Il Tirreno

Livorno

Il questore chiude Doc per un mese

di Juna Goti
Il questore chiude Doc per un mese

Di notte le forze dell’ordine nel ristorante: violazioni amministrative, alcolici dopo le 3 e droga tra le bottiglie di vino

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LIVORNO. Una lista di eccessi e di violazioni amministrative, compresi gli alcolici serviti dopo le tre del mattino, e alcune sostanze stupefacenti nascoste tra le bottiglie di vino. Così alla fine il questore, con una procedura d’urgenza, ha deciso di far chiudere per un mese “Doc - panem et circenses”, noto ristorante di via Goldoni, nel cuore del centro della città.

Sabato, dopo un controllo scattato la notte prima, il questore ha infatti disposto la sospensione per trenta giorni della licenzia di esercizio del locale, ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
In realtà, come sottolineano dalla questura, la misura è stata disposta dopo che negli ultimi mesi le forze dell’ordine avevano già riscontrato una serie di violazioni di natura amministrativa, e dopo che le volanti della polizia erano già dovute intervenire più volte nell’area per sedare qualche lite o comunque calmare qualche frequentatore andato un po’ troppo sopra le righe.

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Nella notte tra venerdì e sabato, intorno alle 4, nel locale è scattato un nuovo controllo. E questa volta sono scattati anche i provvedimenti. Nell’ambito dei servizi coordinati dal così detto tavolo tecnico interistituzionale messo in piedi in questura, in via Goldoni sono arrivati polizia, carabinieri, guardia di Finanza, polizia municipale e Siae. A quell’ora, fanno sapere le forze dell’ordine, nel ristorante – uno dei pochi in città a restare aperto fino a tardi – sono state trovate una trentina di persone, alcune delle quali con precedenti di polizia, e sono state riscontrate «ulteriori violazioni amministrative», come «la somministrazione oltre le 3 di bevande alcoliche».
In più viene fatto sapere che la stessa notte, nel corso della perquisizione, gli agenti della squadra mobile hanno trovato – «in parte addosso al titolare, in parte nascosti dietro al bancone, in parte occultati nella zona dei vini» – hashish e marijuana per circa 6,23 grammi. Nel locale le forze dell’ordine hanno trovato anche due bilancini elettronici. E al titolare hanno tolto «un coltello a serramanico con tracce di stupefacenti».

Il titolare della licenza – Stefano Vullo, 40 anni, livornese – è stato denunciato alla Procura della Repubblica «per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti» e per «porto illegale di coltello», oltre che per «disturbo del riposo delle persone» a causa degli schiamazzi e dei rumori provenienti dal locale. Un’accusa, quella di spaccio, che contattato dal Tirreno il titolare di Doc ha voluto respingere con forza, come raccontiamo nell’articolo a fianco. Ha voluto anche chiedere «scusa ai vicini, alle persone che lavorano con me e alla mia famiglia» per quanto accaduto. Resta il fatto che, salvo l’adozione di eventuali nuovi provvedimenti, il locale è già stato chiuso. E le saracinesche che si affacciano su via Goldoni resteranno abbassate per un altro mese. Come racconta il cartello attaccato con il nastro adesivo alla vetrina: “Locale chiuso su disposizione del questore di Livorno...”.

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