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Aamps: assunzioni rinviate, porta a porta no
Il posticipo al 2018 previsto nel decreto Madia per Lemmetti non fermerà l’estensione del servizio
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LIVORNO. «Il blocco delle assunzioni, posticipate al 2018 non fermerà l’estensione del servizio porta a porta in tutta la città né inciderà sul piano di concordato per Aamps».
Il concetto lo ha espresso chiaramente l’assessore al bilancio Gianni Lemmetti, nel corso di una seduta congiunta di seconda e sesta Commissione, aggiungendo che «gli otto ex-dipendenti della Labronica Corse non andranno automaticamente all’azienda dei rifiuti».
E intanto si prepara l’affondamento della Liri. In attesa che il decreto con disposizioni integrative e correttive alla riforma Madia sul pubblico impiego venga reso legge anche il Comune di Livorno si prepara per la scadenza del 30 giugno, data alla quale dovrà avere in mano gli esiti della “ricognizione di tutte le partecipazioni possedute” e una “ricognizione del personale in servizio” per ogni singola partecipata.
Questo secondo documento, necessario ad individuare eventuali eccedenze, si chiama “delibera del fabbisogno”, e ad oggi a Lemmetti sono pervenuti «quello di Aamps ed un parziale di Casalp». Ne emerge che l’azienda dei rifiuti ha bisogno di 40 persone, ma nonostante la provocazione di Marco Valiani (Livorno Bene Comune) sulle modalità di assunzione, l’assessore non si sbilancia: «Ci sono la conformità con il piano industriale, ed il rispetto dei termini per la riduzione delle spese di funzionamento, per il reclutamento del personale si vedrà più avanti».
La scadenza è ancora fissata al mese di giugno, termine entro il quale l’amministrazione ha ribadito di voler estendere il servizio di porta a porta a tutta la città. «Possono andare in Aamps ex-dipendenti della Labronica Corse?», ha chiesto il capogruppo Pd Pietro Caruso, ma Lemmetti ha risposto secco, tagliando corto: «No, verranno riassorbiti nel gruppo delle partecipate e confluiranno anche loro nel Registro regionale». L’assessora al lavoro Francesca Martini ha poi aggiunto che «per gli otto lavoratori, stiamo comunque cercando una soluzione nel pubblico». L’unica certezza ad ora rimane l’estinzione di Liri — Livorno Reti ed Impianti: «L’azienda di fatto non esiste più — conclude Lemmetti — e in questo caso resta solo da ricollocare l’unica dipendente rimasta». (ma.sca.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il concetto lo ha espresso chiaramente l’assessore al bilancio Gianni Lemmetti, nel corso di una seduta congiunta di seconda e sesta Commissione, aggiungendo che «gli otto ex-dipendenti della Labronica Corse non andranno automaticamente all’azienda dei rifiuti».
E intanto si prepara l’affondamento della Liri. In attesa che il decreto con disposizioni integrative e correttive alla riforma Madia sul pubblico impiego venga reso legge anche il Comune di Livorno si prepara per la scadenza del 30 giugno, data alla quale dovrà avere in mano gli esiti della “ricognizione di tutte le partecipazioni possedute” e una “ricognizione del personale in servizio” per ogni singola partecipata.
Questo secondo documento, necessario ad individuare eventuali eccedenze, si chiama “delibera del fabbisogno”, e ad oggi a Lemmetti sono pervenuti «quello di Aamps ed un parziale di Casalp». Ne emerge che l’azienda dei rifiuti ha bisogno di 40 persone, ma nonostante la provocazione di Marco Valiani (Livorno Bene Comune) sulle modalità di assunzione, l’assessore non si sbilancia: «Ci sono la conformità con il piano industriale, ed il rispetto dei termini per la riduzione delle spese di funzionamento, per il reclutamento del personale si vedrà più avanti».
La scadenza è ancora fissata al mese di giugno, termine entro il quale l’amministrazione ha ribadito di voler estendere il servizio di porta a porta a tutta la città. «Possono andare in Aamps ex-dipendenti della Labronica Corse?», ha chiesto il capogruppo Pd Pietro Caruso, ma Lemmetti ha risposto secco, tagliando corto: «No, verranno riassorbiti nel gruppo delle partecipate e confluiranno anche loro nel Registro regionale». L’assessora al lavoro Francesca Martini ha poi aggiunto che «per gli otto lavoratori, stiamo comunque cercando una soluzione nel pubblico». L’unica certezza ad ora rimane l’estinzione di Liri — Livorno Reti ed Impianti: «L’azienda di fatto non esiste più — conclude Lemmetti — e in questo caso resta solo da ricollocare l’unica dipendente rimasta». (ma.sca.)
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