Toscana
Da Goldoni a teatro Mascagni
È Marco Leone a lanciare l’idea di intitolarlo al grande compositore
LIVORNO. Per ora è solo un’idea, una provocazione, un’ipotesi su cui lavorare. Ma presto potrebbe diventare realtà, magari sulla scia delle ultime iniziative intorno al verismo lirico. La suggestione è quella di intitolare il teatro Goldoni al compositore livornese Pietro Mascagni, una delle figure simbolo della nostra città.
È stato lo stesso Marco Leone, direttore generale proprio della Fondazione Teatro Goldoni, a lanciare questa idea ieri pomeriggio, durante l’ultima seduta della settima commissione consiliare, quella che si occupa della cultura e del turismo. E i consensi non sono mancati, a partire dai banchi della maggioramnza e in particolare da parte del consigliere cinquestelle Corrado La Fauci .
«Se il teatro più importante di Livorno portasse il nome di Mascagni - ha spiegato il direttore Leone - la città sarebbe più riconoscibile e avrebbe un’identità precisa. Inoltre sarei orgoglioso di andare in giro per il mondo a rappresentare il teatro Mascagni, con tutte le conseguenze di un brand più coerente».
In realtà, a Livorno, c’è già un teatro intitolato a Mascagni: ed è quello di villa Corridi, che dal 2010 ha preso anche il nome di “The Cage Theatre” ed è conosciuto da tutti solo con questa nuova denominazione. Insomma, intitolare il Goldoni a Mascagni - almeno sotto questo punto di vista - non dovrebbe essere un problema. Fatto sta che questa idea è stata lanciata a un paio di settimane di distanza dalla mozione del Pd, passata all’unanimità in consiglio comunale, per istituire un festival annuale dedicato proprio al compositore della Cavalleria rusticana.
«Ci aiuterebbe a farlo conoscere ancora di più nel mondo - ha sottolineato anche Alberto Paloscia, il direttore artistico della Fondazione - d’altronde se esistono il Festival Puccini e il Festival Rossini, perché non deve esistere un Festival Mascagni?».
«E in questa prospettiva - le parole di Leone - stiamo studiando un accordo col festival pucciniano, proprio per lavorare insieme a 360 gradi». Tra questa suggestione e le idee per il futuro, comunque, Leone ha fatto anche il punto sulla sua gestione. «Il bilancio dell’ultimo anno è stato chiuso in pareggio - ha annunciato il direttore generale - e nella stagione 2015/2016 c’è stato un incremento del 16% di spettatori, che può essere quantificato in numeri con 13mila persone in più. E per questo cartellone la tendenza è la stessa». Un bilancio positivo, dunque. E il tutto in attesa delle iniziative intorno al padre del verismo lirico.
(g.t.)
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