Gioco
Villa Corridi, crolla il muro sul retro: "Ecco che cosa ho visto"
Livorno, giù una decina di metri: parla il testimone che per primo ha dato l'allarme
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LIVORNO. Una decina di metri di mattoni, calcinacci, pezzi di cemento. Una distesa di macerie che praticamente cancella una parte di quella piccola strada privata che porta ad un oliveto. È quel che resta del crollo del muro posteriore del parco di villa Corridi. «Mercoledì mattina ero qui al mio appezzamento di terreno a sistemare alcune cose quando ho visto un mucchio di massi bianchi sulla stradina, mi sono avvicinato insospettito e ho visto che era crollato il muro: subito ho dato l’allarme», racconta Francesco Trovatelli che di quei campi che confinano con il retro della villa di via di Collinaia conosce ogni centimetro.
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«Solitamente lì sotto parcheggiano i ragazzi che si occupano degli olivi: poteva accadere una tragedia». Secondo lui che tutti i giorni va alla sua terra, il cedimento è avvenuto tra martedì 2 e mercoledì 3 maggio. «Mercoledì sono venuti dal Comune a transennare l’area del crollo – continua – Qui si devono sbrigare a ripristinare la parete perché ci sono scorribande di ragazzini che passano da qui per entrare nella villa ed è pericoloso». Basta dare un’occhiata a quella parete per vedere sul muro scritte e graffiti colorati. Il “segno” che l’area è frequentata è inconfutabile. Soprattutto saltano agli occhi le pessime condizioni di tutto il perimetro di quel parco, il più grande della città, chiuso da più di un anno. Sbarrato per ragioni di sicurezza. Invalicabile per ordinanza del sindaco Filippo Nogarin dopo gli ingenti ritrovamenti di amianto fatti nel prato, vicino ai giochi per bambini (la bonifica sarà fatta questa estate).
Eppure la realtà di quel parco inaccessibile è ben diversa. Di “entrate secondarie”, purtroppo ce ne sono. Adesso ancor di più con il nuovo crollo che, per fortuna, non si è verificato sulle vie pubbliche principali percorse da auto e persone. Tante. Genitori con bambini, visto che in quei sette ettari di parco si affacciano (con le dovute recinzioni e protezioni) diversi plessi scolastici, dal nido alle scuole medie, per un totale di quasi 900 bambini.
La strada del crollo è privata. Ci si arriva percorrendo via del Vecchio Lazzeretto. Resta sulla destra della mini-rotatoria (c’è un cancello). Si tratta del muro perimetrale sul retro del parco della villa e porta ad un oliveto.
«Vedete il muro – Trovatelli indica la parte rimasta in piedi – pende leggermente: è piegato dal peso degli alberi e delle piante che con il vento si appoggiano alla parete e con il passare del tempo e la mancanza di manutenzione hanno provocato il crollo». Poco lontano, sul muro scalcinato ma in piedi, c’è un grosso buco che permette da tempo a chiunque di insinuarsi all’interno del bosco e di raggiungere anche la zona pericolante del vecchio sanatorio. Lo avevamo già constato grazie ai nostri lettori che, durante la tappa di Caffè Tirreno alla Leccia, ci avevano segnalato i vari “accessi secondari” alla villa. Perché anche il muro perimetrale laterale che guarda al fiumiciattolo è crollato. Chissà da quanto. La parete in diversi tratti non c’è più. Basta un passo per essere nel parco della villa. Con qualche passo in più si raggiungono i teloni a protezione di quell’area off limits dove è stato rinvenuto amianto.
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