Italia
Chiamate selvagge, dietro si allunga anche la mano di Pd e Ap
Telemarketing aggressivo, sparisce la regola che obbligava i call center a rivelare agli abbonati dove avevano preso i numeri
ROMA. La mano di M5S. Ma non è l’unica. C’è anche quella del Pd. E poi di Ap. Destra e sinistra, insieme, con il favore del governo (Renzi I). Ecco come si smantella la difesa dalle telefonate moleste. Con un colpo di penna che modifica il testo originario dell’emendamento a CinqueStelle che, già nella versione attuale, approvata con il Ddl Concorrenza elimina il consenso preventivo alle chiamate commerciali indesiderate. Il colpo di penna elimina una frase-pilastro della difesa anti-telemarketing: Il call center deve comunicare «attraverso quali modalità e archivi (i call center) sono entrati in possesso dei dati personali» dell’abbonato.
LA DEMOLIZIONE DELLE DIFESE
Nasce così la demolizione delle (scarse) difese italiane al telemarketing aggressivo, espressione coniata - senza effetto - dal Garante della Privacy a giugno 2016 in un’audizione alle Camere. Quando il Garante denuncia la necessità di porre rimedio alle chiamate commerciali moleste, in commissione Industria al Senato, l’accordo fra lobby delle comunicazioni e politica è già sigillato. Risale a 4 mesi prima. Ricostruirlo è complesso, ma non impossibile. Il Tirreno ci prova.
IL RITOCCO DEL SENATO
Bisogna tornare indietro di un anno e mezzo per provare a capire che cosa succede. Come la destra si salda alla sinistra in questa operazione alla base della quale sta il commercio dei numeri telefonici e dei dati degli abbonati. L’oro digitale. Il 14 gennaio 2016 scade il termine (prorogato) per presentare in commissione Industria al Senato gli emendamenti al Ddl Concorrenza assegnato al Senato a ottobre 2015. Dalla Camera arriva un testo senza riferimenti specifici al telemarketing.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.15315941:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/dossier/telefonate-moleste/telefonate-moleste-l-operatore-ci-inventiamo-le-truffe-tanto-nessuno-controlla/70124/71585]]
LA REGISTRAZIONE
Invece, i senatori M5S Gian Luca Castaldi, Gianni Girotto e Vito Petrocelli presentano (non unici) un emendamento che riguarda la delicata materia delle chiamate telefoniche commerciali moleste. L’argomento è spinoso. Il testo che presentano propone in caso di «contatto anche non sollecitato» (telefonata effettuata senza il consenso dell’interessato) di «far ascoltare antecedentemente all’intervento di un addetto, una comunicazione nella quale indicare una serie di dati». In sostanza, la prima regola che M5S chiede è di far partire una registrazione che identifichi la società «che effettua il contatto e il soggetto per conto del quale il contatto avviene».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.15315944:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/dossier/telefonate-moleste/telefonate-moleste-firmate-la-nostra-petizione-per-cambiare-la-legge/67847/69283]]
RIVELARE L’ORIGINE DEI DATI
In seconda battuta, l’emendamento prevede che oltre allo scopo commerciale della chiamata, la registrazione informi «attraverso quali modalità e archivi (i call center) sono entrati in possesso dei dati personali». In terza battuta, l’emendamento prevede che la telefonata possa continuare solo se l’abbonato «al termine della registrazione» presta esplicito consenso».
LE TUTELE SCOMPARSE
Un mese dopo, l’emendamento cambia. E così nel Ddl Concorrenza, approvato oltre un anno dopo (il 3 maggio 2017), spariscono: a) la comunicazione registrata; b) la rivelazione dell’archivio dati. Si toglie ai cittadini la possibilità di troncare subito la telefonata molesta e di avere la prova (registrata) dell’origine dei dati. Magari con la conferma che sono stati venduti a loro insaputa.
LA MANO DEI RELATORI
Come è possibile? Lo spiega il resoconto della seduta del 10 febbraio 2016 della Commissione Industria. Uno dei due relatori del Ddl Concorrenza, il senatore del Pd Salvatore Tomaselli «invita i proponenti a riformulare gli emendamenti ... in un testo 2 che illustra, sul quale il parere dei relatori è favorevole». Esatto dei relatori. Perché concorda pure il collega relatore, il senatore di Ap Luigi Marino. A quel punto il rappresentante del Governo (non specificato, ndr) «concorda coi pareri formulati dai relatori ed esprime parere favorevole sugli emendamenti». Compreso quello appena modificato da Castaldi. Per il governo, la questione è stata seguita dal sottosegretario Antonio Gentile, già Ncd, passato in Ap. Alleato del Pd. Ma ieri dal Pd nessuna replica. Perché «per molti nel partito la questione non è di grande interesse». Peccato per i 117 milioni di numeri assegnati, senza protezione dal telemarketing.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.15315950:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/dossier/telefonate-moleste/esclusiva-telefonate-moleste-l-ex-operatore-di-call-center-false-telefonate-e-inganni-per-pochi-euro-in-piu-in-busta-paga/68522/69967]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

