Il Tirreno

Livorno

Occupazione abusiva di alloggi Casalp: chiuse le indagini

LIVORNO. Oltre venti persone coinvolte, sei alloggi Casalp occupati. E un’inchiesta complessa che si chiude a tre anni dai fatti. È arrivato nei giorni scorsi l’avviso di conclusione delle indagini...

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LIVORNO. Oltre venti persone coinvolte, sei alloggi Casalp occupati. E un’inchiesta complessa che si chiude a tre anni dai fatti. È arrivato nei giorni scorsi l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, firmato dal pm Antonio Di Bugno. Il provvedimento è stato recapitato ai vari indagati che in questi giorni sono in fase di identificazione. Gli investigatori della sezione giudiziaria della polizia municipale stanno infatti convocando una ad una le persone coinvolte nell’indagine per la procedura ufficiale di identificazione necessaria per l’elezione del domicilio e per la nomina dell’avvocato che li rappresenterà.

Le occupazioni risalgono al 2014, a partire dalla primavera, e riguardano sei alloggi popolari gestiti da Casalp: in particolare, stiamo parlando di due abitazioni in via Giordano Bruno a Fiorentina, due in via Gobetti in Corea, uno in via Garibaldi e l’ultimo in via Mastacchi. Gli indagati, secondo l’ipotesi della Procura, avrebbero sfondato gli alloggi, occupandoli. Alcuni dei denunciati fanno parte dei sindacati e dei comitati per la casa, altri invece sono esterni ad associazioni. Persone, per lo più famiglie, in ogni caso senza alloggio e bisognose di un tetto. Una questione delicata che riguarda un problema molto sentito in città: basta guardare al notevole numero di abitazioni occupate.

L’ipotesi di reato è in primis invasione abusiva di immobili, in questo caso pubblici, aggravata (articolo 633 del codice penale), ma ad alcuni indagati vengono contestati anche il concorso per aver aiutato gli altri occupanti e ad altri il favoreggiamento. Infatti, alcune persone, come accertato dalla sezione giudiziaria della municipale, guidata da Marco Vaccai, si erano posizionate sulla soglia degli edifici per intralciare l’intervento delle forze dell’ordine, giunte sul posto per evitare o comunque scoraggiare l’occupazione.

A questo punto, come spiegano dalla Procura, per alcuni degli indagati sarà fissata, da parte del giudice, la data dell’udienza preliminare, nel corso della quale sarà stabilito il rinvio a giudizio o non. Per altri invece ci sarà la citazione diretta a giudizio.

Lara Loreti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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