Gioco
Solarium verde e rosso, ecco il Gabbiano dove il tuffo si fa per quattro stagioni
Livorno, accessibile ai disabili, doccia gratuita e cestini: è all’Ardenza. La sezione nautica fa da sentinella e c’è la canoa polinesiana
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LIVORNO. Orgoglio Gabbiano. Ti avvicini e la percepisci nell’aria quella passione verde e rossa che anima “Il Gabbiano”. Si legge in quella scritta bianca a caratteri cubitali che all’ingresso scandisce il nome di una discesa scolpita nel dna di tanti livornesi. C’è il circolo sezione nautica Ardenza-La Rosa con la barca appesa, ci sono pareti trasformate in quadri del pittore Roberto Niccolai, c’è l’amore per il mare 4 stagioni, ci sono gli Amici del Gabbiano, c’è pure la canoa polinesiana arrivata da Rapanui e gli occhi vigili del “custode” Armando Balleri: è un fazzoletto di cemento e salmastro del cuore per la città. «Il Gabbiano è un mare per tutti, è una delle poche situazioni in città accessibile anche ai disabili», commenta il “local” Marco Berni, ex mondiale di canoa, livornese doc e viaggiatore incallito.
Al Gabbiano di Ardenza dove sport e mare si fanno tutto l’anno
MARE PER TUTTI E DOCCIA GRATUITA. A due passi dalla Rotonda, il Gabbiano è un pezzo di mare, finalmente, accessibile anche ai disabili. C’è un tornello all’ingresso che, all’occorrenza si apre, per far scendere tutti. E si arriva direttamente giù, sul solarium, a due passi dal mare. A destra e a sinistra, sorpresa, regna il pulito (nelle spiagge libere è una rarità). «Il Gabbiano è pulito grazie al nostro Armando che tutte le mattine alle 5, estate e inverno, viene, apre e pulisce - racconta Alessandro Vezzi, presidente della sezione nautica e presenza fissa - Pulisce sia i materiali portati dalle mareggiate che i resti di bivacchi notturni: soprattutto l’estate ci lasciano di tutto, cartacce, bottiglie, cicche». Vezzi punta il dito contro l’inciviltà delle persone: «Si pretende il pulito e magari si è i primi a sporcare: qualche tempo fa mettemmo un vaso con della sabbia per i mozziconi, lo ritrovammo in mare». Aneddoti a parte chi frequenta il Gabbiano è felice di avere la doccia gratuita (è stata installata dal Comune). «Ci chiedono quando tornerà funzionante: il Comune non ci ha comunicato la data».
QUEI QUADRI CHE NON TI ASPETTI. Un tuffo nei colori. Il Gabbiano è anche questo. È un racconto colorato che non ti aspetti, firmato da Roni, che comincia all’ingresso. È un benvenuto a colpi di azzurro e di gabbiani. Poi giri l’angolo e si aprono altre sei maxi tele alla parete. Tramonto sul mare, la baia dei vicini Tre Ponti, un campo fiorito, un gabbiano in osservazione: ecco i racconti di Roni. «Alcuni bagnanti mi avevano chiesto di dare un po' di colore, per levare lo sporco e scoraggiare la gente a piantare i chiodi per appenderci abiti e borse», ci aveva raccontato il 72enne.
DALLA BIBLIOTECA ALLA CANOA POLINESIANA. Novità in vista per quell’angolo di mare vissuto d’estate e d’inverno. «Un nostro affezionato si è offerto di portarci un mobiletto pieno di libri da leggere, per i bagnanti: inaugureremo questa piccola biblioteca d’estate», continua Vezzi. Così quella canoa polinesiana arrivata per Marco Berni direttamente dall’isola di Pasqua e riposta in una rimessa del Gabbiano. «L’idea è quella di organizzare eventi per farla conoscere e usarla», chiude il surfer ribattezzato "Rapanui Eha Eha", ovvero figlio adottivo dell'isola, con tanto di rito d'iniziazione e accettazione da parte del consiglio di anziani maori del villaggio.
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