Gioco
Viale Italia, contro-iniziativa per parlare della viabilità
Questa volta ad organizzarla saranno direttamente i cittadini che chiedono al Comune di ascoltarli: martedì pomeriggio il dibattito pubblico all’Astra
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LIVORNO. Chiamatela pure “contro-iniziativa”. Non perché sarà contro qualcuno. Anzi, sarà aperta a tutti, come sottolineano gli organizzatori. Chiamatela “contro-iniziativa” perché questa volta saranno direttamente i cittadini – e non il Comune – ad organizzarla per promuovere la partecipazione e per fare controproposte, partendo da un approfondimento tecnico, rispetto al progetto pensato dai Cinque Stelle per rivedere la viabilità sul viale Italia. L’appuntamento è martedì alle 17.30 all’Astra: «Sarà un incontro pubblico organizzato in modo spontaneo dalla cittadinanza, dopo l’incontro confusionario organizzato martedì scorso alla Terrazza dall’amministrazione...», spiegano Antonio Morozzi, attivo residente di Borgo, e Gabriele Casarosa, ingegnere della Provincia che si occupa di viabilità e sicurezza stradale («ma in questo caso mi muovo da cittadino, senza alcun coinvolgimento dell’ente»).
Sono i due “consulenti tecnici” dell’associazione Vivi San Jacopo per la parte che riguarda la viabilità. «Più che consulenti, cittadini mossi da una spinta civica», ripetono.
Sul piatto martedì ci saranno la ristrutturazione del viale e il progetto studiato dal Comune che anche davanti a sindaco e assessori ha incassato la bocciatura di molti residenti e commercianti. Progetto che prevede la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali, ma anche il restringimento della carreggiata e la ciclabile al posto dei parcheggi lato mare, dall’acquario alla Baracchina Bianca. Parcheggi da recuperare in parte lato terra con soste blu a lisca (criticate da chi ritiene che possano essere «pericolose» e «rallentare il traffico»). «Ma come si può – ripetono i due – prevedere interventi di questo tipo senza predisporre prima gli strumenti generali: non c’è un piano del traffico e vanno a progettare tre nuove rotatorie sul viale Italia? E senza coinvolgere la gente?». Le premesse sono queste: «Prima di mettere mano al viale servono il piano del traffico e della mobilità urbana», niente interventi sganciati dal resto della città, insomma, «soprattutto dopo quello che si è visto con le rotatorie sugli scali». «Il sindaco – ripete l’ingegnere – dice che l’asse di scorrimento nord-sud è la Variante, ma sappiamo tutti cos’è la Variante...». Poi «no a interventi rigidi e permanenti, come il restringimento della carreggiata, che poi saremo costretti a tenerci per anni». La volontà è intanto di partire martedì da una analisi tecnica. «345 incidenti sul viale Italia in cinque anni sono tanti. Anche noi vogliamo partire da lì, non vogliamo essere strumentalizzati, siamo i primi a dire che bisogna fare qualcosa». Ma «prima vediamo i dati e parliamone, gli strumenti possono essere tanti: semafori pedonali, restringimenti di carreggiata dove possibile, canalizzazione delle intersezioni, separazione delle corsie... ci sia un livello tecnico adeguato al problema».
«Se l’amministrazione non vorrà discuterne davvero – concludono per ora – presenteremo noi un progetto, ma non vorremmo arrivarci, speriamo di non doverci sostituire a loro...».
(j.g.)
Sono i due “consulenti tecnici” dell’associazione Vivi San Jacopo per la parte che riguarda la viabilità. «Più che consulenti, cittadini mossi da una spinta civica», ripetono.
Sul piatto martedì ci saranno la ristrutturazione del viale e il progetto studiato dal Comune che anche davanti a sindaco e assessori ha incassato la bocciatura di molti residenti e commercianti. Progetto che prevede la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali, ma anche il restringimento della carreggiata e la ciclabile al posto dei parcheggi lato mare, dall’acquario alla Baracchina Bianca. Parcheggi da recuperare in parte lato terra con soste blu a lisca (criticate da chi ritiene che possano essere «pericolose» e «rallentare il traffico»). «Ma come si può – ripetono i due – prevedere interventi di questo tipo senza predisporre prima gli strumenti generali: non c’è un piano del traffico e vanno a progettare tre nuove rotatorie sul viale Italia? E senza coinvolgere la gente?». Le premesse sono queste: «Prima di mettere mano al viale servono il piano del traffico e della mobilità urbana», niente interventi sganciati dal resto della città, insomma, «soprattutto dopo quello che si è visto con le rotatorie sugli scali». «Il sindaco – ripete l’ingegnere – dice che l’asse di scorrimento nord-sud è la Variante, ma sappiamo tutti cos’è la Variante...». Poi «no a interventi rigidi e permanenti, come il restringimento della carreggiata, che poi saremo costretti a tenerci per anni». La volontà è intanto di partire martedì da una analisi tecnica. «345 incidenti sul viale Italia in cinque anni sono tanti. Anche noi vogliamo partire da lì, non vogliamo essere strumentalizzati, siamo i primi a dire che bisogna fare qualcosa». Ma «prima vediamo i dati e parliamone, gli strumenti possono essere tanti: semafori pedonali, restringimenti di carreggiata dove possibile, canalizzazione delle intersezioni, separazione delle corsie... ci sia un livello tecnico adeguato al problema».
«Se l’amministrazione non vorrà discuterne davvero – concludono per ora – presenteremo noi un progetto, ma non vorremmo arrivarci, speriamo di non doverci sostituire a loro...».
(j.g.)
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