Gioco
“Assolo” di pasticceria, a 24 carati
Federica Gnesi si è inventata il cioccolatino “Sogno di Dedo”
LIVORNO. Re Mida trasformava le cose in oro. Federica Gnesi in oro ci trasforma la cioccolata. E così 24 grammi di cioccolato diventano un gioiello da 24 carati, conservato in un elegantissimo cofanetto.
A produrre una gemma così prelibata è la pasticceria Assolo di via Roma, proprio sotto la casa di Modigliani. E un cioccolatino del genere non poteva che chiamarsi il Sogno di Dedo. «L’idea – spiega la titolare del negozio – mi è venuta un paio di anni fa, quando ci siamo trasferiti in via Roma. La mia famiglia ha una grande tradizione pasticcera, io sono della terza generazione. Gnesi è stato aperto per 50 anni in borgo San Jacopo e per 20 anni in via Maggi. Poi mio padre è andato in pensione e io ho dato spago alla mia fantasia. Il mio sogno, infatti, è sempre stato quello di aprire un piccolo angolo del gusto, vendendo cioccolata. Ho realizzato questo desiderio a due passi da casa di Modì e il nostro cioccolatino di punta non poteva che essere dedicato a lui».
In realtà sono due i confetti che si chiamano Sogno di Dedo. Uno è quello classico, fatto a forma di Testa di Modì. Un altro è più grosso, ha una M incisa in superficie e viene venduto singolarmente. «Modigliani è uno dei livornesi più illustri. In altre città esistono dei cioccolatini dedicato a grandi personalità, penso per esempio alle famose Palle di Mozart. A Livorno abbiamo il Sogno di Dedo, lo abbiamo proprio brevettato». Le teste di Modì sono ripiene di assenzio, un liquore che l’artista amava particolarmente. «Ovviamente non è stato un ingrediente scelto a caso. Lui era un grande bevitore di assenzio. Il Sogno ha un cuore di liquore all’assenzio, ricoperto da uno strato di cioccolato fondente che poggia su una base di cioccolato bianco. L’effetto che si ha quando si scioglie in bocca è davvero incredibile. Perché è un dolcetto molto gustoso e delicato. Ed è semplicissimo, fatto solo con il miglior cioccolato, senza olio di palma o di cocco. Inoltre è adatto a tutti perché è senza grassi idrogenati perciò lo possono mangiare anche gli intolleranti al glutine». Di fronte a prelibatezze del genere è difficile mantenere il controllo e trattenersi. Anche per una che tra bancone e laboratorio ci ha passato una vita intera. « È difficile resistere alla tentazione, ma per me è lavoro. Quando sono nel laboratorio devo pensare alle migliori miscele e devo trovare la formula giusta. Poi è ovvio che alla fine, quando il prodotto è completo, devo assaggiare per sentire com’è. Il Sogno di Dedo è venuto fuori così, ci è voluto del tempo per arrivare a questa ricetta».
E così da un paio di anni anche Livorno ha il suo cioccolatino tipico. Una specialità che è pronta per essere esportata in tutto il mondo. «Siamo sotto la casa di Modigliani, perciò quando i turisti vengono portati a vederla, il tour si conclude da noi. D’estate i croceristi rimangono sbalorditi dalla bontà di questo dolcetto. I più golosi sono senza dubbio i giapponesi, ma anche i livornesi ne sono ghiotti. In più stiamo studiando una collaborazione con l'Osteria Modì, in modo da collegare il nostro prodotto con il loro ristorante».
Nicolò Cecioni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google