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Livorno

l’ex casa delle paoline 

Via Corcos, si allenta la tensione Suor Spiezio va dagli occupanti

Via Corcos, si allenta la tensione Suor Spiezio va dagli occupanti

LIVORNO. Si stempera il clima di tensione attorno all’occupazione dell’ex casa delle Suore Paoline in via Corcos. A fare il primo passo è stata suor Raffaella Spiezio, numero uno della Caritas: è...

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LIVORNO. Si stempera il clima di tensione attorno all’occupazione dell’ex casa delle Suore Paoline in via Corcos. A fare il primo passo è stata suor Raffaella Spiezio, numero uno della Caritas: è andata a incontrare le famiglie occupanti, che l’hanno accolta con cordialità. A ciò si aggiunga – spiega Giovanni Ceraolo, esponente del sindacato Asia Usb al fianco degli occupanti – che non c’è più per ora l’eventualità di ritrovarsi a fare i conti nell’immediato con la minaccia di uno sgombero coatto.
La presidente della Fondazione Caritas si è fatta avanti per dare solidarietà e invitare ciascuno dei nuclei familiari a colloqui specifici per verificare come dare una mano a queste situazioni di grave disagio. Tutte alle prese con sfratti per morosità incolpevole e già dentro percorsi di emergenza abitativa.
Spiezio tiene a sottolineare che «accompagneremo ciascuna situazione con le sue esigenze e le sue difficoltà». Poi aggiunge: «Siamo disponibili – afferma – a trovare una sistemazione temporanea com’è nel nostro stile: lo facciamo quotidianamente. Ma la risposta al bisogno abitativo la danno le case popolari, è un compito che spetta alle istituzioni perché a noi Caritas tocca far altro».
Come conferma Ceraolo dalla “trincea” degli occupanti, la Caritas mette in campo la disponibilità a coprire una fase temporanea nell’immediato purché il Comune prenda impegno a risolvere il problema in tempi certi. Non solo: siccome la soluzione potrebbe arrivare un po’ per volta, dal fronte dell’occupazione si sarebbe accetta l’idea che, nel caso che due-tre famiglie escano perché Palazzo Civico ha trovato una soluzione duratura, non si innescherebbe l’effetto domino per cui nelle “caselle” liberate entrerebbe come qualcun altro come occupante.
Nel frattempo il sindaco Filippo Nogarin ha cercato di mettersi in contatto telefonico con il vescovo Simone Giusti: risulta che quest’ultimo lo abbia invitato a sentire Spiezio.
«Segnali dal Comune per ora non ci sono», dice Ceraolo: «Ora che c’è la possibilità di discutere senza la minaccia dello sgombero immediato, faremo la nostra parte. Certo, capiamo che devono essere le istituzioni ad affrontare il problema. Comunque se il vescovo volesse mettere a disposizione nuove strutture non saremmo noi a dirgli di no. L’importante è che le famiglie occupanti siano tutelate».
«Ma, ripeto, il Comune – avverte suor Spiezio – non può restare alla finestra: è l’istituzione che deve garantire i diritti dei cittadini e deve impegnarsi a mettere una data entro la quale trovare la soluzione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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