Sicurezza
Villa Pendola, tra sabbia e moletto la baia accontenta tutti
Livorno, "vietata" ai disabili, niente wc: nonostante sporcizia e degrado è un piccolo paradiso, purtroppo, non valorizzato tra il verde e il mare
LIVORNO. La baia ideale per chi cerca sabbia. Per chi ama lo scoglio. Per chi preferisce tranquillità e privacy alla folla. Per chi ama il contrasto tra il blu del mare, il verde del boschetto a picco sul molo e l’idea che al di là della strada c’è lo storico complesso ottocentesco realizzato per conto della famiglia Del Nero, oggi al centro di un intervento di recupero che va avanti da anni.
È un piccolo scrigno cullato dalle onde e dalla natura la spiaggia di villa Pendola. I livornesi amano quella discesa a mare di Antignano, ma sono arrabbiati per le sue pessime condizioni.
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ACCESSO NON PER TUTTI. Risolte antiche questioni sulla fruibilità pubblica o meno della spiaggia, oggi l’accesso è libero. Basta entrare da quel cancellino arrugginito, in parte scritto e danneggiato, per ritrovarsi su un sentiero fagocitato dal verde. Una piccola giungla minata da rifiuti di ogni tipo, bisogni umani e sporcizia.
Anche in questo caso, come da triste copione, la discesa non è adatta ai disabili in carrozzina ed è impervia per mamme con passeggini e persone anziane.
IL SENTIERO “INGABBIATO”. Lo stradello che porta alla spiaggia è delimitato, a destra e a sinistra, da una sorta di rete-gabbia color ruggine (a protezione della vegetazione e dai disagi circostanti). Le scale che portano all’arenile e al moletto sono imbrattate da scritte, così come il muro di sostegno del terrapieno alle spalle della spiaggia (in certe parti è pure da risanare).
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DOCCE E WC CERCANSI. Anche questo, aimé, è un film già visto. Accanto alla scarsa pulizia generale, ancora una volta mancano alcuni dei servizi basilari che servirebbero in spiaggia: un bagno, una doccia e cestini. Il risultato, oggi, è quello che il verde che circonda la spiaggia di villa Pendola è una sorta di wc a cielo aperto: facile immaginare, vista la situazione, che chi ha un bisogno impellente si insinui tra la vegetazione che circonda l’arenile. Senza contare che nella baia soprattutto con la bella stagione si scatenano le serate di bisboccia, musica e djembe di gruppi di ragazzi che si rifugiano nella tranquillità della spiaggia: ergo i cestini in spiaggia servirebbero.
LA VILLA “CLANDESTINA”. Era uno degli aneddoti che raccontava sempre Adolfo Benedetti, lo storico carrettaio che per decine di anni ha abitato, poi da solo, nella dimora ottocentesca di villa Pendola. Era il tuttofare e amava raccontare che il complesso costruito nel 1855, ad opera di Pampaloni e Pellegrini per conto della famiglia Del Nero, fu voluto da Vittorio Emanuele II per trascorrere ore clandestine con la sua Rosina.
Tra mito e leggenda, quelle parole sono impresse sui muri di quel che resta della villa secolare, cuore del lungomare di Antignano, già residenza dei Ciampi, poi istituto per sordomuti, scuola pubblica, circoscrizione e adesso un cantiere aperto in cerca di una nuova identità abitativa.
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