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Nuovo ospedale all'ex Pirelli, vincoli e bonifiche ostacolano il recupero
Livorno, l’intero complesso è considerato un esempio di “archeologia industriale” La fabbrica nel 1983 fu trasferita, da allora però non si è riusciti a riconvertirla
LIVORNO. L’area ex Pirelli risveglia sogni nei cassetti e riapre il dibattito sul nuovo ospedale. Si tratta dell’area compresa tra viale Carducci, il Parco Pertini e i posteggi adiacenti al perimetro dell’ospedale in fondo a via della Meridiana. Una zona che naturalmente sarebbe il prolungamento dell’area ospedaliera. Oltre la metà dell’area complessiva dello stabilimento, che fin dal 1906 fabbricava cavi, conduttori elettrici e materiali isolanti, passata di proprietà comunale nel 1983, è stata trasformata in parco pubblico a cavallo degli anni ’80 e ’90, e per questo sono ancora in piedi i capannoni lungo la via della Meridiana, che per lungo tempo hanno ospitato materiali di ogni genere, fungendo da magazzino comunale.
L’interesse sull’area, da mettere a servizio dell’ospedale, è iniziato molto tempo fa. A rilanciare l’idea era stato l’ex sindaco di Livorno Gianfranco Lamberti, ora sindaco di Montecorvino Pugliano, nei primi anni ’90, quando era ancora assessore all’urbanistica: «Cercai di portarla avanti nonostante i vincoli, per realizzare infrastrutture di supporto dell’ospedale, ma quella ipotesi trovò ostacoli nella sovrintendenza». I capannoni, infatti, oltre alla torre idrica in cemento sono considerati un esempio di “archeologia industriale”.
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Un fatto questo che ha complicato negli anni ogni intervento di recupero. Così come potrebbe complicare qualsiasi manovra sull’area il fatto che siccome fino al 1983 quella era a tutti gli effetti un’area industriale, e dal 1999 è stata inserita dalla Regione nell’anagrafe dei siti contaminati. Ovviamente, prima di qualsiasi intervento su questa zona, l’area deve essere sottoposta a bonifica con costi elevati, si parla di 7-8 milioni di euro.
Tant’è che nel 2014 la stessa Regione ha ricompreso il sito nel piano regionale delle bonifiche. Poi ci fu il famoso piano Mariotti, l’ipotesi di ristrutturazione dell’ospedale, che si inseriva proprio in questo percorso. Infine, con il sindaco Alessandro Cosimi, si cambiò radicalmente percorso prevedendo la dismissione di viale Alfieri, per l’ospedale nuovo a Montenero Basso-Banditella. «Finalmente sembra ritornato il buonsenso - aggiunge Lamberti - e quindi auspico che si possa realizzare un nuovo ospedale con un basso impatto ambientale nell’area limitrofa all’attuale. Mi fa piacere che il Pd attraverso la Saccardi se ne sia accorto».
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