Gioco
Negozianti e associazioni preoccupati per il progetto
di Enrico Paradisi
«Nel 2016 chiuse 600 attività, ci sono 44 punti di media e grande distribuzione» Chiesto un tavolo per un protocollo con Comune e azienda, ma Baldari dice no
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LIVORNO. Nella vicenda Esselunga le associazioni di categoria chiedono a gran voce un tavolo tecnico per arrivare a un protocollo di intesa con azienda e Comune in modo da governare l'impatto dell’operazione sulla città, ma l'assessora Paola Baldari, chiude la porta e tira dritto.
È in coda alla lunghissima commissione di ieri con le audizioni dei rappresentanti di categoria che si accende un po’ il dibattito. «Non riteniamo utile un tavolo tecnico – ha ripetuto l'assessora al commercio – anche se il dialogo sarà sempre costante. È la prima volta che per l'apertura di un supermercato c’è un confronto simile, abbiamo una persona di Esselunga a disposizione del Centro commerciale naturale (Ccn) per recepire qualsiasi istanza e noi siamo pronti ad ascoltare le proposte delle categorie e del Ccn Colline che ci auguriamo arrivino e che valuteremo».
Le ricadute derivanti dallo sbarco di Esselunga sono ampiamente positive e non necessitano di altri ritardi per Baldari, che ricorda i vantaggi nella convenzione prevista: l'approvvigionamento a chilometri zero sui mercati locali («che si devono adeguare») e la promozione delle attività della zona con pubblicità gratuita che Esselunga farà sia sui volantini che al suo interno, mentre sulla “moneta complementare” – dice – «ci sono difficoltà che stiamo cercando di superare».
Dubbi sulla convenzione e sul poter rifornire Esselunga (che è legata a contratti di fornitura costanti e a piattaforme logistiche che forniscono prodotto e servizi) li avanza Stefano Poleschi (Confederazione italiana agricoltori): «Se è possibile bene, ma vorremmo capire come».
Una convenzione che Giovanna Cepparello (Futuro) ha definito «poco stringente e vaga», proponendo una mozione per migliorarla. Con Marco Ruggeri (Pd) che chiede sia sottoscritto un protocollo di intesa prima dell'adozione della variante urbanistica, a maggior garanzia dell'interesse pubblico, soffiando quasi le parole al vicedirettore di Confcommercio, Antonio Melani, che ha riassunto le posizioni delle categorie: «Questo protocollo che chiediamo con forza, tra amministrazione, associazioni di commercio e Esselunga, e che prescinde dalla convenzione, serve a trovare le compensazioni per pari dignità e pari opportunità tra grande distribuzione e piccola distribuzione su tutta la città e non nei confronti di un solo Centro commerciale naturale».
Il primo a intervenire, il direttore di Confesercenti Alessandro Ciapini, snocciolando i dati del 2016, quando hanno chiuso circa 600 attività, contro le 249 aperture (di cui 95 ambulanti), ha dato il segnale di una città che sta depauperando la piccola impresa e l’attività di vicinato, a fronte di 44 punti di media e grande distribuzione suddivisi in 15 marchi.
«Non possiamo che ribadire – ha ripetuto – la nostra preoccupazione per un insediamento così importante collocato in una parte della città facilmente raggiungibile, provocherà ulteriori chiusure. Da sempre siamo stati contrari anche al Nuovo Centro per gli stessi motivi. Ribadisco che in questo progetto, la necessità di un coinvolgimento delle associazioni di categoria è fondamentale. Il percorso di protocollo di intesa deve essere partecipativo, disegnare un progetto di città dal punto di vista del commercio».
Maristella Calgaro, presidente di Confesercenti, ha però segnalato che l'associazione non è mai stata convocata ufficialmente dall'amministrazione sulla vicenda, mentre Dario Talini della Cna parla di definire un percorso serio e a tappe in una discussione «ingabbiata in paletti seri in un confronto tra imprese e Esselunga».
Dario Ceccarini, del Centro commerciale naturale di Colline, preoccupato già per gli effetti dell’apertura dell’ultimo Penny lungo l’Aurelia, sottolinea come i 72 commercianti della zona siano penalizzati dai parcheggi a pagamento (quelli realizzati lungo via di Salviano e in piazza Damiano Chiesa) e dallo street control. Per questo chiede una sinergia con Esselunga e stalli gratuiti per poter competere con quelli del supermercato, «perché ci interessa sopravvivere».
