Gioco
Muore a 50 anni nello schianto in scooter
Silvia Bonistalli è finita contro un blocco di cemento in piazza del Pamiglione. Aveva un’attività al mercato, lascia il marito e 4 figli
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Le urla strazianti del marito, le lacrime dei figli, la disperazione di una famiglia distrutta dal dolore. Immagini terribili, immagini che fanno sanguinare il cuore. Il corpo senza vita di Silvia Bonistalli, livornese di 50 anni, è ancora sull’asfalto bagnato quando arrivano i familiari. Ha perso la vita ieri sera, intorno alle 22,15, in un incidente stradale con il suo scooter: è caduta dal motorino, facendo probabilmente tutto da sola, e ha sbattuto la testa contro uno dei blocchi di cemento armato che separano la carreggiata dalla banchina della Darsena Vecchia. Il casco che indossava non è riuscito a proteggerla. L’impatto in piazza del Pamiglione - davanti ai pescherecci, nel tratto tra il Palazzo dei portuali e i Quattro Mori - è stato infatti troppo violento: per la donna, molto conosciuta per il banco di polleria e macelleria al mercato centrale gestito insieme al marito Paolo Cacciò, non c’è stato niente da fare. Inutili i disperati tentativi di rianimazione da parte dei soccorritori che sono durati almeno mezz’ora. La donna non si è mai ripresa dopo l’urto davanti alla Darsena Vecchia.
Silvia Bonistalli non è chiaro se provenisse dal ponte Santa Trinita oppure da via San Giovanni, di certo aveva superato la rotatoria davanti al Palazzo dei Portuali ed era diretta a sud: con lo scooter viaggiava nella corsia lato mare. Ma a un certo punto, forse per colpa dell’asfalto bagnato, avrebbe perso il controllo dello scooter scivolando sull’asfalto per una ventina di metri e finendo contro uno di quei blocchi di cemento che si trovano al lato della carreggiata. L’impatto è stato violentissimo.
Il primo ad accorgersi di quanto era accaduto è stato un volontario della Misericordia di Montenero, che stava uscendo da un ristorante: ha sentito lo schianto ed è intervenuto dopo pochi secondi. La donna era priva di sensi e non rispondeva agli stimoli esterni. L’uomo, soccorritore esperto dell’associazione, a quel punto ha eseguito tutta la procedura per casi del genere, iniziando a praticare il massaggio cardiaco. È stato sempre lui ad avvisare il 118, che ha inviato subito un’ambulanza della Svs con il medico a bordo. Hanno fatto il possibile, i soccorritori. Hanno tentato la rianimazione per 20, forse 25 minuti. Hanno cercato in tutti i modi di salvare la vita a Silvia, di fermare una tragedia che invece ha devastato una splendida famiglia.
Sul posto è intervenuta anche la polizia municipale, che ha fatto i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente. L’ipotesi, come detto, è che Bonistalli sia scivolata e abbia battuto la testa su un blocco di cemento. Sull’asfalto, infatti, sono stati trovati dei segni riconducibili a una frenata e a una scivolata di circa venti metri dello scooter, ma gli agenti stanno lavorando per accertare l’accaduto nei minimi dettagli. Al momento non ci sarebbero infatti testimoni dell’incidente. È possibile che la municipale, nelle prossime ore, acquisisca le eventuali immagini della telecamere presenti nella zona della Darsena Vecchia, in modo tale da avere la certezza di quanto accaduto ieri sera in quei pochi drammatici secondi.
Silvia Bonistalli lascia il marito Paolo Cacciò, con cui gestiva la storica polleria Gonnelli al mercato centrale, e i figli Jonathan, Christian, Giorgia e Vittoria. Una famiglia larghissima e molto conosciuta in città, anche e soprattutto per via del banco al mercato. E la tragedia tocca anche il mondo dello sport, visto che Christian Cacciò è il capitano dell’Armando Picchi, squadra di calcio che partecipa al campionato di Promozione.
«Ho sentito la botta - ha spiegato il primo soccorritore - mi sono precipitato sul posto e ho visto la donna, con il casco ancora allacciato, tra i blocchi di cemento: ho chiamato il 118 e ho iniziato i tentativi di rianimazione, ma purtroppo non c’è stato niente da fare». E la disperazione del marito e dei figli è l’immagine di una tragedia che tocca tutta la città.
(g.t.)
Silvia Bonistalli non è chiaro se provenisse dal ponte Santa Trinita oppure da via San Giovanni, di certo aveva superato la rotatoria davanti al Palazzo dei Portuali ed era diretta a sud: con lo scooter viaggiava nella corsia lato mare. Ma a un certo punto, forse per colpa dell’asfalto bagnato, avrebbe perso il controllo dello scooter scivolando sull’asfalto per una ventina di metri e finendo contro uno di quei blocchi di cemento che si trovano al lato della carreggiata. L’impatto è stato violentissimo.
Il primo ad accorgersi di quanto era accaduto è stato un volontario della Misericordia di Montenero, che stava uscendo da un ristorante: ha sentito lo schianto ed è intervenuto dopo pochi secondi. La donna era priva di sensi e non rispondeva agli stimoli esterni. L’uomo, soccorritore esperto dell’associazione, a quel punto ha eseguito tutta la procedura per casi del genere, iniziando a praticare il massaggio cardiaco. È stato sempre lui ad avvisare il 118, che ha inviato subito un’ambulanza della Svs con il medico a bordo. Hanno fatto il possibile, i soccorritori. Hanno tentato la rianimazione per 20, forse 25 minuti. Hanno cercato in tutti i modi di salvare la vita a Silvia, di fermare una tragedia che invece ha devastato una splendida famiglia.
Sul posto è intervenuta anche la polizia municipale, che ha fatto i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente. L’ipotesi, come detto, è che Bonistalli sia scivolata e abbia battuto la testa su un blocco di cemento. Sull’asfalto, infatti, sono stati trovati dei segni riconducibili a una frenata e a una scivolata di circa venti metri dello scooter, ma gli agenti stanno lavorando per accertare l’accaduto nei minimi dettagli. Al momento non ci sarebbero infatti testimoni dell’incidente. È possibile che la municipale, nelle prossime ore, acquisisca le eventuali immagini della telecamere presenti nella zona della Darsena Vecchia, in modo tale da avere la certezza di quanto accaduto ieri sera in quei pochi drammatici secondi.
Silvia Bonistalli lascia il marito Paolo Cacciò, con cui gestiva la storica polleria Gonnelli al mercato centrale, e i figli Jonathan, Christian, Giorgia e Vittoria. Una famiglia larghissima e molto conosciuta in città, anche e soprattutto per via del banco al mercato. E la tragedia tocca anche il mondo dello sport, visto che Christian Cacciò è il capitano dell’Armando Picchi, squadra di calcio che partecipa al campionato di Promozione.
«Ho sentito la botta - ha spiegato il primo soccorritore - mi sono precipitato sul posto e ho visto la donna, con il casco ancora allacciato, tra i blocchi di cemento: ho chiamato il 118 e ho iniziato i tentativi di rianimazione, ma purtroppo non c’è stato niente da fare». E la disperazione del marito e dei figli è l’immagine di una tragedia che tocca tutta la città.
(g.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
