Il Tirreno

Livorno

Allontanati da una casa ne occupano un’altra 

di Gianni Tacchi
Allontanati da una casa ne occupano un’altra 

Cinque famiglie si sono stabilite in un palazzo della stazione che sta per diventare un centro per mamme sole con figli. Nogarin: «Gesto intollerabile e prepotente»

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LIVORNO. Un’altra occupazione abusiva, stavolta in una struttura che il Comune sta per trasformare in un centro di accoglienza per madri con figli piccoli. E l’emergenza abitativa che purtroppo continua, come dimostrano i numerosi casi degli ultimi mesi. Nella mattinata di ieri, 15 persone senza casa hanno infatti occupato il primo piano di un edificio che si trova di fianco alla stazione centrale, proprio quella parte della struttura su cui c’è un accordo di comodato d’uso tra amministrazione e Rete ferroviaria italiana: la giunta ha annunciato la creazione di un centro di accoglienza temporanea per mamme con bambini, ma per ora i lavori di ristrutturazione non sono partiti.
Le famiglie, cinque in totale con sette minori dai 3 ai 17 anni di cui due disabili, poche ore prima erano state costrette a lasciare una palazzina privata in via San Carlo, anche quella occupata abusivamente. L’edificio è abbandonato da anni, ma negli ultimi mesi è spuntato un erede dalla Francia. Inoltre i vigili del fuoco l’hanno dichiarato inagibile per un buco al soffitto della cucina, così le 15 persone – livornesi e non – hanno abbandonato la palazzina e hanno trovato una soluzione alternativa in piazza Dante.
«Queste famiglie non possono vivere per strada, devono avere un tetto – ha detto Angelo De Divitiis, volontario che sta seguendo il caso ed è conosciuto in città per le sue battaglie a livello sociale – ho chiesto all’amministrazione comunale di lasciarle qui per alcuni mesi, visto che i lavori non sono ancora iniziati e considerando che in mezzo ci sono pure alcuni bambini». Ma il sindaco Filippo Nogarin, visto che si tratta di un immobile destinato all’emergenza abitativa e pensato per madri sole con figli, è intervenuto condannando l’occupazione: «Questo è un fatto intollerabile – il suo post su Facebook – intanto rappresenta una violazione della legge, poi crea un danno gravissimo non tanto all’amministrazione, quanto alle persone che rischiano di non poter usufruire di un servizio essenziale. Lo dico con chiarezza: non accetteremo più occupazioni in strutture su cui l’amministrazione ha già investito risorse per progetti importanti per la città, la prepotenza non può e non deve essere tollerata». E anche il sindacato Asia Usb ha preso le distanze: «Pur comprendendo il gesto ed esprimendo la nostra solidarietà, crediamo che così si possa innescare una pericolosa “guerra tra poveri”. Ecco perché non sosteniamo le occupazioni di alloggi pubblici in fase di assegnazione».
Intanto nel tardo pomeriggio di ieri, nonostante il caos, le cinque famiglie hanno portato i materassi e le loro cose da via San Carlo alla stazione centrale. «Ora inizieremo a pulire, d’altronde queste stanze sono le nostre uniche alternative alla strada», hanno detto. Ma il Comune non ci sta e l’assessora al sociale Ina Dhimgjini ha contattato sia la questura sia il comandante della polizia municipale Riccardo Pucciarelli per identificare gli occupanti, che saranno segnalati nelle prossime ore.

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