Toscana
«Noi riqualifichiamo altri hanno costruito quartieri interi...»
LIVORNO. Se vogliono tagliare il nastro della nuova area targata Esselunga prima della fine del mandato, quindi entro giugno 2019, i 5 Stelle devono accelerare (e potrebbe non bastare). Lo confermano...
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LIVORNO. Se vogliono tagliare il nastro della nuova area targata Esselunga prima della fine del mandato, quindi entro giugno 2019, i 5 Stelle devono accelerare (e potrebbe non bastare). Lo confermano indirettamente le parole del progettista di Esselunga, Roberto Canessa: «Se questa amministrazione vuole inaugurare il supermercato, noi dobbiamo avere il titolo edilizio entro fine anno, e comunque dobbiamo correre». Visto che serviranno 18 mesi di lavori. L’iter lo chiarisce l’architetto del Comune, Paolo Danti: dopo l’adozione in consiglio, gli atti saranno pubblicati sul Burt per 60 giorni per le osservazioni, poi servirà un tempo “X” per le controdeduzioni e solo a quel punto il pacchetto tornerà in commissione e in consiglio per l’approvazione definitiva. In parallelo, però, andrà avanti il percorso di Vas, che nella fase delle osservazioni prevede anche l’invio ai soggetti che hanno competenze ambientali, come Arpat e Regione. Senza contare che una volta approvato il piano, serviranno almeno un altro paio di mesi per rilasciare i titoli edilizi.
«Non ci sono scadenze», controbatte l’assessore all’urbanistica, Alessandro Aurigi, ai consiglieri di opposizioni: «Ma c’è la volontà precisa di rispondere alle esigenze della città, a partire da quella occupazionale. C’è quindi una scadenza morale per noi». I posti di lavoro previsti sono «almeno 140», come ripete Aurigi. Che insieme all’assesora Paola Baldari sottolinea che l’amministrazione si è posta con «particolare attenzione e interesse» di fronte a questo piano perché «va a recuperare un’area in abbandono da vent’anni», dove per il 70% oggi si potrebbero fare residenze. La volontà è «mettere in piedi un meccanismo di rigenerazione urbana», ripete facendo notare che si passerà da zero metri quadri di verde («ovo») a un parco da 5mila, e che già oggi ci sono 2500 metri di vendita. Gli accordi che invece riguardano le sponsorizzazioni allo sport e alla cultura per 875mila euro - viene spiegato - non sono in questi atti perché non riguardano l’urbanistica.
«Negli anni passati – controbatte ancora – per fare atterrare attività come questa sono stati creati nuovi quartieri, mangiate porzioni di territorio. Voglio tracciare una linea netta: noi stiamo parlando di un intervento di riqualificazione di un’area abbandonata, già cementificata. Abbiamo visto una possibilità positiva per la città nella proposta del privato proprietario dove altri, per scelta politica, hanno deciso di non ascoltare».
«La nuova area non sarà deleteria per il centro commerciale naturale di Colline, anzi farà da volano, ci saranno più persone che andranno in zona», sostiene infine Aurigi. Che dà la stoccata ai competitor della grande distribuzione: «Anche avere più concorrenza sul territorio, dove oggi si è avuto quasi il monopolio assoluto, fa bene» in termini di «prezzi» e «competitività». (j.g.)
«Non ci sono scadenze», controbatte l’assessore all’urbanistica, Alessandro Aurigi, ai consiglieri di opposizioni: «Ma c’è la volontà precisa di rispondere alle esigenze della città, a partire da quella occupazionale. C’è quindi una scadenza morale per noi». I posti di lavoro previsti sono «almeno 140», come ripete Aurigi. Che insieme all’assesora Paola Baldari sottolinea che l’amministrazione si è posta con «particolare attenzione e interesse» di fronte a questo piano perché «va a recuperare un’area in abbandono da vent’anni», dove per il 70% oggi si potrebbero fare residenze. La volontà è «mettere in piedi un meccanismo di rigenerazione urbana», ripete facendo notare che si passerà da zero metri quadri di verde («ovo») a un parco da 5mila, e che già oggi ci sono 2500 metri di vendita. Gli accordi che invece riguardano le sponsorizzazioni allo sport e alla cultura per 875mila euro - viene spiegato - non sono in questi atti perché non riguardano l’urbanistica.
«Negli anni passati – controbatte ancora – per fare atterrare attività come questa sono stati creati nuovi quartieri, mangiate porzioni di territorio. Voglio tracciare una linea netta: noi stiamo parlando di un intervento di riqualificazione di un’area abbandonata, già cementificata. Abbiamo visto una possibilità positiva per la città nella proposta del privato proprietario dove altri, per scelta politica, hanno deciso di non ascoltare».
«La nuova area non sarà deleteria per il centro commerciale naturale di Colline, anzi farà da volano, ci saranno più persone che andranno in zona», sostiene infine Aurigi. Che dà la stoccata ai competitor della grande distribuzione: «Anche avere più concorrenza sul territorio, dove oggi si è avuto quasi il monopolio assoluto, fa bene» in termini di «prezzi» e «competitività». (j.g.)
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