Il Tirreno

Livorno

DIRETTISSIMA FS, COSÌ FUNZIONA SOLO PART TIME

Prima di tutto: all’industria cantieristica pisana così come al porto di Livorno va garantita la possibilità di creare sviluppo e occupazione, su questo non possono esserci né “se” né “ma”. C’è però...

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Prima di tutto: all’industria cantieristica pisana così come al porto di Livorno va garantita la possibilità di creare sviluppo e occupazione, su questo non possono esserci né “se” né “ma”. C’è però da chiedersi se sia una soluzione o un pateracchio il passaggio delle chiavi delle porte vinciane: promesse all’Authority di Livorno da tempo, invece in mano da 23 anni a Pisa che ha puntato i piedi per evitare di restituirle finché non ha avuto la garanzia che non le avrebbe avute Palazzo Rosciano. La Regione ha poi tirato fuori dal cappello a cilindro l’affidamento a Viareggio.
Qui non c’entrano gli sfottò di strapaese bensì concretissimi interessi delle economie delle due città. Da armonizzare perché è evidente Pisa e Livorno avranno un futuro solo se alleate.
Difficile credere che possa essere una soluzione lungimirante l’idea di mantenere agli yacht chic dei cantieri pisani lo sbocco in mezzo a gigantesche portacontainer lunghe 300-330 metri con 90-100mila tonnellate di stazza lorda. Difficile credere che serva al porto di Livorno tenere chiuse le porte per qualche ora al giorno, visto che le sabbie si accumulano all’esterno e poi s’infilano in porto appena un po’ più tardi. Ma soprattutto è difficile credere che la ferroviarizzazione della Darsena Toscana – costata 40 milioni di euro per farne uno dei principali vantaggi competitivi del porto di Livorno – possa continuare a funzionare part time solo perché ogni tanto, ma proprio tanto, c’è da far passare una imbarcazione. La soluzione sarebbe la foce armata dello Scolmatore e un nuovo ponte mobile ma un po’ più verso Tirrenia, al di sopra dello Scolmatore insomma. Costo? Con tutti i soldi impiegati per il viadotto della superstrada, quello dello svincolo e quello della ferrovia, avremmo potuto rifare il ponte di Brooklyn, altro che Calambrone. (m.z.)

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