Lutto
Muore in scooter travolto da un’auto
di Lara Loreti
Ex netturbino, aveva 78 anni: uno dei mezzi è passato col rosso
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LIVORNO. Stava andando a fare asparagi con un amico. L’appuntamento era al Grillo: colazione e poi una passeggiata nei boschi. Ma su quella strada, in quell’incrocio da lui percorso centinaia di volte, Silvio Giannini ha trovato la morte. Ieri mattina un’auto l’ha travolto mentre attraversava in scooter proprio l’intersezione tra viale Petrarca e via Coccoluto Ferrigni. Ex netturbino Aamps, aveva 78 anni, era sposato e aveva due figli.
Erano le 8.28. In base alle prime verifiche fatte dalla polizia municipale, l’auto, una Kia Rio rossa, procedeva sul viale Petrarca in direzione sud mentre lo scooter, dall’Aurelia direzione nord, girava a sinistra per entrare in via Ferrigni o per cambiare direzione di marcia. A bordo dell’auto c’erano una donna di 56 anni, alla guida, con due bimbi di 3 e sei anni e con il marito. L’impatto è stato violentissimo. Lo scooter, preso in pieno sul lato destro, è montato sull’auto, che l’ha trascinato per qualche metro. Poi il mezzo a due ruote è schizzato via mentre l’uomo è caduto a terra, rotolando verso il marciapiede, finendo poi la sua corsa contro un palo, vicino al distributore di benzina.
La cosa che ha fatto subito temere per il peggio è che il 78enne nello scontro ha perso il casco, riportando un gravissimo trauma cranico. Ma aveva anche altre numerose e serie lesioni sparse su tutto il corpo. A prestargli le prime cure, sono stati i volontari della Misericordia di via Verdi insieme con il medico del 118. Al momento del soccorso l’anziano era in arresto cardiaco, ma i volontari, intervenuti tempestivamente, sono riusciti a far riprendere il battito, tuttavia solo temporaneamente.
Giannini è morto in ospedale nella shock room, dove era stato portato dalla squadra di soccorso della Misericordia nel tentativo disperato di salvarlo. Su di lui si è concentrato tutto lo staff del pronto soccorso, compresi la rianimatrice e l’ecografista. Ma il suo cuore, che pure aveva ripreso a battere in ambulanza, è andato di nuovo in arresto, stavolta per sempre. Le ferite erano troppo gravi a partire dal trauma cranico ma anche le fratture agli arti e le lesioni al torace dovute all’urto contro il palo.
Sotto choc la conducente dell’auto: la donna, che stava portando i nipotini a scuola, è rimasta sconvolta. E è dovuta andare in pronto soccorso. Di lei si sono occupati i volontari della seconda ambulanza della Misericordia di via Verdi. Illesi i piccini e il marito.
La dinamica dello scontro, di cui si stanno occupando gli agenti della polizia municipale intervenuti dopo pochi minuti, è ancora da chiarire. Ma l’ipotesi più probabile secondo i vigili, è che all’incrocio uno dei due mezzi abbia anticipato il verde, transitando quindi quando il semaforo era ancora rosso; l’altro mezzo, invece, sarebbe passato con il giallo.
La morte di Giannini ha sconvolto la sua famiglia e tutti gli amici del circolo Arci Petrarca che il 78enne frequentava da sempre. Attivista alle feste dell’Unità sin da ragazzo, Giannini era nato a Campiglia, ma da giovane si era trasferito in città, anche se nella zona su della provincia aveva ancora una casa a Venturina, dove spesso si recava. Il suo primo lavoro era stato quello di fioraio in centro a Livorno, in via Ricasoli. Poi aveva trovato un posto fisso all’Aamps, dove aveva trascorso tutta la sua vita lavorativa fino agli anni Novanta, quando era andato in pensione. Ma non aveva mai smesso di darsi da fare: amava l’orto, a cui si dedicava con passione. Poi spesso andava nei boschi a raccogliere asparagi e funghi. Suo grande amore erano anche i fiori. Con la moglie Nella abitava in via Orsilago, a pochi metri dal luogo dello schianto. Lascia poi nel dolore i due figli, Stefano e Sandra. Oggi alle 14.15 l’addio alla cappella di viale Alfieri, con corteo, a cura del servizio funebre Svs, fino ai Lupi per la cremazione.
