Gioco
«Il nostro cuore come antidoto all’indifferenza»
di Francesca Suggi
Il sindaco rende omaggio alla Liberazione «Ripartire dalle piazze e dalle strade»
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LIVORNO. «Livorno delle nazioni, dell’operaismo e del partito comunista italiano nata dalle molteplici genti: nemmeno la nostra città è immune dai rigurgiti neo fascisti, xenofobi o, come va di moda, sovranisti che attraversano l’Europa. Eppure è dotata di formidabili anticorpi perché i suoi abitanti hanno il cuore grande come il mare». Con un’ iniezione di “resistenza, antifascismo e libertà” il sindaco Filippo Nogarin saluta a modo suo il 72esimo anniversario della Liberazione davanti al prefetto Anna Maria Manzone, a tutte le massime autorità militari che operano in città, alle associazioni partigiane, a quelle omosessuali e ai rappresentanti della comunità ebraica. Un centinaio le persone nella sala delle cerimonie del Comune per rendere omaggio al XXV Aprile. «La Resistenza si celebra oggi, ma deve essere festeggiata ogni giorno contro tutti quei comportamenti xenofobi e razzisti per esempio contro i migranti, quasi a dimenticare che lo facevamo anche noi», sottolinea Adriana Dadà, dell’Università di Firenze che ha ripercorso le tappe salienti della storia dell’anniversario della Liberazione.
Dopo la deposizione delle corone al Milite Ignoto in piazza della Vittoria e al bassorilievo del partigiano, il corteo guidato dalla banda cittadina è arrivato a Palazzo Civico per lasciare spazio alle parole. C’è anche lo striscione della Brigata ebraica. «Solo quest’anno - Nogarin riprende - abbiamo assistito alla comparsa di croci uncinate sui muri del centro, abbiamo dovuto fare i conti con episodi di razzismo sui campi di calcio, e ci sono stati dei veri e propri comitati di cittadini preoccupati per l’arrivo dei migranti nei loro quartieri: non è questo il momento di indagare sulle cause che stanno determinando questa ondata di odio, ma è altrettanto sicuro che la nostra città ha le carte in regola per tenere dritta la barra di fronte a questa intolleranza grazie al grande cuore dei livornesi». Nogarin cita le associazioni che operano sul territorio, i volontari, i progetti di integrazione. «Dobbiamo ripartire dalle piazze e dalle strade: non saranno i mega progetti faraonici per il porto e nemmeno il reddito di cittadinanza a salvare la città, ci penserà il cuore dei livornesi, il più straordinario antidoto contro l’indifferenza».
Dopo la deposizione delle corone al Milite Ignoto in piazza della Vittoria e al bassorilievo del partigiano, il corteo guidato dalla banda cittadina è arrivato a Palazzo Civico per lasciare spazio alle parole. C’è anche lo striscione della Brigata ebraica. «Solo quest’anno - Nogarin riprende - abbiamo assistito alla comparsa di croci uncinate sui muri del centro, abbiamo dovuto fare i conti con episodi di razzismo sui campi di calcio, e ci sono stati dei veri e propri comitati di cittadini preoccupati per l’arrivo dei migranti nei loro quartieri: non è questo il momento di indagare sulle cause che stanno determinando questa ondata di odio, ma è altrettanto sicuro che la nostra città ha le carte in regola per tenere dritta la barra di fronte a questa intolleranza grazie al grande cuore dei livornesi». Nogarin cita le associazioni che operano sul territorio, i volontari, i progetti di integrazione. «Dobbiamo ripartire dalle piazze e dalle strade: non saranno i mega progetti faraonici per il porto e nemmeno il reddito di cittadinanza a salvare la città, ci penserà il cuore dei livornesi, il più straordinario antidoto contro l’indifferenza».
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