Il dolore
Si è spento Costantino Lapi
Aveva 81 anni, era stato alla guida della comunicazione di Provincia e Cgil
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LIVORNO. Si è spento Costantino Lapi, responsabile dell’ufficio stampa prima della Provincia e poi, dal 2001, della Cgil (nel periodo in cui è stata guidata da Piero Nocchi). Avrebbe compiuto 81 anni a ottobre, nell’anniversario del giorno in cui Colombo scoprì l’America: in effetti, la sua curiosità intellettuale non era ostacolata dalla scelta di campo comunista che ne ha contraddistinto la vita. Il suo ruolo effettivo è stato nel Pci ben superiore agli incarichi avuti: più generazioni di politici e amministratori (come Nannipieri, Bernini, Bussotti e molti altri). Non è un caso se quando ha lasciato per pensionamento il suo posto all’ufficio stampa di Palazzo Granducale nel ‘97, la giunta di allora si inventò una cerimonia ad hoc per tributargli un saluto che era un ringraziamento.
Veniva dalla Sicilia di Gratteri ed è là che sarà sepolto nella cappella della sua famiglia, che aveva radici nella nobiltà dei “don” siciliani. La sua storia però è stata contraddistinta dalla militanza comunista fin da giovane: la tessera della Fgci a 17 anni, le lotte per la riforma agraria e per l’occupazione delle terre, poi le manifestazioni di piazza contro il governo Tambroni.
A Livorno arriva nel 1960 e, a dispetto della giovane età, ha già conosciuto di persona quella leva di dirigenti che guideranno il Pci nei decenni successivi a livello nazionale. Del resto, anche lui è una figura di rango nazionale fra i dirigenti Fgci: partecipa alle grandi iniziative internazionali in Urss e in Ungheria, dalla metà degli anni ’60 è al lavoro in Provincia e per sette anni ha la responsabilità della redazione livornese dell’Unità. La passione per la comunicazione lo accompagneranno per il resto dell’esistenza: anche in esperienze come la direzione di una delle primissime tv libere legate al Pci (Rtl), come la responsabilità della propaganda di partito dopo essere stato alla metà degli anni ’70 prima nel comitato federale e poi nella segreteria del comitato cittadino del Pci fino a diventare coordinatore dei Giornalisti comunisti toscani.
Ricordata la moralità personale di Lapi, gli amici che gli sono stati vicini fino alla fine sottolineano la dote di «una visione realistica delle situazioni» con la capacità di «dare giudizi guardando ai fatti senza farsi incantare dalle parole».
Il Pd lo ricorda come «ex dirigente del Pci» che «non hai mai smesso di appassionarsi alla vita politica e culturale della nostra città, diffondendo in tutti il suo grande amore per la comunicazione». Un messaggio di cordoglio arriva anche dal circolo Pd della Cigna che «da sempre» lo vedeva fra gli iscritti. «Ci mancheranno – si afferma – i suoi pensieri e la sua elaborazione politica, mai banale e sempre capace di guardare oltre il quotidiano».
Lascia la moglie Franca, le figlie Sonia e Dania e quattro nipoti. I familiari ricordano che quanti lo hanno stimato e gli hanno voluto bene potranno salutarlo oggi al cimitero dei Lupi prima che la salma parta per la Sicilia dove, come detto, avverrà la sepoltura.
Mauro Zucchelli
Veniva dalla Sicilia di Gratteri ed è là che sarà sepolto nella cappella della sua famiglia, che aveva radici nella nobiltà dei “don” siciliani. La sua storia però è stata contraddistinta dalla militanza comunista fin da giovane: la tessera della Fgci a 17 anni, le lotte per la riforma agraria e per l’occupazione delle terre, poi le manifestazioni di piazza contro il governo Tambroni.
A Livorno arriva nel 1960 e, a dispetto della giovane età, ha già conosciuto di persona quella leva di dirigenti che guideranno il Pci nei decenni successivi a livello nazionale. Del resto, anche lui è una figura di rango nazionale fra i dirigenti Fgci: partecipa alle grandi iniziative internazionali in Urss e in Ungheria, dalla metà degli anni ’60 è al lavoro in Provincia e per sette anni ha la responsabilità della redazione livornese dell’Unità. La passione per la comunicazione lo accompagneranno per il resto dell’esistenza: anche in esperienze come la direzione di una delle primissime tv libere legate al Pci (Rtl), come la responsabilità della propaganda di partito dopo essere stato alla metà degli anni ’70 prima nel comitato federale e poi nella segreteria del comitato cittadino del Pci fino a diventare coordinatore dei Giornalisti comunisti toscani.
Ricordata la moralità personale di Lapi, gli amici che gli sono stati vicini fino alla fine sottolineano la dote di «una visione realistica delle situazioni» con la capacità di «dare giudizi guardando ai fatti senza farsi incantare dalle parole».
Il Pd lo ricorda come «ex dirigente del Pci» che «non hai mai smesso di appassionarsi alla vita politica e culturale della nostra città, diffondendo in tutti il suo grande amore per la comunicazione». Un messaggio di cordoglio arriva anche dal circolo Pd della Cigna che «da sempre» lo vedeva fra gli iscritti. «Ci mancheranno – si afferma – i suoi pensieri e la sua elaborazione politica, mai banale e sempre capace di guardare oltre il quotidiano».
Lascia la moglie Franca, le figlie Sonia e Dania e quattro nipoti. I familiari ricordano che quanti lo hanno stimato e gli hanno voluto bene potranno salutarlo oggi al cimitero dei Lupi prima che la salma parta per la Sicilia dove, come detto, avverrà la sepoltura.
Mauro Zucchelli
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