Il Tirreno

Livorno

Aggredita a bottigliate dal marito sotto casa

di Enrico Paradisi
Aggredita a bottigliate dal marito sotto casa

La trentunenne è stata ricoverata con varie ferite al volto e in altre parti del corpo L’uomo, un tunisino, si è dato alla fuga ed è ricercato. La coppia si stava separando

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LIVORNO. Ancora un’aggressione, violenta, terribile, nei confronti di una donna che è finita in ospedale in condizioni serie, con ferite al volto, a un polso (segno quest’ultimo che la donna ha provato naturalmente a difendersi come poteva) e in altre parti del corpo. Tuttavia, fortunatamente, non sarebbe in pericolo di vita. Le ferite sono state provocate da colpi inferti con un oggetto di vetro, una bottiglia. E questa volta, la violenza non si è consumata al chiuso delle pareti di casa, ma è andata in scena direttamente in strada, ieri mattina verso le 6, a squarciare la tranquillità di una delle vie nel bel mezzo del quartiere della Rosa ancora addormentato.

La vittima, è una livornese di 31 anni che è stata selvaggiamente aggredita dal compagno, il marito, un tunisino trentaduenne che dopo aver compiuto il fatto, armato di una bottiglia di vetro, si è dato alla fuga facendo perdere poi le proprie tracce. Secondo quanto ha riferito la donna in una prima battuta ai poliziotti della volante, che sono subito intervenuti sul posto insieme ad una ambulanza con medico a bordo e ai volontari della Misericordia, l’aggressione è avvenuta mentre stava rientrando in casa dove abitano anche i suoi genitori. Erano da poco passate le sei del mattino, quando è stata affrontata dall’uomo che probabilmente era lì chissà da quanto tempo ad aspettarla sotto la sua abitazione. Dopo averla fermata, l’ha affrontata e ha cominciato a colpirla ripetutamente con una bottiglia di vetro fino a farla stramazzare a terra.

Lei, che nonostante i violenti colpi ricevuti, non ha mai perso conoscenza, è riuscita così a dare l’allarme. Le sue grida disperate nel silenzio di quell’ora della domenica mattina, infatti, hanno svegliato i genitori che sono stati i primi a scendere in strada e a prestarle i primi soccorsi, avvisando poi la polizia e il 118. Il tunisino però, quando sono arrivati sul posto gli agenti era già fuggito rendendosi poi nei fatti irreperibile. Da quel momento sono partite le ricerche del fuggitivo in tutta la città e nei luoghi frequentati abitualmente dall’uomo, ma che ancora sembrerebbero non aver avuto alcun esito. Il nordafricano, inoltre, per quanto appurato dalle indagini, non dovrebbe essere nuovo a episodi di violenza. La vicenda è ancora tutta da chiarire: non si conoscono con precisione i motivi dello scatto d’ira che hanno scatenato la brutale aggressione, ma secondo quanto è emerso, la coppia (che ha un figlio piccolo tra i due e tre anni di età) sarebbe in corso di separazione. E tra le ipotesi formulate è proprio questo il punto che potrebbe essere in qualche modo collegato a doppio filo con il fatto violento.

Sul luogo dell’agguato oltre agli agenti delle volanti della polizia è intervenuta anche la scientifica per i rilievi e gli accertamenti del caso. Anche qui, secondo un primo riscontro effettuato grazie ai rilievi tecnici, le ferite riportate dalla donna sarebbero compatibili con la bottiglia. Intanto, mentre vanno avanti le ricerche del tunisino, le indagini sono ora in mano alla squadra mobile. La donna è stata ricoverata in ospedale, e in attesa come detto, di chiarire con precisione i contorni della vicenda, gli investigatori sono in attesa di conoscere il referto sulla base del quale potranno poi essere formulate le ulteriori accuse nei confronti dell’uomo che per il momento è stato denunciato per lesioni personali gravi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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