Il Tirreno

Livorno

Toscana economia

Dipendente Unicoop entra nel sindacato e da capo ufficio finisce in Gastronomia

di Federico Lazzotti
Dipendente Unicoop entra nel sindacato e da capo ufficio finisce in Gastronomia

Livorno, la donna era responsabile di primo livello quando è stata demansionata, dopo il ricorso il giudice ha ordinato all’azienda il reintegro  

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LIVORNO. Mariarosa Virili fino all’8 dicembre 2013 era responsabile dell’ufficio Unicoop che si occupa di processi organizzativi, assunta come primo livello con annessi e connessi contrattuali. La sua sventura – lo dice il giudice – è stata quella di entrare nel sindacato, eletta nella Rsa. Così da un giorno all’altro si è trovata a lavorare nel team Gastronomia a inserire dati dentro a fogli Excel. Ora, a distanza di quasi quattro anni da quello che l’Azienda ha motivato come un trasferimento «per motivi di esubero», il Tribunale civile di Livorno ha condannato Unicoop Tirreno al reintegro della dipendente alla vecchia mansioni e al risarcimento nei suo confronti di una cifra che supera i settemila euro.

«La contrapposizione con Unicoop Tirreno non è stata facile – spiega Sabina Bardi, segretaria Uil-Tucs Toscana Costa – ma la discriminazione applicata alla lavoratrice era talmente chiara che la cooperativa non poteva che essere condannata. Un sentenza a cui il sindacato darò seguito perché per noi certi diritti sono invalicabili».
Scrive il giudice Raffaella Calò in uno dei passaggi chiave della sentenza depositata nei giorni scorsi in cancelleria.

«Il mutamento di mansioni in parola, oltre a palesarsi così ingiustificato e ritorsivo (perché diretta e immediata conseguenza dell’incarico sindacale assunto dalla ricorrente) si è risolto poi in un demansionamento, così come si legge in ricorso, risultando provato che la Virili, una volta assegnata al Category Team Gastronomia, ha svolto attività che non solo non erano neppure paragonabili, a livello di autonomia, responsabilità e importanza, a quelle precedentemente svolte (e dunque non erano equivalenti in concreto alle precedenti mansioni) ma non erano neppure astrattamente riconducibili al I livello di inquadramento, bensì al IV livello del Contratto nazionale».

A dare il via alla causa di lavoro, il ricorso depositato il 26 giugno del 2014 dall’avvocato Elena Giuliano. Durante le varie udienze, l’ultima delle quali si è tenuta lo scorso 26 aprile, sono sfilati davanti al giudice i colleghi della dipendente. Decisive le loro testimonianze che hanno confermato il demansionamento della donna. «Alla luce delle dichiarazioni rese dai testi – si legge nella sentenza – è provato che tra il dicembre 2013 e l’anno successivo, la Virili, assegnata come detto al category team gastronomia, fosse assoggettata al colleghe di terzo e quarto livello agli ordini di un primo livello», lo stesso della ricorrente.

«Dal raffronto tra le mansioni svolte dalla ricorrente prima del demansionamento per cui è causa e le mansioni assegnate dalla ricorrente dopo la sua nomina a Rsa – è la conclusione – emerge dunque chiaramente, tanto alla luce di un giudizio di equivalenza in concreto che alla luce di un giudizio in astratto (nei termini anzi-detti di raffronto delle mansioni concretamente svolte dalla lavoratrice dopo il dicembre 2013 con le declaratorie contrattuali), il demansionamento che l’Azienda ha posto in essere ai danni della ricorrente». Ora Unicoop potrà appellare la sentenza ma intanto dovrà ricollocare la dipendente al posto che il suo inquadramento merita.

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