Il Tirreno

Livorno

Tutti giardinieri nella nuova sede più blu

Tutti giardinieri nella nuova sede più blu

L’associazione Autismo Livorno inaugura la “casa di via delle Macchie”. La presidente: mercoledì cominciano con le attività

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LIVORNO. Tutto in blu. Palloncini, nastro per l'inaugurazione, carta, vasi, orecchini. È il colore della giornata mondiale dell'autismo e a Livorno è una giornata speciale perché proprio il 2 aprile la città inaugura la nuova sede dell’associazione Autismo Livorno . «Come prima attività con cui inaugureremo questa nuova era dell’associazione, mercoledì cominceremo con il giardinaggio: i nostri ragazzi lavoreranno all'allestimento e alla manutenzione del verde della struttura». È orgogliosa di questa conquista Sandra Biasci, presidente del gruppo che conta, oggi, più di 20 bimbi di varie età.

È una conquista perchè l’associazione, dal 1999, una sede vera non ce l’ha mai avuta. Biasci lo ricorda davanti a circa un centinaio di persone che festeggiano il taglio del nastro della struttura in mezzo al verde di via delle Macchie. Francesco ha le forbici in mano per “tagliare”, con lui ci sono anche Giulio, Gabriele, Enrico, Matteo, Stefano e Sandra Biasci. «La nostra presenza dimostra la vicinanza e l'attenzione del Comune verso il problema della disabilità e in questo caso dell'autismo, tanto che stiamo organizzando con Asl, Ufficio scolastico e Provincia dei progetti per creare iniziative di alternanza scuola-lavoro mirati», ci tiene a dire la sua la vicesindaca Stella Sorgente. Insieme a lei c’è anche l’assessora al Sociale Ina Dhimgjini: «Con il progetto di “Food forest, il Comune ha donato dei terreni per inserire nelle attività 36 ragazzi disabili tra cui alcuni bambini autistici: siamo impegnati su questo fronte». All’inaugurazione c’è anche Diletta Selmi presidente del circolo provinciale Livorno Endas. Il gruppo dei grandi va alla scoperta della “nuova casa” dei ragazzi speciali. Ogni stanza è frutto di un gran lavoro da parte dei volontari del gruppo. In ognuna c’è una lista dei desideri. «Perché ancora ci mancano molte cose, come gli attrezzi della palestra: se qualcuno vuole farci una donazione, noi siamo qua pieni di gratitudine», chiude Biasci.

Giada Nuti

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