Gioco
Sputi in faccia al medico: condannato
Tonino Krstic imputato per l’omicidio della piccola Samantha prende un anno per l’episodio in carcere
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CALAMBRONE. Voleva un farmaco per dormire. Da tre giorni diceva di non riuscire a chiudere occhio. Tormentato da un’accusa che riteneva e ritiene ingiusta: aver ucciso una bimba di 3 anni. Al rifiuto del medico la risposta del detenuto fu uno sputo in faccia e la minaccia lanciata al di qua delle sbarre: «Spero di ritrovarti fuori».
È anche questo Tonino Krstic, serbo, 32 anni, un’esistenza da randagio capace solo di collezionare guai e spaventare con la sua violenza fuori controllo gli stessi familiari. Da un anno è in carcere per la morte della piccola Samantha. E da qualche mese è sotto processo per maltrattamenti aggravati capaci di provocare il decesso della piccina e, di recente, anche per un altro reato, quello di omicidio volontario aggravato dalle sevizie. I capi di imputazioni sono sufficienti a immaginare l’orrore in cui si è spenta la piccola trovata nuda sul pavimento di una baracca di Calambrone. Per i dettagli è bene fermarsi qui. Restano agli atti nella consulenza del medico legale. Quella reazione contro un medico 37enne pisano del carcere Don Bosco è costata a Tonino una condanna a un anno per resistenza a pubblico ufficiale.
Il giudice Paola Giovanelli ha accolto la richiesta del pm onorario. L’avvocato Francesco Mori, che lo assiste anche in Corte d’Assise, ha chiesto l’assoluzione o in subordine quella che un tempo era l’ultima ratio di chi si appella alla misericordia del Tribunale invocando la clemenza della corte. «Non chiedo di giustificare, ma di capire. Non dormiva da tre giorni e aveva bisogno di un medico. È stato solo un gesto di stizza» ha chiosato il legale. L’arresto per la morte di Samantha lo aveva sconvolto. Alla compagna, Juana Francisca De Olmo, la mamma della piccina, quel pomeriggio del 27 aprile 2016 di fronte alla bimba che stava male disse alla convivente, anche lei maltratta: «Se muore dobbiamo portarla via, in un bosco, se ci scoprono prendo 30 anni, hai capito? Ti seppellisco qui con lei se chiami i soccorritori o i carabinieri». La tensione deflagra con il decesso della bimba. E si aggrava con l’arresto. Portato in cella la notte stessa, Krstic inizia ad agitarsi nel protestare la sua innocenza. Passa giorni a lamentarsi. Fino a quando arriva il medico al quale il detenuto chiede un sedativo. «Hai già avuto la terapia» gli risponde il dottore che viene preso a sputi con la minaccia di ritrovarlo fuori dal carcere. E per Tonino arriva la prima condanna in attesa della sentenza per Samantha.
È anche questo Tonino Krstic, serbo, 32 anni, un’esistenza da randagio capace solo di collezionare guai e spaventare con la sua violenza fuori controllo gli stessi familiari. Da un anno è in carcere per la morte della piccola Samantha. E da qualche mese è sotto processo per maltrattamenti aggravati capaci di provocare il decesso della piccina e, di recente, anche per un altro reato, quello di omicidio volontario aggravato dalle sevizie. I capi di imputazioni sono sufficienti a immaginare l’orrore in cui si è spenta la piccola trovata nuda sul pavimento di una baracca di Calambrone. Per i dettagli è bene fermarsi qui. Restano agli atti nella consulenza del medico legale. Quella reazione contro un medico 37enne pisano del carcere Don Bosco è costata a Tonino una condanna a un anno per resistenza a pubblico ufficiale.
Il giudice Paola Giovanelli ha accolto la richiesta del pm onorario. L’avvocato Francesco Mori, che lo assiste anche in Corte d’Assise, ha chiesto l’assoluzione o in subordine quella che un tempo era l’ultima ratio di chi si appella alla misericordia del Tribunale invocando la clemenza della corte. «Non chiedo di giustificare, ma di capire. Non dormiva da tre giorni e aveva bisogno di un medico. È stato solo un gesto di stizza» ha chiosato il legale. L’arresto per la morte di Samantha lo aveva sconvolto. Alla compagna, Juana Francisca De Olmo, la mamma della piccina, quel pomeriggio del 27 aprile 2016 di fronte alla bimba che stava male disse alla convivente, anche lei maltratta: «Se muore dobbiamo portarla via, in un bosco, se ci scoprono prendo 30 anni, hai capito? Ti seppellisco qui con lei se chiami i soccorritori o i carabinieri». La tensione deflagra con il decesso della bimba. E si aggrava con l’arresto. Portato in cella la notte stessa, Krstic inizia ad agitarsi nel protestare la sua innocenza. Passa giorni a lamentarsi. Fino a quando arriva il medico al quale il detenuto chiede un sedativo. «Hai già avuto la terapia» gli risponde il dottore che viene preso a sputi con la minaccia di ritrovarlo fuori dal carcere. E per Tonino arriva la prima condanna in attesa della sentenza per Samantha.
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