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Bacino, Jobson incalza l’Authority «Lo sistemiamo noi»

Bacino, Jobson incalza l’Authority «Lo sistemiamo noi»

«Il bacino lo rifacciamo noi senza attese e di tasca nostra, abbiamo già consegnato il progetto a Corsini». All’assemblea della Vertenza Livorno di Giacomo Polese con sindacati e partiti Jobson Group...

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«Il bacino lo rifacciamo noi senza attese e di tasca nostra, abbiamo già consegnato il progetto a Corsini». All’assemblea della Vertenza Livorno di Giacomo Polese con sindacati e partiti Jobson Group lancia il guanto di sfida ad Azimut, e Valiani accusa: «I 5 Stelle in Regione remano contro, ecco le prove». Sessanta giorni solari per portare il bacino danneggiato a La Spezia per effettuare le riparazioni strutturali necessarie al costo di 1,5 milioni per i lavori e di un milione per il trasporto, questo il piano di Massimo Netti per forzare la mano ad Azimut Benetti che il gruppo spezzino ha depositato sabato scorso in Autorità Portuale: «A Corsini non chiediamo un euro, ci faremo pagare dall’assicurazione», spiega Netti. Sui ritardi accusa senza mezzi termini il rivale e le istituzioni: «Azimut, in quanto concessionario danneggiato, può rivalersi del diritto di riparare il bacino secondo i suoi tempi, ma è evidente che né la politica né l’Authority hanno la volontà di bandire la gara». La proposta di Jobson dunque è sul tavolo ed instradata al ministero, e in attesa della risposta dell’Authority (e della probabile contromossa di Azimut) a gettare benzina sul fuoco è il consigliere Marco Valiani (Livorno Bene Comune): «Lo scorso 16 gennaio Vertenza Livorno ha incassato il consenso unanime delle forze politiche presso il consiglio regionale al grido di “gara subito per i bacini”, ma il 4 aprile con un’interpellanza i consiglieri M5s Cantone e Giannarelli chiedevano a Rossi se non fosse il caso di sospendere l’attuale bando per farne uno nuovo». Sergio Landi chiama allora in causa il consigliere pentastellato Daniele Galli: «Alla consegna del documento d’intesa in Authority c’era anche lui e disse che bisognava “procedere spediti”, vogliamo che il sindaco ci dica come stanno davvero le cose». E Galli, ex-portuale, minimizza: «Si tratta solo di una semplice domanda». Ma la tesi non smonta le obiezioni dei rappresentanti dei partiti, tutti a sostegno degli ex-lavoratori a partire da Sergio Muzi (contestato a più riprese per il ruolo giocato dai dem) per il Pd e passando per Marco Cannito (Città Diversa), Giuseppe Lobaccaro (Fratelli d’Italia), Costanza Vaccaro (Lega Nord) e lo stesso Valiani. Loro, i disoccupati, nel frattempo fanno l’ennesimo punto della situazione sperando che nelle stanze del potere si rispettino gli accordi.(m.sc.)

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