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Livorno

Caffè Tireno

Piazza XX Settembre: ecco la chiesa di Mascagni, qui si esercitava il maestro

di Francesca Suggi
Piazza XX Settembre: ecco la chiesa di Mascagni, qui si esercitava il maestro

Livorno, all’interno sono custoditi l’organo a canne ancora funzionante e l’armonium

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LIVORNO. All’interno delle mura di inizio Ottocento all’ombra di Canapone lui si preparava a quella che sarebbe stata la sua gloriosa carriera. C’è ancora quello storico organo a canne, tutt’ora funzionante, su cui il maestro si esercitava. E pure la “sua” pianola, oggi in pensione, ancora fa bella mostra di sé per essere ammirata e valorizzata.

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Benvenuti nella chiesa di San Benedetto che con le sue otto colonne in stile ionico fu la prima vera platea del grande compositore livornese Pietro Mascagni. Piazza XX Settembre è anche questo. «Sarebbe una tappa fondamentale di un tour turistico sulle orme del grande maestro Mascagni che ancora in città stenta a decollare: io come sempre ripeto che sarei disponibile ad aprire la chiesa a turisti e cultori per far scoprire loro questi tesori tutti livornesi», lui è Tomasz Zurek, questo il suo nome per esteso anche se per tutti è don Tommaso. Da 11 anni è il parroco della piazza: anche lui, con la sua disponibilità, è un tassello di questo rilancio partito dal basso. Grazie allo sprint di commercianti e residenti che ci hanno raccontato la loro scalata verso il rilancio seduti davanti al nostro Caffè Tirreno.

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È don Tommaso a mostrarci il “suo” tesoro mascagnano. L’organo, che ha un’unica tastiera con 54 note, su cui il giovane maestro si esercitava, suonando musiche liturgiche e non solo, è tenuto come un gioiello.
«È ancora funzionante, spesso viene un organista livornese appassionato di Mascagni a suonarlo, si chiama Francesco Fattorini: è capitato di aver ospitato iniziative spot dedicate a Mascagni in cui è stato utilizzato lo strumento. Il giovane Mascagni qui era di casa». All’antico strumento della ditta Agati-Tronci si arriva percorrendo una piccola scala a chiocciola che trasuda di storia e di storie. Dal piano che sovrasta l’altare si scorge un’altra perla mascagnana di quella chiesa progettata da Gaspero Pampaloni. Si tratta di un armonium, una vecchia pianola cara al compositore nato nel 1863 poco lontano, in quella che era piazza delle Erbe, oggi piazza Cavallotti. «Questo strumento oggi non funziona più, ma ha un grande valore storico», sottolinea il sacerdote mentre ci mostra l’armonium con orgoglio. A giugno cominciano i due anni di festeggiamenti per il bicentenario della chiesa. La sua intenzione è quella di valorizzare, all’interno degli eventi in programma, l’itinerario musicale mascagnano che la parrocchia custodisce da sempre.

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«La prima pietra fu posata nel giugno del 1817: abbiamo in mente di organizzare cori, concerti e iniziative per aprire ancora di più la chiesa alla città».
Don Tommaso sottolinea che un tassello del bramato rilancio della piazza potrebbe proprio essere turistico: Mascagni e piazza XX Settembre. «In passato abbiamo organizzato degli eventi come rassegne organistiche dedicate a Mascagni, ma sarebbe bello creare iniziative fisse e strutturate visto che Pietro mascagni è amato e conosciuto in tutto il mondo». I “tesori” della chiesa di San Benedetto non finiscono qui. In un locale al primo piano ci sono vecchi testi ottocenteschi, antichi paramenti liturgici incorniciati e un vecchio stampe utilizzato per fare le ostie.
«Da straniero — continua — mi piacciono le piazze italiane dove la sera si vive, magari con fontane al centro per animare il contesto: così vorrei vedere anche piazza XX, con gelaterie, tavolini fuori, perché no anche un cinema all’aperto estivo. Così vorrei vedere questa piazza, viva e più illuminata rispetto ad oggi».

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