo e occupazione».
Intorno all’operazione Esselunga, insomma, il clima è teso. Già a fine aprile le associazioni e i negozianti di Colline, ascoltati in commissione consiliare su richiesta soprattutto delle opposizioni, avevano chiesto all’amministrazione pentastellata di aprire un tavolo di confronto prima di dare il via libera definitivo all’operazione. Richiesta che però in quell’occasione non aveva incontrato l’ok della giunta.
Ieri sono tornate a farlo pubblicamente con una nota congiunta alla viglia della discussione e del voto in aula.
Il consiglio oggi è convocato per le 13. Il “piano di recupero di iniziativa privata con contestuale variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico per la riqualificazione dell'area ex Fiat” è al primo punto dell’ordine dei lavori.
Le forze politiche si troveranno così a misurarsi con un passaggio storico, considerando il dibattito che negli anni del centrosinistra l’operazione Esselunga ha scatenato dentro e fuori i confini della città.
Sul piatto la realizzazione tra il viale Petrarca e via degli Etruschi, nell’area già di proprietà di Esselunga, di un edificio di 8mila metri quadri (4mila dei quali di area di vendita), di un parco da 5mila metri e di un maxi parcheggio sotterraneo da 700 posti.
Juna Goti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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