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Scuola, gli studenti dell’Iti adottano Palazzo Bicchierai in Venezia

Scuola, gli studenti dell’Iti adottano Palazzo Bicchierai in Venezia

Livorno, analisi chimiche e biologiche all' edificio. L’obiettivo è creare una mappatura dei beni storici cittadini: sarà fatta una mostra durante Effetto Venezia

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LIVORNO. “Adottiamo un monumento”. E gli studenti dell’Iti lo fanno davvero. È Palazzo Bicchierai, in Venezia (per i livornesi è Palazzo delle Colonne di marmo in via Borra).

Al lavoro, sul campo, ci sono 4 classi ad indirizzo chimico e ambientale. «Siamo molto felici di aver aderito a questo progetto della Pro Loco perché in questo modo dimostriamo in modo tangibile che la nostra non è una materia solo teorica ma è possibile applicarla anche all’arte», commenta a caldo Mariapia Palatresi, insegnante di chimica dell’Iti.

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L’iniziativa che coinvolge i ragazzi di 4°B, 5°A e B ad indirizzo chimico e 3°B a indirizzo ambientale fa parte di un progetto più ampio “Mappatura dei beni storici di Livorno”: tutto gira intorno alla riscoperta della città e nasce dalla collaborazione fra la Pro Loco di Livorno, il Dida (Dipartimento di Architettura di Firenze), il gruppo urbanistica di Livorno. «Abbiamo consigliato Palazzo Bicchierai perché meglio di altri è caratteristico dell’epoca in cui nacque Livorno – spiega Giulia Persico (Pro Loco) – Questa estate ad Effetto Venezia faremo una mostra con i risultati della mappatura di questo palazzo». Protagonisti? Volontari e studenti. Già nel 2015/2016, in collaborazione con la scuola Cecioni di Livorno e in particolare con la classe 2°C scienze applicate, è nata una prima app “Mappatura di Livorno”. «E’ stata creata dal professore Ivan Venuti di informatica – spiega Ombretta Bachini segretaria Pro Loco– si può caricare sulla app le schede di tutti i palazzi e monumenti cittadini, con relativa foto e descrizione».

La Pro Loco ha preso l’impegno di catalogare palazzi e monumenti per collocarli sia sulla mappa catastale attuale sia sul catasto leopoldino così da avere un raffronto fra ciò che esiste oggi e ciò che c’era ieri. Questo aiuta anche il percorso di selezione dei beni protetti dalle belle arti. E svela una curiosità: «A volte ci è capitato di scoprire che ci fossero bellissimi edifici o monumenti non protetti dalle Belle Arti. Villa Mimbelli ne è un esempio. La villa è protetta dalle Belle Arti ma il palazzo nel quale vi è l’attuale museo no. Grazie alla nostra mappatura, ci facciamo promotori di nuovi beni da proteggere» Ad oggi sono già state mappate la zona di San Jacopo con via Goito, viale Carducci, il quadrato di via Garibaldi. La collaborazione nata con le scuole prevede che le attività svolte dagli studenti facciano parte dell’alternanza scuola – lavoro. Tornando al pomeriggio degli studenti dell’Iti: a livello chimico i ragazzi andranno a grattare il ‘nero’ che ricopre l’edificio per capire cosa sta danneggiando maggiormente l’edificio. A livello biologico preleveranno dei campioni, attraverso tamponi, per analizzare funghi e cellule. Con l’analisi capiranno quali sono e che effetti hanno sul palazzo. Al progetto partecipano le prof Carla Ansaldo, Maila Sorrentino, Luciana Mucci oltre a Mariapia Palatresi.

I ragazzi presenti alla prima uscita sono Rachele Marazzini, Denny Trocar, Diletta Candalino, Edoardo Morucci, Nicol Romagnoli, Francesco Spurio, Alice Liperini e Francesco Cionini. «Mi piace così tanto il fatto di applicare la chimica all’arte – afferma Diletta Candalino – che ci farò la tesina per gli esami». «Sono colpita dal progetto perché mi permetterà di scoprire cose nuove – dichiara Alice Liperini». Chiude Francesco Cionini: «È interessante scoprire il degrado dei monumenti della nostra città per capire come meglio poterli restaurare».

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di Redazione web