Il Tirreno

Livorno

Il Mercato in lutto  «Silvia non doveva morire così giovane» 

di Nicolò Cecioni
Il Mercato in lutto  «Silvia non doveva morire così giovane» 

I colleghi ricordano «una mamma che viveva per i suoi 4 figli Mandava avanti attività e famiglia con una passione unica»

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LIVORNO. Saracinesca abbassata, uno struggente cartello bianco con scritto “chiuso per lutto” e un silenzio assordante. Dove fino a ieri si vendevano carne, frutta e verdura, oggi non c'è niente. Tutto intorno i commercianti provano a nascondere il dolore e lo choc, perché la vita va avanti e i clienti, anche in un giorno di lutto hanno bisogno delle stesse cose di ogni giorno. Ma ieri mattina, tra un etto di prosciutto, mezzo chilo di pane di Montegemoli e due fettine di carne tagliate fini, i negozianti non hanno potuto fare a meno di partecipare al dolore che si è abbattuto sul Mercato Centrale.
«È così strano - spiega Alessandro Camici del bar di fronte al banco chiuso per lutto - vedere quella saracinesca abbassata. La conoscevo bene, da oltre trent'anni. Quella famiglia lavora qui da intere generazioni, al banco c'erano i nonni, i genitori e ora c'era lei. È sempre stata molto disponibile, non parlava mai male di nessuno e tutti le volevano bene. Purtroppo dobbiamo fare i conti con queste fatalità che fanno rabbrividire. È una tragedia, non me ne capacito».
Poca voglia di parlare alle Vettovaglie. Solo tanto dolore e un enorme groppo in gola nel vedere quella serranda abbassata. Per tutta la mattina, di fronte al banco è stato un via vai di persone che sono rimaste sconvolte da questa notizia. «Non è possibile che se ne sia andata così – scuote la testa una signora – io ero una sua cliente. Ero venuta anche ieri mattina e oggi mi sembra assurdo che non ci sia più. Non è giusto».
Clienti, persone comuni, amici, colleghi. Tutti. Il Mercato Centrale è come una famiglia che la scorsa notte ha perso una sua figlia, perciò chiunque si è voluto stringere intorno ai parenti della donna. «Sono sconvolta - spiega la titolare del banco di fronte - perché anche mio figlio finì all’ospedale in coma per un brutto incidente. So bene cosa si prova e che dramma stanno vivendo i parenti. Ci uniamo tutti a loro, Silvia era una donna esemplare che ha dedicato la propria vita alla famiglia».
Una signora con il volto buio e lo sguardo basso, passando proprio accanto al banco della Bonistalli ci conduce da Luciano Aspidi, un commerciante che conosceva benissimo la donna, anche al di fuori del mondo professionale. «Silvia era insostituibile - racconta Aspidi, del banco “Dinora e Luciano” proprio davanti alla polleria Gonnelli -, aveva due maschi e due femmine e dei nipoti. Viveva per loro, era una mamma seria, d’altri tempi. Era lei che mandava avanti il tutto, sono 25 anni che lavoriamo a stretto contatto e mi dispiace davvero tanto. Prima di venire qui, sono passato al cimitero a salutare il marito e i figli. Siamo tutti sconvolti, per noi è un dolore incredibile. Era una di noi, non la dimenticheremo mai».
Non è stato facile per nessuno aprire il negozio e lavorare normalmente. La normalità, infatti, è stata strappata via da un terribile incidente stradale. Ma ieri mattina, l’unico desiderio dei commercianti delle Vettovaglie era quello di rivedere Silvia al proprio posto. «Dovremo abituarci - spiegano Andrea e Federica del Bar di Mezzo, proprio al centro del Mercato Centrale - al fatto che lei non ci sia più. È stato difficile arrivare a fine mattinata. Quando siamo arrivati al bar e lo abbiamo saputo ci è crollato il mondo addosso. Faceva tutto lei, teneva i figli, lavorava, gestiva il banco. Faceva parte di questo Mercato, abbracciamo forte la famiglia».
Anche Deborah Orlandi ha voluto ricordare la collega. «Faceva parte della mia quotidianità, era una donna molto presente e molto professionale. Mancherà a tutti». Durante la mattinata in diversi hanno portato dei fiori al banco chiuso, una sorta di via crucis che ha trasformato il Mercato in un luogo di pellegrinaggio. «Lavoro qui - ha detto Roberto Scapozzi - e la conoscevo di vista. Ma quando se ne va uno di noi è un lutto per tutto il Mercato. Silvia lascia una famiglia con 4 figli, è proprio una tragedia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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