Gioco
«Basta, sciogliamo l’associazione della Venezia»
di Juna Goti
Chiedevano l’isola per la differenziata e la Ztl limitata al weekend «Il Comune non ci ascolta, se esistiamo solo per l’Effetto...»
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LIVORNO. «Abbiamo deciso di sciogliere il Centro commerciale naturale della Venezia. Non ha più senso esistere solo per agevolare le pratiche per fare Effetto Venezia, che oltretutto è passato da dieci a cinque giorni...». Così ecco la doccia fredda. Parole che pesano come un macigno per il Comune a Cinque Stelle, perché arrivano dagli esercenti del Centro commerciale naturale (Ccn) di una delle zone più delicate, affascinanti e turistiche della città.
Sono il presidente del Ccn, Daniele Simoni, e il vice Massimiliano Sodano, che gestiscono due attività lungo i canali, ad annunciare l’intenzione di sciogliere l’associazione dei commercianti nata nel 2011. «Perché negli ultimi tre anni non siamo stati ascoltati dall’amministrazione e non abbiamo avuto alcuna contropartita rispetto alle richieste e alle proposte fatte», ripete senza girarci intorno Simoni.
Solo una provocazione? Non proprio, visto che pochi giorni fa una trentina di esercenti si sono riuniti in uno dei bar della zona «e hanno deciso all’unanimità lo scioglimento del Ccn». La polemica con il Comune è aperta. «Siamo stati i primi – raccontano i due rappresentanti – ad appoggiare negli anni passati la Ztl, perché credevamo che avrebbe portato verso una bella pedonalizzazione, investimenti per accogliere turisti, un punto di incontro con i residenti. Negli anni del Pd abbiamo presentato un progetto d’ambito, fatto a nostre spese, che puntava sulla valorizzazione del rione. Quando il Pd ha perso le elezioni è iniziato il dialogo con i Cinque Stelle, che per loro natura dovrebbero puntare sulla partecipazione». «La nostra idea – ricordano – era di partire con la Ztl notturna nei weekend, quando c’è la movida. Ci siamo confrontati con l’allora assessore Giovanni Gordiani, che ci ha detto che ne avremmo discusso insieme. Poi si è dimesso e pochi giorni dopo abbiamo letto direttamente sul Tirreno che da lì a breve avrebbero acceso le telecamere, tutti i giorni. Siamo rimasti malissimo, non siamo quattro commercianti che brontolano...». Il primo incontro con sindaco e assessori «arriva a telecamere già accese: iniziamo a chiedere che venga almeno installata una nuova cartellonistica per indicare meglio la Ztl e i parcheggi, facciamo presente il problema della doppia multa, iniziano a fioccare le sanzioni, la Venezia piano piano si svuota, alcuni di noi devono licenziare». Nel frattempo di incontri con l’amministrazione ce ne sono altri, «almeno sei o sette, ma ogni volta ci viene ripetuto che il piano d’ambito è quasi pronto, che la cartellonistica è quasi pronta... Chiediamo di cambiare l’orario della Ztl, di attivarla solo nei weekend, ci rispondono che verrebbe a costare 20mila euro: spieghino perché o dicano chiaramente che non vogliono farlo». E questa, dicono, «è stata l’ultima goccia».
Le richieste messe di nuovo sul piatto sono chiare: «Ztl solo nei weekend, isola verde per la raccolta differenziata, investimenti per il quartiere, nuova cartellonistica». «Sono mesi che aspettiamo, i tempi si allungano e i danni sono stati fatti. Se non ci ascoltano allora...».
Sono il presidente del Ccn, Daniele Simoni, e il vice Massimiliano Sodano, che gestiscono due attività lungo i canali, ad annunciare l’intenzione di sciogliere l’associazione dei commercianti nata nel 2011. «Perché negli ultimi tre anni non siamo stati ascoltati dall’amministrazione e non abbiamo avuto alcuna contropartita rispetto alle richieste e alle proposte fatte», ripete senza girarci intorno Simoni.
Solo una provocazione? Non proprio, visto che pochi giorni fa una trentina di esercenti si sono riuniti in uno dei bar della zona «e hanno deciso all’unanimità lo scioglimento del Ccn». La polemica con il Comune è aperta. «Siamo stati i primi – raccontano i due rappresentanti – ad appoggiare negli anni passati la Ztl, perché credevamo che avrebbe portato verso una bella pedonalizzazione, investimenti per accogliere turisti, un punto di incontro con i residenti. Negli anni del Pd abbiamo presentato un progetto d’ambito, fatto a nostre spese, che puntava sulla valorizzazione del rione. Quando il Pd ha perso le elezioni è iniziato il dialogo con i Cinque Stelle, che per loro natura dovrebbero puntare sulla partecipazione». «La nostra idea – ricordano – era di partire con la Ztl notturna nei weekend, quando c’è la movida. Ci siamo confrontati con l’allora assessore Giovanni Gordiani, che ci ha detto che ne avremmo discusso insieme. Poi si è dimesso e pochi giorni dopo abbiamo letto direttamente sul Tirreno che da lì a breve avrebbero acceso le telecamere, tutti i giorni. Siamo rimasti malissimo, non siamo quattro commercianti che brontolano...». Il primo incontro con sindaco e assessori «arriva a telecamere già accese: iniziamo a chiedere che venga almeno installata una nuova cartellonistica per indicare meglio la Ztl e i parcheggi, facciamo presente il problema della doppia multa, iniziano a fioccare le sanzioni, la Venezia piano piano si svuota, alcuni di noi devono licenziare». Nel frattempo di incontri con l’amministrazione ce ne sono altri, «almeno sei o sette, ma ogni volta ci viene ripetuto che il piano d’ambito è quasi pronto, che la cartellonistica è quasi pronta... Chiediamo di cambiare l’orario della Ztl, di attivarla solo nei weekend, ci rispondono che verrebbe a costare 20mila euro: spieghino perché o dicano chiaramente che non vogliono farlo». E questa, dicono, «è stata l’ultima goccia».
Le richieste messe di nuovo sul piatto sono chiare: «Ztl solo nei weekend, isola verde per la raccolta differenziata, investimenti per il quartiere, nuova cartellonistica». «Sono mesi che aspettiamo, i tempi si allungano e i danni sono stati fatti. Se non ci ascoltano allora...».
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