Gioco
«Investire ancora su viale Alfieri non è la soluzione»
di Enrico Paradisi
La Marca (tribunale del malato) sposa l’idea ex Pirelli «Si potrebbero utilizzare anche gli spazi retrostanti»
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LIVORNO. «Siamo sempre stati d’accordo per costruire un nuovo ospedale perché quello attuale è inadeguato». Filippo La Marca, presidente del tribunale per i diritti del malato di Livorno entra in scia al dibattito che ha aperto l’assessora Stefania Saccardi rilanciando l’idea del nuovo ospedale e la sua localizzazione nell’area ex Pirelli.
«Negli ultimi 20 anni si sono investiti all’incirca 100 milioni di euro nel vecchio - dice La Marca - ma la situazione complessivamente non ha fatto passi in avanti, e la prospettiva di ristrutturarlo ulteriormente non va nella direzione di risolvere il problema, cioè dare ai cittadini livornesi un ospedale efficiente». Anche per quanto riguarda la localizzazione, il presidente, è d’accordo sulla possibilità di realizzarlo, sul modello del piano Mariotti, negli spazi limitrofi alla struttura attuale. «Quella della ex Pirelli è una storia infinita. Ho abitato lì davanti: va bene l’archeologia industriale, ma gli spazi sono immensi, una soluzioni in questa area si può trovare». C’è il vincolo della soprintendenza, ma secondo La Marca in un modo o nell’altro si può trovare una soluzione utilizzando anche gli spazi retrostanti al reparto di malattie infettive: «Sono spazi all’interno del perimetro ospedaliero che possono essere utilizzati se è impossibile superare i vincoli. Anche se quello è un vero obbrobrio da 25 anni, che andrebbe superato proprio per la città, che potrebbe dare spazi importanti».
Chiusura sul ricorso al project financing anche per La Marca perché diventa - dice- un vincolo eccessivo sulla fornitura di servizi non sanitari. «Noi siamo contrari a questo tipo di soluzione - spiega La Marca- perché presuppone che chi finanzia l’opera poi possa vantare un vincolo pluriennale sui servizi non sanitari, e che comunque sono essenziali per il funzionamento della struttura come la mensa, le pulizie e altri simili». Nel frattempo qualcosa di positivo comunque con le ristrutturazioni, anche se non rappresentano la soluzione ottimale si incassa: è il caso del secondo padiglione: «Dopo quattro o cinque anni di stallo, può finalmente essere inaugurato il 22 maggio, giorno di Santa Giulia. Anche se non è adeguato all’odierna concezione ospedaliera, 4 letti invece di due o stanze singole. È un passo in avanti per il reparto di medicina che fino ad oggi è ospitato al quinto, che è una struttura completamente inadeguata». La Marca, sulla necessità di sviluppo degli spazi da dedicare alla sub intensiva si trova d’accordo con il primario di nefrologia Roberto Bigazzi. «Sono d’accordo con Bigazzi - dice - sullo sviluppo necessario della sub-intensiva e la creazione di sinergie con gli ospedali limitrofi». La Marca poi evidenzia come ci sia a Livorno necessità di creare reparti a bassa intensità di cure per ospitare i malati che non sono più nella fase acuta, ma che abbisognano di essere seguiti, come anziani soli o persone con particolari necessità che a casa no potrebbero essere seguiti: «Anche perché - spiega ancora il rappresentante del tribunale dei diritti del malato - l’assistenza sul territorio a Livorno è tra le più carenti della Regione: non è stata realizzata in concreto la società della salute e non sono state ancora realizzate le case della salute previste dalla Regione Toscana. Tutto ciò considerando che a Livorno, è aumentata l’età media, più di un terzo della popolazione è anziana e conseguentemente con malattie croniche e degenerative che devono trovare un’assistenza socio-sanitaria adeguata, dove oltre alla Asl, anche il Comune deve svolgere il suo ruolo».
