Gioco
Tensione alla riunione per Grandi Molini
Livorno, a Palazzo della Gherardesca summit sulla crisi occupazione. Fuori il picchetto dei lavoratori
LIVORNO. Palazzo della Gherardesca si è trasformato questa mattina, venerdì 14 aprile, nell'epicentro della crisi del lavoro a Livorno. Nelle stanze della ex-circoscrizione 1 (oggi della Provincia) si deciderà forse la sorte delle grandi vertenze Lucarelli e Grandi Molini. E così mentre al blindatissimo tavolo interistituzionale l'assessore regionale Gianfranco Simoncini e l'assessora comunale Francesca Martini siedono con le sigle sindacali, a pochi metri di distanza si riunisce la commissione comunale straordinaria volta ad esprimere solidarietà e vicinanza ai lavoratori ed a preparare iniziative per sensibilizzare la cittadinanza. E i lavoratori aspettano giù dabbasso le rappresentanze aziendali, arroccati dietro gli striscioni, in attesa di una risposta che dovrebbe arrivare prima di pranzo.
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Intorno alle 10.45 arriva una prima comunicazione dall'assessora comunale Martini. «Per Lucarelli nessuna soluzione sul piatto». L'assessora appena uscita dalla riunione informativa a fianco dell'assessore Simoncini e dei sindacati, riferisce alla commissione consiliare straordinaria riunita nella stanza vicina: «L'ingresso di Alp nell'Authority sembra aver avuto un effetto positivo, ma del piano industriale dell'azienda non si sa nulla». Nel frattempo i lavoratori, in cassa straordinaria da agosto, chiedono una soluzione.
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Intorno alle 11.30 le sigle sindacali Cgil, CislI e Uil escono dall'incontro informativo con Simoncini e Martini incassando il sostegno della Regione sulla vertenza Lucarelli. «C'è una trattativa in corso ma prevede il cambio merceologico dell'azienda» spiegano le tre sigle in un comunicato: «Intanto 16 lavoratori di un settore definito "trainante" vengono lasciati per la strada, qualora il passaggio non dovesse andare in porto la Regione si è impegnata a chiedere all'Authority la convocazione del tavolo del Patto per il Lavoro». Sulla questione Grandi Molini. «Nessun rinvio, all'incontro al Ministero la Grandi Molini Italiani ci sarà ma la procedura di riduzione dell'organico andrà avanti secondo i tempi indicati». Così il Direttore e portavoce dell'azienda risponde ai sindacati ed alla politica riguardo alla proposta di Simoncini volta a rimandare di una settimana la conclusione della procedura per aspettare l'esito della convocazione al Mise. Le organizzazioni sindacali fanno sapere di non voler firmare il verbale "in differita": «Per noi la vertenza termina al Mise, l'atteggiamento dell'azienda nei confronti di questa vicenda è sconcertante a fronte delle promesse fatte dalle istituzioni locali riguardo ai lavori promessi sulla banchina».
Poco prima di mezzogiorno attimi di tensione a Palazzo della Gherardesca. Grandi Molini Italiani, il gran rifiuto dell'azienda all'appello in extremis della Regione scatena la rabbia dei lavoratori. Pochi minuti prima di mezzogiorno, dopo neanche mezz'ora di riunione con il portavoce di Gmi, i sindacati annunciano ai manifestanti che la trattativa non è andata in porto, provocando una clamorosa reazione a suon di grida e insulti all'indirizzo dell'azienda che è culminata in un tentativo di irruzione a palazzo della Gherardesca (dove si teneva il tavolo) prontamente impedito dalle forze dell' ordine.
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