Il Tirreno

Livorno

Amianto, sorveglianza gratuita ed esami per chi fa lavori a rischio: ecco come

di Samuele Bartolini
Amianto, sorveglianza gratuita ed esami per chi fa lavori a rischio: ecco come

Livorno è la città dove ci sono più tumori legati all’amianto:  tutta colpa delle lavorazioni in porto e nei cantieri navali

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LIVORNO. In Toscana un malato di mesotelioma su quattro per esposizione professionale all'amianto abita nella provincia di Livorno. Su un complessivo regionale di 1.851 casi ce ne sono 441 nel livornese. E non c'è provincia che sia messa peggio di Livorno. Anche la provincia di Firenze se la passa male: i casi segnalati sono 355, ma la popolazione è molto più numerosa, dunque la situazione della provincia di Livorno è decisamente più grave.

Comunque è tutta la costa a combattere col mesotelioma per esposizione da amianto. Male anche le province di Massa Carrara (184 casi), Pisa (176) e Lucca (175).

Il picco più alto di incidenza è stato rilevato tra il 2010 e il 2013. Tutti numeri messi in fila dal Centro operativo regionale (Cor) mesioteliomi della Toscana gestito dall'Ispo nel periodo 1988-2016. Il mesotelioma colpisce prevalentemente gli uomini e ci va di mezzo quasi sempre l'esposizione all'amianto durante le ore lavorative. Ma perché la costa è più colpita? Risponde Elisabetta Chellini, responsabile del Centro operativo toscano dei tumori professionali di Ispo: «C’è sicuramente un legame tra le lavorazioni nei cantieri navali, al porto, nelle industrie metallurgiche e il tumore al mesotelio. Il problema però è che il mesotelioma ha un periodo di latenza molto lungo, di 30-40 anni, quindi è difficile individuarlo per tempo».

È per questo che la Regione ha preso sul serio il problema. Da ieri è partito il programma di sorveglianza sanitaria gratuito per i lavoratori che nella loro vita sono stati esposti all’amianto. Sono inclusi nel programma i residenti in Toscana con pregressa esposizione professionale ad amianto certificata; di età compresa tra 30 e 79 anni; che abbiano cessato l'esposizione a rischio da meno di 30 anni; in pensione o in attività in un'azienda diversa da quella dove sono stati esposti ad amianto.

Si stima che possano beneficiare della sorveglianza sanitaria 5.600 lavoratori (dei 30mila esposti dagli anni '60 ad oggi).

Saranno seguiti i lavoratori ex-esposti ad amianto fino agli 80 anni e comunque fino al 2024 (quando sarà avvenuta la dismissione completa dell'amianto).

Con quali modalità? Nei prossimi mesi gli ambulatori di prevenzione Asl invieranno una lettera ai lavoratori che hanno prestato servizio nelle imprese dove sono segnalati casi di mesiotelioma. Ma è possibile anche presentarsi spontaneamente previo appuntamento telefonico con la Asl di residenza. Sono previste visite di primo e secondo livello. E, nel caso venga riconosciuto anche un mesotelioma benigno, si può chiedere l'indennità all'Inail.

I soldi stanziati: 1 milione e 134mila fino al 2018. Così distribuiti: 465.450 euro all'Azienda Toscana nord ovest, 278.400 euro all'Azienda Toscana centro, 126.150 all'Azienda Toscana sud est. E ancora. 72mila euro a Ispo, 180mila euro per le funzioni di Medicina del Lavoro alla Aou Senese, 12mila alla Azienda Toscana centro per l'avvio del Centro di documentazione regionale sull'amianto. Soddisfatta l’assessora alla sanità Stefania Saccardi: «Il nostro programma di sorveglianza sanitaria sull’amianto è uno dei primi in Italia e attua immediatamente i nuovi Lea. Per rendere ancora più efficace questa azione, faremo presto un accordo con i sindacati e l'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro».

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