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I sindacati: «Risposte concrete, oppure sarà sciopero generale»

I sindacati: «Risposte concrete, oppure sarà sciopero generale»

LIVORNO. «Se le trattative per Grandi Molini e Aferpi non andranno in porto sarà sciopero generale». Cgil, Cisl e Uil marcano il punto di non ritorno e annunciano manifestazioni ad oltranza in tutto...

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LIVORNO. «Se le trattative per Grandi Molini e Aferpi non andranno in porto sarà sciopero generale». Cgil, Cisl e Uil marcano il punto di non ritorno e annunciano manifestazioni ad oltranza in tutto il territorio provinciale. Dopo lo sciopero dello scorso luglio a sostegno della piattaforma unitaria, le tre sigle sindacali stimano che il 15 aprile scadranno i tre mesi di deroga per il sostegno al reddito per 9 mila e 500 famiglie, a fronte di oltre 1 miliardo e 500 milioni a disposizione per tutta l'area provinciale ma che non si riescono a spendere.

«Ritardi nel ricambio al vertice dell’Authority (e quindi per Darsena Europa, Bacini e Porto 2000), nell’applicazione dell’Accordo di Programma, nella logistica e nelle infrastrutture, compresi l’ospedale, la Tirrenica e la 398 di Piombino hanno bloccato ogni tentativo di rilancio», spiega Fabrizio Zannotti (Cgil): «Le Istituzioni non hanno una vera idea di sviluppo, e intanto le ex-aree industriali dismesse ma appetibili giacciono abbandonate». Anche Giovanni Pardini (Cisl), attacca senza indugi il Governo, la Regione ed i Comuni di Livorno e Piombino: «Ci sono troppi semafori e rotatorie burocratiche, alla fine si resta immobili e questo è un delitto. In città si cerca di parlare d’altro, siamo nel territorio del rinvio». Lo sciopero è dunque riuscito a sensibilizzare l’area livornese, ma secondo Angelo Colombo (Uil) non abbastanza da disincagliare la situazione: «Chiediamo il rispetto degli accordi, a cominciare da formazione e riqualificazione delle professionalità. Nessuno muove il primo passo, noi restiamo aperti al dialogo ma nel frattempo diamo il via alla mobilitazione». Le tre sigle intanto hanno scritto alle associazioni datoriali per cercare un nuovo Patto per il Lavoro, anche per preservare la legalità: «A Livorno aumentano il ricorso al caporalato e le cooperative spurie», avverte Zannotti che chiude: «La criminalità prospera nell’incertezza del futuro».

Matteo Scardigli

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