Gioco
Consiglieri al Melo, sopralluogo ok
«Le condizioni della casa famiglia sono buone, da fare alcuni interventi minimi»
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LIVORNO. «A parte qualche intervento tecnico da fare, che sarà realizzato una volta che sarà definita la gestione della casa famiglia, il sopralluogo che abbiamo fatto al Melo è andato bene», la linea dei consiglieri di maggioranza e minoranza, rispettivamente Walter Sarais del Movimento 5 Stelle e Pietro Caruso capogruppo del Pd, è comune. Ieri mattina, insieme, sono andati a fare un sopralluogo alla casa famiglia di via Caduti del Lavoro, argomento molto dibattuto nel consiglio comunale dell’altro ieri.
«Fermo restando che la struttura di via Caduti del Lavoro doveva essere messa in sicurezza e a norma prima di ospitare minori - tiene a sottolineare il consigliere Pd - tuttavia le questioni che abbiamo rilevato ai fini della sicurezza possono essere risolte con dei piccoli interventi: ci hanno assicurato che saranno fatti non appena il Tar si pronuncerà sul ricorso fatto per la gestione della struttura. Il giudice si pronuncerà tra pochi giorni: una volta che il Melo avrà la sua gestione definitiva, noi dopo un mese torneremo a vedere se gli interventi promessi sono stati fatti».
La casa famiglia è divisa in due settori: da una parte ci sono giovani dai 16 ai 21 anni e dall’altra minori sotto i 16 anni. Secondo quanto detto dai consiglieri non ci sono due ingressi ben distinti. «Inoltre - dice Caruso - la porta di emergenza non è allarmata: se un ragazzo esce e nessuno se ne accorge?». Insieme ai due consiglieri, a fare il giro della struttura, c’era anche la dirigente comunale Senia Bacci.
«Abbiamo visto scrupolosamente tutti i locali - continua Sarais - insieme a noi anche alcune operatrici: ci sono camere tutte doppie, una cucina, un refettorio, un vano dedicato al personale, un’area soggiorno dove si vede la televisione e i servizi igienici».
La struttura soddisfa anche Sarais. Ammette però che ci sono alcuni aggiustamenti da fare: «Torneremo a fare una verifica degli interventi fatti una volta che il Tar si sarà pronunciato sulla gestione».
Il consigliere di maggioranza ci tiene a ribadire che l’obiettivo del controllo congiunto era quello di toccare con mano lo stato di manutenzione dell’edificio. «Su altre questione di natura sindacale non siamo entrati, non è compito nostro né era lo scopo del nostro sopralluogo».
«Fermo restando che la struttura di via Caduti del Lavoro doveva essere messa in sicurezza e a norma prima di ospitare minori - tiene a sottolineare il consigliere Pd - tuttavia le questioni che abbiamo rilevato ai fini della sicurezza possono essere risolte con dei piccoli interventi: ci hanno assicurato che saranno fatti non appena il Tar si pronuncerà sul ricorso fatto per la gestione della struttura. Il giudice si pronuncerà tra pochi giorni: una volta che il Melo avrà la sua gestione definitiva, noi dopo un mese torneremo a vedere se gli interventi promessi sono stati fatti».
La casa famiglia è divisa in due settori: da una parte ci sono giovani dai 16 ai 21 anni e dall’altra minori sotto i 16 anni. Secondo quanto detto dai consiglieri non ci sono due ingressi ben distinti. «Inoltre - dice Caruso - la porta di emergenza non è allarmata: se un ragazzo esce e nessuno se ne accorge?». Insieme ai due consiglieri, a fare il giro della struttura, c’era anche la dirigente comunale Senia Bacci.
«Abbiamo visto scrupolosamente tutti i locali - continua Sarais - insieme a noi anche alcune operatrici: ci sono camere tutte doppie, una cucina, un refettorio, un vano dedicato al personale, un’area soggiorno dove si vede la televisione e i servizi igienici».
La struttura soddisfa anche Sarais. Ammette però che ci sono alcuni aggiustamenti da fare: «Torneremo a fare una verifica degli interventi fatti una volta che il Tar si sarà pronunciato sulla gestione».
Il consigliere di maggioranza ci tiene a ribadire che l’obiettivo del controllo congiunto era quello di toccare con mano lo stato di manutenzione dell’edificio. «Su altre questione di natura sindacale non siamo entrati, non è compito nostro né era lo scopo del nostro sopralluogo».
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