Lo scontro accaduto tra viale Petrarca e via Ferrigni mette in evidenza un annoso problema, quello della pericolosità di un incrocio che, oltre tutto, è reso ancora più insidioso dalla conformazione non allineata delle due strade che si intersecano. Spesso teatro di incidenti, l’incrocio impone una grandissima attenzione proprio per assicurarsi che le traiettorie intraprese dai vari mezzi restino separate, evitando scontri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Erano le 8.28. In base alle prime verifiche fatte dalla polizia municipale, l’auto, una Kia Rio rossa, procedeva sul viale Petrarca in direzione sud mentre lo scooter, dall’Aurelia direzione nord, girava a sinistra per entrare in via Ferrigni o per cambiare direzione di marcia. A bordo dell’auto c’erano una donna di 56 anni, alla guida, con due bimbi di 3 e sei anni e con il marito. L’impatto è stato violentissimo. Lo scooter, preso in pieno sul lato destro, è montato sull’auto, che l’ha trascinato per qualche metro. Poi il mezzo a due ruote è schizzato via mentre l’uomo è caduto a terra, rotolando verso il marciapiede, finendo poi la sua corsa contro un palo, vicino al distributore di benzina.
La cosa che ha fatto subito temere per il peggio è che il 78enne nello scontro ha perso il casco, riportando un gravissimo trauma cranico. Ma aveva anche altre numerose e serie lesioni sparse su tutto il corpo. A prestargli le prime cure, sono stati i volontari della Misericordia di via Verdi insieme con il medico del 118. Al momento del soccorso l’anziano era in arresto cardiaco, ma i volontari, intervenuti tempestivamente, sono riusciti a far riprendere il battito, tuttavia solo temporaneamente.
Giannini è morto in ospedale nella shock room, dove era stato portato dalla squadra di soccorso della Misericordia nel tentativo disperato di salvarlo. Su di lui si è concentrato tutto lo staff del pronto soccorso, compresi la rianimatrice e l’ecografista. Ma il suo cuore, che pure aveva ripreso a battere in ambulanza, è andato di nuovo in arresto, stavolta per sempre. Le ferite erano troppo gravi a partire dal trauma cranico ma anche le fratture agli arti e le lesioni al torace dovute all’urto contro il palo.
Sotto choc la conducente dell’auto: la donna, che stava portando i nipotini a scuola, è rimasta sconvolta. E è dovuta andare in pronto soccorso. Di lei si sono occupati i volontari della seconda ambulanza della Misericordia di via Verdi. Illesi i piccini e il marito.
La dinamica dello scontro, di cui si stanno occupando gli agenti della polizia municipale intervenuti dopo pochi minuti, è ancora da chiarire. Ma l’ipotesi più probabile secondo i vigili, è che all’incrocio uno dei due mezzi abbia anticipato il verde, transitando quindi quando il semaforo era ancora rosso; l’altro mezzo, invece, sarebbe passato con il giallo.
La morte di Giannini ha sconvolto la sua famiglia e tutti gli amici del circolo Arci Petrarca che il 78enne frequentava da sempre. Attivista alle feste dell’Unità sin da ragazzo, Giannini era nato a Campiglia, ma da giovane si era trasferito in città, anche se nella zona su della provincia aveva ancora una casa a Venturina, dove spesso si recava. Il suo primo lavoro era stato quello di fioraio in centro a Livorno, in via Ricasoli. Poi aveva trovato un posto fisso all’Aamps, dove aveva trascorso tutta la sua vita lavorativa fino agli anni Novanta, quando era andato in pensione. Ma non aveva mai smesso di darsi da fare: amava l’orto, a cui si dedicava con passione. Poi spesso andava nei boschi a raccogliere asparagi e funghi. Suo grande amore erano anche i fiori. Con la moglie Nella abitava in via Orsilago, a pochi metri dal luogo dello schianto. Lascia poi nel dolore i due figli, Stefano e Sandra. Oggi alle 14.15 l’addio alla cappella di viale Alfieri, con corteo, a cura del servizio funebre Svs, fino ai Lupi per la cremazione.
Lo scontro accaduto tra viale Petrarca e via Ferrigni mette in evidenza un annoso problema, quello della pericolosità di un incrocio che, oltre tutto, è reso ancora più insidioso dalla conformazione non allineata delle due strade che si intersecano. Spesso teatro di incidenti, l’incrocio impone una grandissima attenzione proprio per assicurarsi che le traiettorie intraprese dai vari mezzi restino separate, evitando scontri.
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