Gioco
Comune, pagamenti sprint Fornitori saldati in 40 giorni
di Nicolò Cecioni
Palazzo Civico presenta il rendiconto: saldo di cassa positivo per 5 milioni di euro I revisori: resta qualche problema con gli evasori ma il Serpichino aiuta a stanarli
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LIVORNO. È positivo il resoconto dei sindaci revisori sulla gestione del bilancio comunale. Ieri mattina il rendiconto dell'esercizio finanziario 2016 è stato approvato dalla seconda commissione, alla presenza dei revisori Stefano Andreucci, Cristina Pantera e Marco Dringoli.
«L'unico punto critico della rendicontazione – ha spiegato Andreucci ai consiglieri – riguarda la gestione delle partecipate dal punto di vista finanziario. Ci sono delle criticità dovute alla difficoltà di riscossione da parte del Comune di Livorno. Ma è una cosa che è abbastanza diffusa sia in Toscana che in Italia: riguarda l'evasione. Quasi tutte le aziende devono fare i conti con gli effetti della crisi: la nostra raccomandazione è quella di prestare forte attenzione alle riscossioni e sull'utilizzo della tesoriera comunale». Il motivo? «Oggi – è stato detto – ci sono tante persone che non riescono a saldare i debiti ed è difficile che paghino perché soldi non ne hanno davvero. Ma c'è anche chi volontariamente vuol farla franca».
Non è semplice distinguere le due categorie, ma Palazzo Civico si è dotato di «uno strumento eccezionale come Serpichino che serve a fare emergere coloro che non vogliono adempiere al pagamento delle tasse».
I risultati principali, evidenziati dai revisori, riguardano il rispetto del nuovo saldo di competenza previsto dalla legge di stabilità 2016, il saldo di cassa positivo di oltre 5 milioni di euro, il mantenimento degli equilibri di bilancio e l'accantonamento a fondo crediti di dubbia esigibilità di 58 milioni di euro (pari al 65,38% dei crediti riferiti ad entrate di dubbia esigibilità). Inoltre è diminuito il tempo medio di pagamento verso i creditori, un dato che è stato particolarmente apprezzato dall'assessore Gianni Lemmetti.
«L'indice di tempestività dei pagamenti è di circa 40 giorni – ha spiegato – ed è abbondantemente inferiore rispetto al limite dei 60 giorni previsto dalla norma. Per pagare i fornitori abbiamo utilizzato le risorse del Comune, che ci sono costate solo 760 euro di interessi annui e che ci hanno permesso di velocizzare i tempi, facendo sì ricorso all'anticipazione di tesoreria, ma chiudendo comunque con un saldo di cassa positivo di 5 milioni di euro».
La spesa corrente per il 2016 del Comune è di 171,35 milioni di euro, rispetto ai 171,71 dell'anno precedente. «Offriamo gli stessi servizi con meno soldi a disposizione – ha aggiunto Lemmetti – dunque il bilancio non può che essere migliorato». Dei 171milioni di spesa corrente per macroaggregati, le due fette più grosse riguardano l'acquisto di beni e servizi (105milioni di euro) e i redditi da lavoro dipendente (43milioni).
Quindici milioni e 800mila euro sono relativi ai trasferimenti correnti, mentre 2 milioni e mezzo sono andati via tra imposte e tasse a carico dell'ente.
Il risultato economico è dunque positivo per 8 milioni e 859mila euro, con una differenza tra componenti positivi negativi della gestione di 6,9 milioni, dovuto alla gestione delle componenti straordinarie.
In aumento anche il patrimonio netto che passa dai 610 milioni del 2015 ai 623 del 2016. La perdita di esercizio del 2015 (di circa 7 milioni) è stata coperta dalle riserve da risultato economico degli esercisi precedenti. «Siamo soddisfatti – ha chiuso l'assessore – anche della riduzione dell'indebitamento da mutui di quasi 30 milioni in pochi anni». Nel 2012, era di 93milioni, nel 2013 di 80, nel 2014 di 70, nel 2015 di 65 e ora siamo a 63.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«L'unico punto critico della rendicontazione – ha spiegato Andreucci ai consiglieri – riguarda la gestione delle partecipate dal punto di vista finanziario. Ci sono delle criticità dovute alla difficoltà di riscossione da parte del Comune di Livorno. Ma è una cosa che è abbastanza diffusa sia in Toscana che in Italia: riguarda l'evasione. Quasi tutte le aziende devono fare i conti con gli effetti della crisi: la nostra raccomandazione è quella di prestare forte attenzione alle riscossioni e sull'utilizzo della tesoriera comunale». Il motivo? «Oggi – è stato detto – ci sono tante persone che non riescono a saldare i debiti ed è difficile che paghino perché soldi non ne hanno davvero. Ma c'è anche chi volontariamente vuol farla franca».
Non è semplice distinguere le due categorie, ma Palazzo Civico si è dotato di «uno strumento eccezionale come Serpichino che serve a fare emergere coloro che non vogliono adempiere al pagamento delle tasse».
I risultati principali, evidenziati dai revisori, riguardano il rispetto del nuovo saldo di competenza previsto dalla legge di stabilità 2016, il saldo di cassa positivo di oltre 5 milioni di euro, il mantenimento degli equilibri di bilancio e l'accantonamento a fondo crediti di dubbia esigibilità di 58 milioni di euro (pari al 65,38% dei crediti riferiti ad entrate di dubbia esigibilità). Inoltre è diminuito il tempo medio di pagamento verso i creditori, un dato che è stato particolarmente apprezzato dall'assessore Gianni Lemmetti.
«L'indice di tempestività dei pagamenti è di circa 40 giorni – ha spiegato – ed è abbondantemente inferiore rispetto al limite dei 60 giorni previsto dalla norma. Per pagare i fornitori abbiamo utilizzato le risorse del Comune, che ci sono costate solo 760 euro di interessi annui e che ci hanno permesso di velocizzare i tempi, facendo sì ricorso all'anticipazione di tesoreria, ma chiudendo comunque con un saldo di cassa positivo di 5 milioni di euro».
La spesa corrente per il 2016 del Comune è di 171,35 milioni di euro, rispetto ai 171,71 dell'anno precedente. «Offriamo gli stessi servizi con meno soldi a disposizione – ha aggiunto Lemmetti – dunque il bilancio non può che essere migliorato». Dei 171milioni di spesa corrente per macroaggregati, le due fette più grosse riguardano l'acquisto di beni e servizi (105milioni di euro) e i redditi da lavoro dipendente (43milioni).
Quindici milioni e 800mila euro sono relativi ai trasferimenti correnti, mentre 2 milioni e mezzo sono andati via tra imposte e tasse a carico dell'ente.
Il risultato economico è dunque positivo per 8 milioni e 859mila euro, con una differenza tra componenti positivi negativi della gestione di 6,9 milioni, dovuto alla gestione delle componenti straordinarie.
In aumento anche il patrimonio netto che passa dai 610 milioni del 2015 ai 623 del 2016. La perdita di esercizio del 2015 (di circa 7 milioni) è stata coperta dalle riserve da risultato economico degli esercisi precedenti. «Siamo soddisfatti – ha chiuso l'assessore – anche della riduzione dell'indebitamento da mutui di quasi 30 milioni in pochi anni». Nel 2012, era di 93milioni, nel 2013 di 80, nel 2014 di 70, nel 2015 di 65 e ora siamo a 63.
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