Il Tirreno

Livorno

Multe, quasi 2 milioni di euro in più, ma riscuoterle davvero è difficile

di Enrico Paradisi e Mauro Zucchelli
Multe, quasi 2 milioni di euro in più, ma riscuoterle davvero è difficile

L’assessore Lemmetti: crescono le entrate extratributarie, non la pressione fiscale (al netto della Tari) Caruso (Pd) punta il dito contro l’addizionale Irpef balzata da 10,9 a 18,1 milioni. Le accuse di Cannito (Cd)

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Nei conti 2016 di Palazzo Civico la pressione fiscale diretta è rimasta sostanzialmente ai livelli di quattro anni prima, anzi qualcosina meno: 577 euro a testa nel 2012, 575 lo scorso anno (al netto della Tari che nel 2012 non veniva riscossa dal Comune). La cosa cambia non solo se si mette nel calcolo l’esborso per il servizio rifiuti ma anche per via della crescita delle multe ai guidatori indisciplinati: tecnicamente si chiama “pressione finanziaria” e, nell’arco dei quattro anni presi come riferimento, è salita da 875 a 903 euro pro capite.

Come figura nel dossier dei sindaci revisori, le contravvenzioni per violazioni del Codice della strada sono state 10,7 milioni nel 2014, poi sono scese a 10,3 l’anno successivo e hanno sfiorato d’un niente quota 12 milioni nei dodici mesi dello scorso anno (11.998.573 euro). Non basta: le multe effettivamente riscosse non arrivano alla metà, e lo scorso anno è andata meglio che in passato. I numeri: nel 2014 sono state riscossi 3,5 milioni di multe (il 32,6% di quelle fatte, meno di un euro su tre), nel 2015 le contravvenzioni pagate hanno raggiunto i 4,6 milioni (45%), lo scorso anno si è arrivati a 5,6 milioni di euro (47,2% delle multe fatte).

C’è anche qualcos’altro in quella relazione: la crescita delle somme rimaste a residuo in fatto di multe agli automobilisti: erano a quota 19,1 milioni nel Capodanno 2016, nei dodici mesi successivi sono stati riscossi quasi 2 milioni di arretrati ma nel frattempo se ne sono accumulati per altri 6,3 milioni. Risultato: al tirar delle somme, ecco che i residui al 31 dicembre 2016 sfioravano i 23,5 milioni (più 22,6% fra l’inizio e la fine dello scorso anno).
L’assessore al bilancio Gianni Lemmetti non lo nasconde ma tiene a precisare che la pressione tributaria propriamente detta e quella finanziaria complessiva (che comprende anche le entrate extratributarie) sono due aspetti differenti. In realtà, preferisce mettere l’accento su qualcos’altro: 1) 100 milioni di avanzo di amministrazione e 8 milioni di utile d’esercizio; 2) l’aumentata capacità di spesa del Comune che nel 2012 era al 43% e nel 2016 ha superato il 67%, dunque accrescendo la capacità di Palazzo Civico di attivare l’economia locale; 3) è migliorata la capacità di pagare con rapidità i fornitori (40 giorni).

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.15167621:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2017/04/08/news/sosta-e-infrazioni-al-volante-multe-record-a-livorno-455-al-giorno-1.15167621]]

In attesa dell’adozione della variante Esselunga, con il voto rimandato in commissione al 2 maggio e alla seduta del consiglio del 9 maggio, la maggioranza ha approvato compatta il rendiconto 2016 (17 favorevoli contro i 9 dell’opposizione). È Mirko Barbieri (M5s) a mettere in evidenza che in appena due anni, dal 2014 al 2016, l’indebitamento scende da poco più di 93 a meno di 64 milioni di euro, segnala «l’ottimo lavoro» degli uffici municipali e segnala l’obiettivo di «migliorare la riscossione». Tutto bene per la maggioranza, ma dalle opposizioni il coro dei contrari parte da Elisa Amato (Fi), presidente della commissione bilancio: ripete che «il Comune è virtuoso sì, ma nella capacità di spremere le tasche ai cittadini» ; ricorda che ben vengano i pagamenti dei fornitori in 40 giorni «ma in passato avvenivano in 30 giorni e senza anticipazione di tesoreria»; indica come «criticità enorme» la difficoltà nella riscossione «evidenziata anche dai revisori».

Contrarietà espressa anche da Marco Cannito (Città Diversa): «Bisognava impostare molto di più il bilancio sull’occupazione e sull’impoverimento della città mentre la giunta ha sulla solita ricetta keynesiana delle opere pubbliche per cercare di rilanciare l’economia» . A suo giudizio, non c’è troppo da esultare per i 100 milioni di avanzo di amministrazione in quanto è «una posta puramente tecnico-contabile». E sulle difficoltà di riscossione effettiva, avverte che è «comune a molte città» ma «non è che facciamo molto meglio».

Pietro Caruso (Pd) prova a guardare dentro le cifre. L’anticipazione di tesoreria: dal 2015 al 2016 si è passati ad utilizzarla per 338 giorni (contro i 268 dell’anno precedente), in media per 12,2 milioni di euro (contro 7,4) e con una punta massima di 28,5 milioni (contro 26,8). Adesso i tassi sono pressoché zero, ma «qui c’è un potenziale rischio per il futuro». A ciò si aggiunga, ad esempio, che l’addizionale Irpef è balzata «dai 10,9 milioni del 2014 a 18,1 del 2016». I guidatori che sgarrano devono pagare ma «qui si trasformano i vigili in bancomat» puntando a introiti «sempre più alti».

Andrea Raspanti (Futuro) mette a fuoco la tensione finanziaria derivata dalle difficoltà di riscossione del Comune («in parte incolpevole perché legata alla crisi, in parte no e le cose vanno distinte»): la virtuosità di bilancio rischia di non tradursi in effetti concreti. Ad alzo zero l’attacco di Marco Valiani (Livorno bene comune): «Non mi sembra un buon rendiconto: oltre alle tasse aumentate da voi, non c’è niente di più. Neanche di quel che avevate promesso in campagna elettorale».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web