Il Tirreno

Livorno

Nuovo ospedale, Saccardi a Nogarin: «Facciamolo all'ex Pirelli»

di Stefano Taglione
L'assessore Saccardi nella sede del Tirreno (foto Marzi/Pentafoto)
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L'assessore Saccardi nella sede del Tirreno (foto Marzi/Pentafoto)

Livorno: l’assessora regionale alla Salute al Tirreno: "Va bene anche ristrutturare parte della sede attuale e il project financing non è necessario"

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LIVORNO. «Ristrutturare l’ospedale lasciandolo così com’è, con i corridoi enormi e non al passo coi tempi, è una follia. Ma visto che il sindaco Nogarin non vuole spostarlo, gli faccio una proposta: realizziamolo nell’area dell’ex Pirelli, accanto a dov’è ora. Lo paghiamo noi, basta solo che ci dica che è d’accordo». È la proposta dell’assessora regionale alla salute, Stefania Saccardi, che nel pomeriggio di sabato 8 aprile, dopo un sopralluogo alla struttura di viale Alfieri, ha fatto visita alla sede del Tirreno per spiegare come vede il futuro dell’ospedale di Livorno e della sanità toscana.

IL VIDEO: PARLA L'ASSESSORA SACCARDI

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Il progetto del nuovo presidio labronico, da anni fermo al palo, si è inceppato perché Regione e Comune – dalla vittoria alle elezioni del 2014 del Movimento 5 Stelle – non si trovano d’accordo sul dove farlo, con Nogarin che ha fin da subito respinto la tanto discussa ipotesi di Montenero. «Così il Pd a Livorno ha perso le elezioni ed è chiaro che i cittadini non lo vogliono lì – spiega Saccardi – per questo propongo a Nogarin di realizzarlo nell’area dell’ex Pirelli: proprio accanto al vecchio, in una zona che fra l’altro è libera da vincoli. Anzi, visto che il terreno è contiguo alla sede attuale, potremo anche pensare di riusare alcuni fra i fabbricati già esistenti e risistemarli così da non partire da zero».

IL RESTYLING NON BASTA

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La proposta dell’assessora regionale alla Salute parte però da un importante presupposto: niente ristrutturazione di tutti gli attuali edifici. «L’ospedale di viale Alfieri è assolutamente inadeguato alle esigenze moderne – continua Saccardi – e ha bisogno di un’altra organizzazione. L’esempio va nella direzione dell’intensità di cure, del trauma center di Careggi che abbiamo inaugurato venerdì scorso». Open space: è questa la parola d’ordine della Regione, che vuole evitare i lunghi e dispersivi corridoi, considerati «non più all’altezza della situazione».
«È un ospedale pensato nel 1930, quando la medicina era diversa e non esisteva ancora la robotica – sottolinea l’ex vicesindaca di Firenze – e soprattutto quando la priorità era evitare i contagi fra i pazienti. I corridoi enormi non sono il concetto di una struttura moderna».

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«MENO FUGHE A PISA»

Costruire un ospedale all’avanguardia, e in posizione centrale, secondo l’assessora regionale alla salute può anche contribuire ad alleggerire il flusso dei livornesi che ogni giorno si dirige verso il pronto soccorso di Cisanello, a Pisa. «Se il Comune è innamorato di viale Alfieri – continua Saccardi – noi siamo pronti a realizzare l’ospedale lì vicino. Ma attenzione: non faccio questa proposta per tendere una mano a Nogarin, ma per dare un ospedale ai livornesi, facendo il mio dovere da amministratrice. La politica non può sempre dire di no, ha il dovere di proporre delle soluzioni e senza il dialogo fra noi e il Comune una soluzione che possa migliorare la vita dei pazienti e dei dipendenti dell’Asl non si raggiungerà mai».


SENZA PROJECT FINANCING

Il project financing – adottato per realizzare le strutture sanitarie più nuove, come il Noa di Massa, il San Jacopo di Pistoia, il San Luca di Lucca e il Santo Stefano di Prato – potrebbe non essere l’unica soluzione per pagare la nuova opera. Con questo sistema, in pratica, il privato costruisce l’infrastruttura e poi recupererà le spese attraverso la gestione di alcuni servizi accessori (come i parcheggi a pagamento e gli spazi commerciali interni ma non solo quello).
C’è una apertura anche su questo: il M5s è sempre stato contrarissimo al project financing. «Non è l’unica possibilità che abbiamo a disposizione», dice Saccardi: «Se il Comune è contrario, non lo utilizzeremo. Le risorse si trovano ugualmente, questo aspetto non è assolutamente un problema»
 

I TEMPI

Tempistiche e costi adesso sono molto difficili da stabilire, ma secondo l’assessora «dalla progettazione all’inaugurazione possono passare circa otto anni». «Tutto dipende dal progetto – sostiene Saccardi – ma secondo le nostre stime la soluzione dell’ex Pirelli ha costi accettabili, tali da restare entro i parametri della nostra spesa».Sull’ammontare, per ora, l’ex vicesindaca di Firenze non si sbilancia. «Lo sapremo con precisione solo dopo aver istituito un gruppo di lavoro comune con l’amministrazione locale – continua Saccardi – e in quella fase discuteremo insieme su come realizzare l’ospedale. La nostra idea è anche quella di recuperare, previo parere della Soprintendenza, alcuni padiglioni della struttura esistente. Vista la vicinanza dell’area ex Pirelli lo potremmo fare tranquillamente. Ma non dipende solo dalla Regione: naturalmente si va avanti solo se il Comune dà il suo benestare. Se il sindaco Nogarin è d’accordo (non posso saperlo perché finora non mi ha risposto) lo dica e noi procediamo».

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