Gioco
Due avvocati livornesi rintracciano yacht in fuga
Era sparito dopo la sentenza di sequestro per mancato versamento degli stipendi ai marittimi, ma è stato fermato grazie al lavoro dei legali difensori Neri e Pollastrini
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LIVORNO. Due avvocati livornesi hanno rintracciato un maxi yacht in fuga per evitare il sequestro, permettendo così di rendere possibile il provvedimento del tribunale di Lucca. I protagonisti di questa vicenda sono i legali Bruno Neri e Matteo Pollastrini, avvocati difensori di due marittimi croati che hanno lavorato per mesi a bordo dell’imbarcazione di lusso, a lungo ormeggiata nel porticciolo di Viareggio, e che aspettano da tempo il pagamento degli stipendi da parte dell’armatore, una società con sede nel paradiso fiscale delle isole Cayman.
Lo yacht “Sofia 3”, 43 metri di lunghezza e interni extra lusso, era sparito nel nulla mercoledì scorso, proprio in concomitanza con la sentenza di sequestro conservativo. Ma ieri mattina, nonostante il segnalatore di posizione disattivato dal nuovo equipaggio per non farsi trovare, è stato rintracciato grazie anche e soprattutto al lavoro degli avvocati. Così, successivamente, è stato intercettato a Savona e sequestrato subito dalla capitaneria di porto ligure.
Il sequestro conservativo rischiava quindi di non essere rispettato per via della fuga, ma la prontezza dei due legali livornesi ha permesso di eseguire quello che era stato disposto mercoledì dal tribunale di Lucca, conseguenza della causa mossa dai due marittimi croati. Un contenzioso attivato tramite l’Itf, l’organizzazione internazionale di tutela dei marittimi, e arrivato appunto fino alla sentenza di sequestro di tre giorni fa.
Il maxi yacht, battente delle isole Marshall e per mesi ormeggiato nello scalo versiliese, è stato quindi trovato in Liguria e messo sotto sequestro dalla guardia costiera. Bruno Neri e Matteo Pollastrini, nonostante le grosse difficoltà, sono riusciti infatti a ricostruire la rotta dell’imbarcazione di lusso, che era diretta a Savona e ieri mattina è stata intercettata dalla capitaneria di porto. Decisive alcune informazioni arrivate a chi stava seguendo il caso, tramite le quali lo yacht è stato rintracciato e fermato.
(g.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Lo yacht “Sofia 3”, 43 metri di lunghezza e interni extra lusso, era sparito nel nulla mercoledì scorso, proprio in concomitanza con la sentenza di sequestro conservativo. Ma ieri mattina, nonostante il segnalatore di posizione disattivato dal nuovo equipaggio per non farsi trovare, è stato rintracciato grazie anche e soprattutto al lavoro degli avvocati. Così, successivamente, è stato intercettato a Savona e sequestrato subito dalla capitaneria di porto ligure.
Il sequestro conservativo rischiava quindi di non essere rispettato per via della fuga, ma la prontezza dei due legali livornesi ha permesso di eseguire quello che era stato disposto mercoledì dal tribunale di Lucca, conseguenza della causa mossa dai due marittimi croati. Un contenzioso attivato tramite l’Itf, l’organizzazione internazionale di tutela dei marittimi, e arrivato appunto fino alla sentenza di sequestro di tre giorni fa.
Il maxi yacht, battente delle isole Marshall e per mesi ormeggiato nello scalo versiliese, è stato quindi trovato in Liguria e messo sotto sequestro dalla guardia costiera. Bruno Neri e Matteo Pollastrini, nonostante le grosse difficoltà, sono riusciti infatti a ricostruire la rotta dell’imbarcazione di lusso, che era diretta a Savona e ieri mattina è stata intercettata dalla capitaneria di porto. Decisive alcune informazioni arrivate a chi stava seguendo il caso, tramite le quali lo yacht è stato rintracciato e fermato.
(g.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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