Gioco
Botte all’operatrice Aamps «Atto vile e vergognoso»
La rsu dell’azienda condanna l’aggressione nei confronti della dipendente e poi vira sul porta a porta: «Troppe proteste, serve un confronto col Comune»
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Impossibile restare fermi davanti a quelle immagini, davanti all’ennesimo caso di violenza sulle donne. A Veronica Pinto, la 54enne operatrice ecologica di Aamps che è stata aggredita giovedì scorso da un uomo, sono arrivati tantissimi messaggi di solidarietà, dal sindaco ai colleghi. E sul caso è intervenuta anche la rsu dell’azienda, che ovviamente ha condannato il gesto.
«L’aggressione alla nostra collega – il comunicato ufficiale – è un atto vile, ancora più perché ai danni di una lavoratrice donna. Come rsu e lavoratori, siamo molto preoccupati del clima che si sta diffondendo in città nei confronti degli operatori Aamps, specialmente verso gli addetti al servizio di porta a porta: siamo di fronte a una cittadinanza che sta manifestando in maniera sempre più palese e incivile la propria insofferenza alle nuove modalità di raccolta, avviate e in via di attivazione, del rifiuto differenziato». È vero che il porta a porta non convince tutti i livornesi, ma è altrettanto vero che questa insoddisfazione non è certo la causa dell’aggressione alla dipendente. Insomma, siamo su due piani diversi. E infatti la rappresentanza sindacale unitaria, nello stesso comunicato, ha precisato che «questa esasperazione per il servizio non può giustificare alcun tipo di violenza fisica o verbale nei confronti di chi, ogni giorno, ha la sola colpa di espletare un servizio nelle modalità con cui viene richiesto».
La rsu è andata poi oltre l’episodio e ha parlato degli «attacchi mediatici a cui i lavoratori Aamps sono stati sottoposti negli ultimi due anni, anche da parte di rappresentanti delle istituzioni, che hanno contribuito a creare un clima di insofferenza».
E non è mancato neanche l’attacco sulla gestione del porta a porta: “Le problematiche sono state esposte più volte dai rappresentanti sia dei lavoratori che della sicurezza, ma sono ancora lontane dalla loro risoluzione. Una su tutte è l’esposizione dei rifiuti all’interno di aree private, motivo che sembrerebbe all’origine dell’aggressione, nonostante le ordinanze comunali parlino di esposizione sulla pubblica via. Come Rsu riteniamo sia arrivato il momento dell’apertura di un tavolo permanente tra Comune, Aamps e rappresentanze dei lavoratori per discutere del porta a porta. Il progetto di ampliamento a tutta la città, varato da questa amministrazione, non può avvenire a discapito dei lavoratori e tantomeno della cittadinanza, perché entrambi hanno diritto a un servizio efficiente: sicuramente non accetteremo la strada dell’esternalizzazione, con contratti a ribasso così come deciso per il servizio di raccolta ingombranti”.
«L’aggressione alla nostra collega – il comunicato ufficiale – è un atto vile, ancora più perché ai danni di una lavoratrice donna. Come rsu e lavoratori, siamo molto preoccupati del clima che si sta diffondendo in città nei confronti degli operatori Aamps, specialmente verso gli addetti al servizio di porta a porta: siamo di fronte a una cittadinanza che sta manifestando in maniera sempre più palese e incivile la propria insofferenza alle nuove modalità di raccolta, avviate e in via di attivazione, del rifiuto differenziato». È vero che il porta a porta non convince tutti i livornesi, ma è altrettanto vero che questa insoddisfazione non è certo la causa dell’aggressione alla dipendente. Insomma, siamo su due piani diversi. E infatti la rappresentanza sindacale unitaria, nello stesso comunicato, ha precisato che «questa esasperazione per il servizio non può giustificare alcun tipo di violenza fisica o verbale nei confronti di chi, ogni giorno, ha la sola colpa di espletare un servizio nelle modalità con cui viene richiesto».
La rsu è andata poi oltre l’episodio e ha parlato degli «attacchi mediatici a cui i lavoratori Aamps sono stati sottoposti negli ultimi due anni, anche da parte di rappresentanti delle istituzioni, che hanno contribuito a creare un clima di insofferenza».
E non è mancato neanche l’attacco sulla gestione del porta a porta: “Le problematiche sono state esposte più volte dai rappresentanti sia dei lavoratori che della sicurezza, ma sono ancora lontane dalla loro risoluzione. Una su tutte è l’esposizione dei rifiuti all’interno di aree private, motivo che sembrerebbe all’origine dell’aggressione, nonostante le ordinanze comunali parlino di esposizione sulla pubblica via. Come Rsu riteniamo sia arrivato il momento dell’apertura di un tavolo permanente tra Comune, Aamps e rappresentanze dei lavoratori per discutere del porta a porta. Il progetto di ampliamento a tutta la città, varato da questa amministrazione, non può avvenire a discapito dei lavoratori e tantomeno della cittadinanza, perché entrambi hanno diritto a un servizio efficiente: sicuramente non accetteremo la strada dell’esternalizzazione, con contratti a ribasso così come deciso per il servizio di raccolta ingombranti”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