Proprio per gli stalli blu, il presidente di Confcommercio, Alessio Carraresi, lancia la proposta di rimodulare le tariffe su tutta la città: «Una prima mezz'ora gratuita se non un'ora, con un aggravio di costi sulle ore successive». Un modo per far respirare un sistema in difficoltà. Per Carraresi serve un progetto serio che coinvolga le attività commerciali di Colline e Coteto e il loro rilancio: «Penso al valore sociale del commercio di prossimità, che è un elemento fondante – aggiunge Carraresi – Penso ai costi sociali degli esuberi dall’altra grande distribuzione, a Coop e Pam e l'impatto della riqualificazione Esselunga che si riflette anche su altre zone, come il centro. Quindi è necessario riequilibrare e dare parità di sviluppo e sostegno al piccolo commercio anche attraverso azioni di concertazione: penso alla difficoltà di raggiungimento del centro, le tariffe dei parcheggi. Mi unisco alla proposta di Cna e Confesercenti, e propongo un protocollo di intesa per definire obiettivi e step che portino alla realizzazione del progetto in una ridefinizione del nostro tessuto economico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È in coda alla lunghissima commissione di ieri con le audizioni dei rappresentanti di categoria che si accende un po’ il dibattito. «Non riteniamo utile un tavolo tecnico – ha ripetuto l'assessora al commercio – anche se il dialogo sarà sempre costante. È la prima volta che per l'apertura di un supermercato c’è un confronto simile, abbiamo una persona di Esselunga a disposizione del Centro commerciale naturale (Ccn) per recepire qualsiasi istanza e noi siamo pronti ad ascoltare le proposte delle categorie e del Ccn Colline che ci auguriamo arrivino e che valuteremo».
Le ricadute derivanti dallo sbarco di Esselunga sono ampiamente positive e non necessitano di altri ritardi per Baldari, che ricorda i vantaggi nella convenzione prevista: l'approvvigionamento a chilometri zero sui mercati locali («che si devono adeguare») e la promozione delle attività della zona con pubblicità gratuita che Esselunga farà sia sui volantini che al suo interno, mentre sulla “moneta complementare” – dice – «ci sono difficoltà che stiamo cercando di superare».
Dubbi sulla convenzione e sul poter rifornire Esselunga (che è legata a contratti di fornitura costanti e a piattaforme logistiche che forniscono prodotto e servizi) li avanza Stefano Poleschi (Confederazione italiana agricoltori): «Se è possibile bene, ma vorremmo capire come».
Una convenzione che Giovanna Cepparello (Futuro) ha definito «poco stringente e vaga», proponendo una mozione per migliorarla. Con Marco Ruggeri (Pd) che chiede sia sottoscritto un protocollo di intesa prima dell'adozione della variante urbanistica, a maggior garanzia dell'interesse pubblico, soffiando quasi le parole al vicedirettore di Confcommercio, Antonio Melani, che ha riassunto le posizioni delle categorie: «Questo protocollo che chiediamo con forza, tra amministrazione, associazioni di commercio e Esselunga, e che prescinde dalla convenzione, serve a trovare le compensazioni per pari dignità e pari opportunità tra grande distribuzione e piccola distribuzione su tutta la città e non nei confronti di un solo Centro commerciale naturale».
Il primo a intervenire, il direttore di Confesercenti Alessandro Ciapini, snocciolando i dati del 2016, quando hanno chiuso circa 600 attività, contro le 249 aperture (di cui 95 ambulanti), ha dato il segnale di una città che sta depauperando la piccola impresa e l’attività di vicinato, a fronte di 44 punti di media e grande distribuzione suddivisi in 15 marchi.
«Non possiamo che ribadire – ha ripetuto – la nostra preoccupazione per un insediamento così importante collocato in una parte della città facilmente raggiungibile, provocherà ulteriori chiusure. Da sempre siamo stati contrari anche al Nuovo Centro per gli stessi motivi. Ribadisco che in questo progetto, la necessità di un coinvolgimento delle associazioni di categoria è fondamentale. Il percorso di protocollo di intesa deve essere partecipativo, disegnare un progetto di città dal punto di vista del commercio».
Maristella Calgaro, presidente di Confesercenti, ha però segnalato che l'associazione non è mai stata convocata ufficialmente dall'amministrazione sulla vicenda, mentre Dario Talini della Cna parla di definire un percorso serio e a tappe in una discussione «ingabbiata in paletti seri in un confronto tra imprese e Esselunga».
Dario Ceccarini, del Centro commerciale naturale di Colline, preoccupato già per gli effetti dell’apertura dell’ultimo Penny lungo l’Aurelia, sottolinea come i 72 commercianti della zona siano penalizzati dai parcheggi a pagamento (quelli realizzati lungo via di Salviano e in piazza Damiano Chiesa) e dallo street control. Per questo chiede una sinergia con Esselunga e stalli gratuiti per poter competere con quelli del supermercato, «perché ci interessa sopravvivere».
Proprio per gli stalli blu, il presidente di Confcommercio, Alessio Carraresi, lancia la proposta di rimodulare le tariffe su tutta la città: «Una prima mezz'ora gratuita se non un'ora, con un aggravio di costi sulle ore successive». Un modo per far respirare un sistema in difficoltà. Per Carraresi serve un progetto serio che coinvolga le attività commerciali di Colline e Coteto e il loro rilancio: «Penso al valore sociale del commercio di prossimità, che è un elemento fondante – aggiunge Carraresi – Penso ai costi sociali degli esuberi dall’altra grande distribuzione, a Coop e Pam e l'impatto della riqualificazione Esselunga che si riflette anche su altre zone, come il centro. Quindi è necessario riequilibrare e dare parità di sviluppo e sostegno al piccolo commercio anche attraverso azioni di concertazione: penso alla difficoltà di raggiungimento del centro, le tariffe dei parcheggi. Mi unisco alla proposta di Cna e Confesercenti, e propongo un protocollo di intesa per definire obiettivi e step che portino alla realizzazione del progetto in una ridefinizione del nostro tessuto economico».
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