Gioco
Volete sapere cosa contiene la vostra acqua? Portatela all'Iti, gli studenti la analizzeranno gratis
Livorno, parte l’iniziativa dei chimici e dei biologi dell’istituto di via Galilei: mare, pozzi, casa, fiumi, ecco come prenotarsi
LIVORNO. «Da una parte noi mettiamo in pratica quello che studiamo a scuola e dall’altra in questo modo i cittadini avranno l’opportunità di scoprire che cosa contiene l’acqua che circonda le loro vite». Lui è Tommaso Causarano, è uno degli oltre cento studenti che, a colpi di camici, mascherine, provette e strumentazioni specifiche analizzeranno l’acqua che circonda la vita dei livornesi. La caccia a potenziali batteri e sostanze inquinanti è appena cominciata per i ragazzi dell’Iti di via Galilei. Acqua di casa, del mare, dei fiumi, dei pozzi: l’entusiasmo che gira intorno al “Progetto purezza” è alle stelle.
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È la prima volta che il villaggio scolastico targato Iti apre le porte di un’iniziativa del genere, di pubblica utilità, alla città. «Adesso siamo in fase di raccolta dei campioni: chi vorrà portarci campioni dovrà contattarci sulla nostra pagina Facebook che si chiama “La mia acqua È” per prenotarsi: tutto è gratuito», ci tiene a sottolineare un’altra delle protagoniste, Alice Liperini.
I ragazzi coinvolti sono di terza, quarta e quinta e frequentano gli indirizzi di Chimica dei materiali e Biotecnologie. Si tratta di una sorta di «una piccola azienda in progress all’interno della nostra scuola», così la definisce Carla Ansaldo, prof di Microbiologia che, insieme alla collega Maria Pia Palatresi sono le referenti del progetto. «C’è chi si occupa della raccolta dei campioni, che si fa il lunedì e il mercoledì, chi delle analisi vere e proprie, chi della comunicazione dei risultati: questa attività rientra nelle ore di alternanza scuola-lavoro», continua. Chimici e biologi: tutti sono impegnati nei laboratori.
Il fine non è quello, come ribadito anche dagli insegnanti, di certificare un risultato. «Sul campione - continua Palatresi - non verrà espressa una valutazione ufficiale, ci sono organi competenti tenuti a farlo. Daremo solo un’indicazione che tiene conto dei protocolli di analisi e dei limiti riportati dalla Gazzetta Ufficiale». E aggiunge: «L’analisi in soldoni servirà a capire la qualità dell’acqua esaminata». Sì, perché, come ricorda un altro dei protagonisti che frequenta la terza ed è uno dei rappresentanti di classe, Giacomo Marconcini «l’acqua fa parte del nostro quotidiano: bisogna sapere se è inquinata o meno».
Sotto la lente degli studenti finiranno , in ambito microbiologico, gli indicatori di inquinamento fecale (escherichiacoli, enterococchi intestinali, pseudomonas). «Si tratta di batteri che danno indicazioni sulla qualità o meno dell’acqua», va nei dettagli Ansaldo. In ambito chimico, invece, Lorenzo Andreotti e i compagni analizzeranno ph, alcalinità, cloruri, nitriti, nitrati, fosfati, ammoniaca. «Tra i metalli pesanti che sicuramente non devono essere presenti ci sono il piombo, il mercurio - aggiunge Palatresi - Anche l’ammoniaca in assoluto non deve comparire, perché è indice di decomposizione».
L’appello degli studenti è corale: «Cittadini, portateci la vostra acqua, quella di casa, quella del depuratore, quella del mare visto che a Livorno si fanno bagni tutto l’anno e che ci avviciniamo all’estate. Grazie a chiunque parteciperà», chiudono. Alla consegna dei contenitori per il campionamento saranno, ancora una volta, gli stessi studenti a spiegare le modalità di analisi a chi porterà il propri campione. I risultati verranno poi predisposti in una scheda e consegnati ai cittadini.
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