Il Tirreno

Livorno

A remi dalla Capraia per le vittime del Moby Prince

di Nicolò Cecioni
A remi dalla Capraia per le vittime del Moby Prince

Lviorno, nuova impresa per il giornalista Sandro Lulli: "Così chiedo giustizia e verità, con me i nomi delle vittime"

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LIVORNO. «Amo respirare la libertà e adoro il silenzio. Quando sono in mezzo al mare mi sento bene come da nessun’altra parte». Non c’è due senza tre. Dopo aver vogato dalla Gorgona al porto e dopo aver circumnavigato l’isola di Lampedusa, sabato 8 aprile Sandro Lulli compirà un’altra delle sue imprese. E stavolta, il giornalista livornese da solo in mezzo al mare ci dovrà stare oltre 10 ore. Si avvicina, infatti, il ventiseiesimo anniversario della tragedia del Moby Prince e alla vigilia delle celebrazioni del 10 aprile, Lulli compirà una traversata a remi dalla Capraia al porto. Settanta chilometri tutti d’un fiato con l’unico obiettivo di chiedere verità e giustizia per le vittime di quel disastro che ancora ha troppi lati oscuri e misteri da svelare.

«È esattamente il doppio della distanza tra Livorno e l’isola di Gorgona — ha spiegato Lulli — , in linea d’aria sono 36 miglia circa, dunque 68-70 chilometri. Partirò da lì verso le 6 di mattina e vogherò per un’oretta e mezzo al buio. Penso di tagliare il traguardo tra le 17,30 e le 18». In questa estenuante traversata, Lulli sarà accompagnato dal figlio, l’avvocato Vittorio, dalla sua compagna Michela Longo e dal medico Andrea Ciangherotti che lo seguiranno su una barca a motore e lo illumineranno con un faro per il primo tratto di buio.

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Sulla sua «Fuoco ammare», il giornalista avrà con sé i nomi di tutte le vittime di quella tragedia, elenco che ieri mattina gli è stato consegnato da Loris Rispoli al circolo Arci #Iosono141 di via Terrazzini. «Negli ultimi 10 giorni non sono stato benissimo, perciò questa sfida sarà ancora più difficile. Ogni ora e mezzo mi fermerò per bere e integrare dei sali. A metà percorso, invece, mangerò del riso caldo con i ceci. Sarebbe impossibile fare tutta una tirata. Sarà un’impresa, ma lo faccio perché oggi più che mai è importante chiedere verità per le vittime del Moby.  E visto che adoro il mare e il canottaggio, unisco ciò che mi piace a una causa come questa». Ad attendere Sandro Lulli all’Andana degli Anelli ci sarà uno stand Svs che per tutta la giornata raccoglierà fondi. Accanto alla lapide in porto sarà acceso un monitor collegato con la barca a remi, che minuto per minuto ne traccerà la rotta.

«Ringrazio Sandro — ha aggiunto Loris Rispoli — che continua a portare avanti questo percorso condiviso che forse sta finalmente portando a dei risultati. La commissione d’inchiesta, infatti, sta lavorando per arrivare alla verità e molti enti, istituzioni e associazioni hanno dimostrato la propria vicinanza. La strada per la giustizia è ancora lunga, ma siamo convinti che presto tutte le bugie verranno a galla». Stavolta, Lulli che tiene a ringraziare anche il sindaco di Capraia Gaetano Guarente e il comandante della Capitaneria Vincenzo Di Marco, avrà anche un motivo in più per portare a termine la traversata. «Sull’imbarcazione c’è scritto “Jacopo nel nostro cuore” perché anche lui aspetta giustizia. È morto per colpa di un pirata della strada e i suoi familiari, così come tutti i livornesi, devono sapere la verità».

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