Gioco
Il titolare di Doc: «Chiedo scusa a tutti ma non ho mai spacciato»
Stefano Vullo è il gestore del locale chiuso dal questore per un mese: «Mi dispiace per il vicinato, per chi lavora con me e per i miei familiari»
LIVORNO. Chiede scusa ai vicini, a chi lavora con lui e alla sua famiglia per quello che è accaduto. Ma ripete anche che «non ho mai spacciato». Stefano Vullo è il titolare di Doc. Decide di parlare dopo la sospensione di un mese disposta dal questore e dopo la denuncia. «In due anni – racconta – ho provato non senza difficoltà a tenere aperto e piano piano sono arrivato a fare tardi la notte perché mandare avanti il locale costa parecchio». «Il primo anno ad esempio – chiosa – ci sono voluti tre mesi per avere il suolo pubblico».
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Questo però non toglie le violazioni registrate dalle forze dell’ordine. «È vero – risponde – sono andato oltre gli orari, ho sicuramente disturbato molte persone, chiedo scusa al vicinato, a chi lavora per me e ai miei familiari». Ma «chiarisco che non ho mai spacciato fumo in vita mia, quello che hanno trovato, qualche spinello, è mio, per uso personale, non faccio altro». «Ho due bilancine, sì: una l’ho trovata dentro il locale, una ce l’ho da decenni, ci ho pesato caffè, ghiaccio, non è certo che spaccio». E «il coltello è praticamente un taglierino da lavoro».
Racconta uno spaccato a tinte scure della Livorno by night. «Ho visto tanta “gente brutta” di notte, non credevo ce ne fosse così tanta. Se riaprirò proverò a farlo a pranzo e a cena, a orari normali, per il rispetto di tutti, sperando che chi viene dopo e trova chiuso inizi a venire prima. È l’ultima chance che ho». Per un anno e mezzo il ristorante è stato aperto a pranzo e a cena, da novembre la situazione è cambiata, «ha iniziato ad arrivare sempre più gente di notte e si è fatto difficile gestire la situazione». «A Livorno – vuole sottolineare – c’è un problema di cocaina, tanti ne fanno uso e tanti sono in giro a spacciarla, e i problemi più grossi arrivano da quelle persone, che abbiamo sempre cercato di arginare».
Il locale è chiuso da sabato. «Mi dispiace perché per continuare a stare aperti di giorno abbiamo preso accordi con il mondo del jazz e organizzato una serie di eventi, ne avremmo avuto uno in calendario anche domenica. Mi dispiace».
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