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LA VERTENZA ANTI-LICENZIAMENTI CHIAMA IN CAUSA I POLITICI
Grandi Molini, con i lavoratori ministro, Rossi, sindaco e Velo
LIVORNO. Dalla tribuna del Forum il ministro Graziano Delrio prova, così come gli altri relatori, a disegnare la strada per costruire una portualità che crei sviluppo e occupazione. Ma l’impatto con...
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LIVORNO. Dalla tribuna del Forum il ministro Graziano Delrio prova, così come gli altri relatori, a disegnare la strada per costruire una portualità che crei sviluppo e occupazione. Ma l’impatto con la dura realtà del presente ha il volto dei lavoratori di Grandi Molini alle prese con l’incubo delle lettere di licenziamento che potrebbero arrivare dal 18 aprile in poi: chiedono un faccia a faccia con il ministro, Delrio li incontra. Loro gli raccontano l’odissea di ritrovarsi con questa mannaia sopra la testa e gli chiedono di intervenire sull’Authority perché faccia il possibile con questo benedetto bando riguardante la banchina sulla quale s’affaccia l’industria che finora ha dato loro una busta paga.
L’incontro con Delrio è solo uno dei colloqui con esponenti politici di primo piano che hanno avuto ieri i lavoratori di questa azienda in difficoltà. Tutto era cominciato a sorpresa alle nove del mattino con il governatore Enrico Rossi, che si presenta al presidio di via Leonardo Da Vinci.
Oggi nuovo round a Palaao Granducale: nuova riunione alla quale parteciperà Gianfranco Simoncini, consigliere di Rossi per i problemi del lavoro.
«Noi chiediamo che l'azienda ritiri i licenziamenti, vogliamo avere un colloquio con la proprietà»: parola di Rossi, che annuncia di aver scritto una lettera ai vertici dell’azienda, chiedendo di tornare indietro rispetto a quella che definisce «una perdita grave per tutta la Toscana e per la sua agricoltura, oltre che per quella umbra e laziale».
Rossi ricorda che l’Authority («anche su nostra sollecitazione») si è impegnata a «rivedere entro pochi mesi la banchina e a fare gli investimenti richiesti». E aggiunge: «La Regione farà di tutto perché non si verifichi una così rilevante perdita lavorativa e perché questa struttura, che di recente ha visto un investimento di alcune decine di milioni, sia pienamente in funzione per il porto di Livorno, per l'agricoltura Toscana e anche per l'occupazione, che dobbiamo difendere».
Di fronte alla platea del forum è il sindaco Filippo Nogarin a usare accenti ancor più accorati: prende le vicissitudini degli addetti del Lucarelli Terminal e di Grandi Molini come esempi di problemi da prendere di petto. Il porto – afferma – mostra statistiche di traffici in crescita eppure restano aperte crisi occupazionali che esigono una risposta.
Più tardi emerge la prospettiva di un faccia a faccia che porterà il braccio di ferro al tavolo del ministero dello sviluppo economico. La conferma arriva da Silvia Velo, sottosegretaria all’ambiente e deputata Pd, che ieri ha ascoltato i lavoratori di Grandi Molini «da giorni in presidio permanente contro la minaccia di licenziamento di almeno 30 dipendenti». L’incontro sarà «nei prossimi giorni»: al ministero sarà convocata l’azienda. La sottosegretaria ribadisce che, «nel portare ai lavoratori la mia solidarietà e la mia vicinanza, ho preso l'impegno di seguire con attenzione la vicenda attraverso il ministro Antonio Calenda».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’incontro con Delrio è solo uno dei colloqui con esponenti politici di primo piano che hanno avuto ieri i lavoratori di questa azienda in difficoltà. Tutto era cominciato a sorpresa alle nove del mattino con il governatore Enrico Rossi, che si presenta al presidio di via Leonardo Da Vinci.
Oggi nuovo round a Palaao Granducale: nuova riunione alla quale parteciperà Gianfranco Simoncini, consigliere di Rossi per i problemi del lavoro.
«Noi chiediamo che l'azienda ritiri i licenziamenti, vogliamo avere un colloquio con la proprietà»: parola di Rossi, che annuncia di aver scritto una lettera ai vertici dell’azienda, chiedendo di tornare indietro rispetto a quella che definisce «una perdita grave per tutta la Toscana e per la sua agricoltura, oltre che per quella umbra e laziale».
Rossi ricorda che l’Authority («anche su nostra sollecitazione») si è impegnata a «rivedere entro pochi mesi la banchina e a fare gli investimenti richiesti». E aggiunge: «La Regione farà di tutto perché non si verifichi una così rilevante perdita lavorativa e perché questa struttura, che di recente ha visto un investimento di alcune decine di milioni, sia pienamente in funzione per il porto di Livorno, per l'agricoltura Toscana e anche per l'occupazione, che dobbiamo difendere».
Di fronte alla platea del forum è il sindaco Filippo Nogarin a usare accenti ancor più accorati: prende le vicissitudini degli addetti del Lucarelli Terminal e di Grandi Molini come esempi di problemi da prendere di petto. Il porto – afferma – mostra statistiche di traffici in crescita eppure restano aperte crisi occupazionali che esigono una risposta.
Più tardi emerge la prospettiva di un faccia a faccia che porterà il braccio di ferro al tavolo del ministero dello sviluppo economico. La conferma arriva da Silvia Velo, sottosegretaria all’ambiente e deputata Pd, che ieri ha ascoltato i lavoratori di Grandi Molini «da giorni in presidio permanente contro la minaccia di licenziamento di almeno 30 dipendenti». L’incontro sarà «nei prossimi giorni»: al ministero sarà convocata l’azienda. La sottosegretaria ribadisce che, «nel portare ai lavoratori la mia solidarietà e la mia vicinanza, ho preso l'impegno di seguire con attenzione la vicenda attraverso il ministro Antonio Calenda».
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