Il Tirreno

Livorno

Grillo comico noioso

Luigi Vicinanza
Beppe Grillo a Livorno (foto Marzi / Pentafoto)
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Beppe Grillo a Livorno (foto Marzi / Pentafoto)

Beppe Grillo è noioso. A tratti triste. Il comico ha perso la vena satirica. Il politico non ha acquisito la profondità di pensiero

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Beppe Grillo è noioso. A tratti triste. Il comico ha perso la vena satirica. Il politico non ha acquisito la profondità di pensiero. Lo scambio dei ruoli dà visibilità allo Zelig della baruffa politicamente scorretta, ma non riesce a dar corpo alle idee di un leader destinate a durare oltre una serata-show. Così il teatrino della politica politicante si prende la rivincita sul teatro della vita. Lo show si impantana nel comizio. Straripante. Il Grillo bifronte – di qua attore, di là capo del primo partito italiano – ha consapevolezza della sua condizione irrisolta. E’ troppo intelligente per inciamparci; anzi, la trasforma in retorico vezzo durante il suo giro di spettacoli (a pagamento) lungo lo Stivale.

Giovedì scorso tappa a Livorno, teatro Goldoni. Monologo di due ore e tanto di cappello all’invidiabile resistenza fisica sulla scena. Si ride? Sì, ma è un riso amaro. Condito di tristezza e noia. Con nostalgia di quando le cose andavano bene e paura per un futuro incerto e sconosciuto. Persino l’hamburger che sa di carne ma non è di carne cucinato sul palco - intanto mangiatelo voi del pubblico e assaporate quali incognite ci riserva il prossimo futuro – fa tanto dottor Dulcamara. Senza però la levità dell’ “Elisir d’amore” e il genio di Donizetti.

So bene che così faccio incavolare il mondo a 5 stelle. So altrettanto bene che raccontare uno spettacolo d’insuccesso non sottrarrà un voto al Movimento, quotato nei sondaggi in stabile vantaggio. Anzi il pubblico di militanti presenti in forze la sera di giovedì è pronto a smentirmi. Gli applausi infatti fioccavano convinti. Come quando ha elogiato il lavoro svolto dal sindaco di Livorno. Intermezzo buffo in un’opera semiseria: «Che deve fare di più Nogarin? ‘Noga’ su buttati dal palco altrimenti dicono che non ci sei…». Al primo cittadino il suo quarto d’ora di celebrità. Secondo copione. Quel po’ per giustificare che Grillo si occupa di Livorno. Poi giù il sipario. Il resto è noia.
 

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