Altro capitolo riguarda l’ospedale di comunità, che con solo 21 posti letto a Livorno secondo La Marca non risponderebbe ai bisogni della popolazione: «Specialmente nei momenti di picchi è una struttura insufficiente: bisognerebbe intervenire per aumentarli». Poi Negativo il giudizio sulla riabilitazione che a Livorno, dice La Marca «è sempre stata carente»: «Bisogna dare delle risposte perché le persone sono costrette a lunghe liste da attesa e a ricorrere a soggetti privati per poter iniziare tempestivamente la riabilitazione post-operatoria». Rimangono, in fondo, anche per il tribunale del malato note positive il nuovo centro di senologia e la nuova centrale del 118 unificata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Negli ultimi 20 anni si sono investiti all’incirca 100 milioni di euro nel vecchio - dice La Marca - ma la situazione complessivamente non ha fatto passi in avanti, e la prospettiva di ristrutturarlo ulteriormente non va nella direzione di risolvere il problema, cioè dare ai cittadini livornesi un ospedale efficiente». Anche per quanto riguarda la localizzazione, il presidente, è d’accordo sulla possibilità di realizzarlo, sul modello del piano Mariotti, negli spazi limitrofi alla struttura attuale. «Quella della ex Pirelli è una storia infinita. Ho abitato lì davanti: va bene l’archeologia industriale, ma gli spazi sono immensi, una soluzioni in questa area si può trovare». C’è il vincolo della soprintendenza, ma secondo La Marca in un modo o nell’altro si può trovare una soluzione utilizzando anche gli spazi retrostanti al reparto di malattie infettive: «Sono spazi all’interno del perimetro ospedaliero che possono essere utilizzati se è impossibile superare i vincoli. Anche se quello è un vero obbrobrio da 25 anni, che andrebbe superato proprio per la città, che potrebbe dare spazi importanti».
Chiusura sul ricorso al project financing anche per La Marca perché diventa - dice- un vincolo eccessivo sulla fornitura di servizi non sanitari. «Noi siamo contrari a questo tipo di soluzione - spiega La Marca- perché presuppone che chi finanzia l’opera poi possa vantare un vincolo pluriennale sui servizi non sanitari, e che comunque sono essenziali per il funzionamento della struttura come la mensa, le pulizie e altri simili». Nel frattempo qualcosa di positivo comunque con le ristrutturazioni, anche se non rappresentano la soluzione ottimale si incassa: è il caso del secondo padiglione: «Dopo quattro o cinque anni di stallo, può finalmente essere inaugurato il 22 maggio, giorno di Santa Giulia. Anche se non è adeguato all’odierna concezione ospedaliera, 4 letti invece di due o stanze singole. È un passo in avanti per il reparto di medicina che fino ad oggi è ospitato al quinto, che è una struttura completamente inadeguata». La Marca, sulla necessità di sviluppo degli spazi da dedicare alla sub intensiva si trova d’accordo con il primario di nefrologia Roberto Bigazzi. «Sono d’accordo con Bigazzi - dice - sullo sviluppo necessario della sub-intensiva e la creazione di sinergie con gli ospedali limitrofi». La Marca poi evidenzia come ci sia a Livorno necessità di creare reparti a bassa intensità di cure per ospitare i malati che non sono più nella fase acuta, ma che abbisognano di essere seguiti, come anziani soli o persone con particolari necessità che a casa no potrebbero essere seguiti: «Anche perché - spiega ancora il rappresentante del tribunale dei diritti del malato - l’assistenza sul territorio a Livorno è tra le più carenti della Regione: non è stata realizzata in concreto la società della salute e non sono state ancora realizzate le case della salute previste dalla Regione Toscana. Tutto ciò considerando che a Livorno, è aumentata l’età media, più di un terzo della popolazione è anziana e conseguentemente con malattie croniche e degenerative che devono trovare un’assistenza socio-sanitaria adeguata, dove oltre alla Asl, anche il Comune deve svolgere il suo ruolo».
Altro capitolo riguarda l’ospedale di comunità, che con solo 21 posti letto a Livorno secondo La Marca non risponderebbe ai bisogni della popolazione: «Specialmente nei momenti di picchi è una struttura insufficiente: bisognerebbe intervenire per aumentarli». Poi Negativo il giudizio sulla riabilitazione che a Livorno, dice La Marca «è sempre stata carente»: «Bisogna dare delle risposte perché le persone sono costrette a lunghe liste da attesa e a ricorrere a soggetti privati per poter iniziare tempestivamente la riabilitazione post-operatoria». Rimangono, in fondo, anche per il tribunale del malato note positive il nuovo centro di senologia e la nuova centrale del 118 unificata.
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