Il Tirreno

Livorno

Ustionato al barbecue, il racconto: "Avevo la schiena in fiamme, così mi sono salvato"

di Gianni Tacchi
Ustionato al barbecue, il racconto: "Avevo la schiena in fiamme, così mi sono salvato"

Livorno, Pietro Canepa, il giovane rugbista ferito, rivive quei momenti: «Adesso sto meglio, non dimenticherò mai quei secondi»

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LIVORNO. «Ho visto la fiamma alzarsi dal barbecue, mi sono girato e il fuoco mi ha preso di spalle. Ho iniziato a correre e a urlare, poi mi sono levato i vestiti e mi sono buttato per terra: ho avuto la lucidità per rotolare e spegnere così le fiamme, poi sono arrivati i soccorritori e sinceramente ricordo poco del viaggio verso l’ospedale. Ho tutta la schiena bruciata, è un miracolo che sia qui a raccontare com’è andata». Il racconto di Pietro Canepa, il ragazzo ustionato mentre stava facendo la “braciata” a Pasquetta, è scioccante.

Era in una villa a Montenero insieme agli amici di sempre, compresi alcuni compagni della prima squadra del Livorno Rugby, quando un ragazzo ha cercato di alimentare la brace con un prodotto innescando però il ritorno di fiamma che poi ha investito Canepa. «Stavamo preparando la grigliata insieme - racconta il giovane, vent’anni da compiere a dicembre - quando all’improvviso, appena il mio amico ha tirato quel liquido sul barbecue, ho visto la fiamma davanti a me. Sono stati attimi terribili, per fortuna mi sono girato e sono stato colpito alle spalle. Adesso sto meglio, ma in un certo senso sono stato davvero fortunato. Se mi avesse preso al volto, sarebbe stato molto peggio...».

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USTIONI E RICOVERO. Il ragazzo si trova al Centro grandi ustionati dell’ospedale di Cisanello, dove resterà per un periodo compreso tra i dieci e i venticinque giorni: dovrà infatti sottoporsi a medicazioni quotidiana per le bruciature riportate su tutto il corpo, principalmente alla schiena ma anche su un braccio, sui glutei e sulle cosce.
Quasi tutte le ustioni sono di secondo grado, «ma alcune di terzo e infatti in quei punti il dolore è più forte». Eppure Canepa, lucido e cosciente nonostante siano passate poche ore dall’incidente di lunedì pomeriggio in via Castelli della Vinca, trova anche il tempo per scherzare: «Sembravo una torcia umana - dice ripensando all’episodio - poi non sono riuscito neanche a mangiare un po’ di carne... Scherzi a parte, è andata veramente bene. Quando tutti i miei amici si sono messi a gridare, ho capito la gravità della situazione. Restare sempre lucido mi ha aiutato a prendere le decisioni giuste in quei momenti, dal togliermi i vestiti al rotolarmi per terra».

L’INCUBO DI PASQUETTA. È a pezzi invece l’amico di Canepa che lunedì pomeriggio ha causato l’incidente, tanto che negli ultimi due giorni è sempre stato con lui all’ospedale di Pisa. «Era distrutto e si è scusato mille volte - aggiunge il rugbista - e lo stesso hanno fatto i suoi genitori. È stato un incidente, non posso dirgli niente per quello che è successo. Alla fine sono stato io a tranquillizzare lui, non viceversa». Il giovane, che lavora in porto alla Sintermar e gioca nel campionato di serie B con il Livorno Rugby, ha scritto anche un messaggio su Facebook per tranquillizzare amici e conoscenti, anche perché l’incidente ha avuto un forte impatto mediatico e la notizia è circolata anche fra i suoi coetanei. «Ci tengo a ringraziare tutti coloro che mi hanno pensato e scritto», il suo post. Infatti lo spavento dei ragazzi che hanno visto la scena a Montenero è stato enorme, tanto che qualcuno - in un primo momento - ha pensato al peggio. Ma per fortuna le fiamme si sono spente, i soccorritori sono arrivati subito e il giovane sta rispondendo bene alle cure. «Ho solo una braciata in sospeso...», ripete. Sì, nonostante tutto Pietro ha già ritrovato il sorriso.

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