Il Tirreno

Livorno

Incendia la casa, la rabbia dei vicini: poteva ucciderci tutti

di Federico Lazzotti
Incendia la casa, la rabbia dei vicini: poteva ucciderci tutti

Livorno, l’uomo, 35 anni, è rimasto intossicato: dopo aver dato fuoco alla casa scappa. Poi viene preso tra la folla

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LIVORNO. Ivan Volterrani, 35 anni, un passato burrascoso e un futuro incerto, è seduto sul marciapiede di via Santelli: è sporco di fuliggine, impreca contro il medico che cerca di sistemargli la maschera dell’ossigeno sul viso e mostra il dito medio a chi gli scatta una foto. La sua fuga verso chissà dove è durata un centinaio di metri ed è appena finita, alle sue spalle, al numero 81 di via Palestro, ha lasciato in fiamme la mansarda dove vive e una scia di rabbia che si legge negli occhi dei vicini esasperati e impauriti per ciò che poteva accadere.

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«Sto “a parete” e ho una figlia piccola — gli urla contro un uomo brizzolato prima di essere bloccato da un agente — se ti voi ammazzà sono affari tuoi, ma oggi potevi farci saltare tutti per aria: lo sai? ». Quello che è successo al quarto piano dello stabile lo stanno ricostruendo da domenica 10 aprile gli agenti della polizia e i vigili del fuoco che intorno alle 11 hanno ricevuto la richiesta di intervento per un «rogo in appartamento». A dare l’allarme alcuni passanti, molti dei quali si stavano recando a messa alla chiesa di San Giuseppe, in piazza Due Giugno, quando hanno visto il fumo uscire dalle finestre (chiuse) dall’altra parte della strada. In pochi minuti sono arrivate due squadre dei pompieri che sono salite con la scala fino al quarto piano, hanno aperto le finestre e visto che all’interno c’era una persona. La fuga dell’uomo è iniziata quando il medico del 118 e i sanitari della Svs hanno cominciato a salire le scale per soccorrerlo.

«È una persona complicata — racconta chi lo conosce — ha strane abitudini». E c’è chi, tra i vicini, dice che la sera precedente «tirava giù dalla finestra bottiglie di birra» e altri che addirittura ricordano «che una volta ha lanciato dal quarto piano un televisore e alcune sedie». Accuse a cui non è possibile dare un riscontro oggettivo. Da una prima ricostruzione pare che il 35enne, intorno alle 10, 30 abbia chiuso le finestre della casa dove vive e poi abbia dato fuoco all’appartamento. «Dentro — spiega chi indaga — c’era anche una bombola del gas».

L’uomo, dopo essere stato bloccato da un carabiniere in borghese e dagli agenti della polizia municipale, è stato medicato e trasportato da un’ambulanza Svs in ospedale e successivamente trasferito a Pisa nella camera iperbarica a causa di una intossicazione: toccherà ora alla polizia, che ieri ha ascoltato vicini e testimoni, mettere insieme i pezzi di un puzzle drammatico e complicato e informare la Procura: il trentacinquenne rischia di essere indagato con l’accusa di incendio doloso e non solo. Intanto la casa, una mansarda di una quarantina di metri quadrati, è stata dichiarata inagibile.
 

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