Il Tirreno

Livorno

«Vogliamo fare di questo luogo la Loreto del Tirreno»

«La Madonna è una mamma che, come tutte le mamme, pensa ai propri figli e a dar loro un lavoro». Ha le idee chiare il vescovo di Livorno, Simone Giusti. In mente, ha un progetto per far diventare il...

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«La Madonna è una mamma che, come tutte le mamme, pensa ai propri figli e a dar loro un lavoro». Ha le idee chiare il vescovo di Livorno, Simone Giusti. In mente, ha un progetto per far diventare il santuario di Montenero uno dei centri di pellegrinaggio più famosi d'Italia .
«In tempo di crisi – ha detto – il turismo religioso è una risorsa che dev'essere valorizzata. Noi vogliamo fare di Montenero la Loreto del Tirreno. Sto lavorando quotidianamente a questo progetto e anche in Regione sono d'accordo perché vedono in questo posto la possibilità di accrescimento dei flussi turistici su Livorno. Creando una maggior sensibilità dei tour operator verso questo sito, calamiteremo sempre più persone nella nostra città. Gli operatori turistici sanno bene che i siti religiosi attirano milioni di persone, sono stato di recente alla Madonna dell'Arco a Napoli e lì in una settimana accolgono oltre 400mila persone. Tutto intorno si crea un interland economico che porta benefici al territorio». L'obiettivo finale di monsignor Giusti è quello di costruire una gigantesca aula congressi da sfruttare anche a livello nazionale. Ma per riuscire in questa impresa bisogna bypassare una lunga sfilza di cavilli burocratici. «Vogliamo riqualificare questo sito. Stiamo lavorando per ottenere i permessi per trasformare l'aula mariana in un congresso parrocchiale che abbia la capacità di ospitare eventi anche a carattere nazionale. Sono 2 anni che aspettiamo le autorizzazioni dalla sovrintendenza. Purtroppo i lavori sono fermi, non perché non ci siano i fondi, ma per colpa della burocrazia. Questi ritardi infiniti stanno bloccando tutte le opere edilizie. Al giorno d'oggi non si costruisce più nulla. Si fanno solo le ristrutturazioni, ma se non si danno in tempi brevi tutte le autorizzazioni necessarie, le aziende non possono lavorare e sono costrette a chiudere. Quando si parla di sburocratizzare, bisogna correre a togliere lacci e laccioli che impediscono alle imprese di lavorare. La tutela è giusta, ma in Inghilterra e in Francia la sovrintendenza non c'è, eppure hanno un amore e una cura per i beni culturali enorme. Dobbiamo domandarci se sia ancora necessario un istituto come la sovrintendenza, perché su Montenero ci sono delle situazioni bloccate da anni perché i lavori di ristrutturazione non riescono a partire». (n.c.)

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