Sicurezza
Abusò di un minore, condannato a 5 anni
Livorno, l’ha invitato a entrare in casa con la scusa di fargli un regalo, poi ha preteso un rapporto sessuale: la sentenza del tribunale
LIVORNO. Lo ha attirato nella sua abitazione con una scusa, promettendogli dei piccoli regali. Ma una volta in casa, chiusi tra quattro mura, lontano dagli sguardi di tutti, ha iniziato a toccarlo, fino ad abusare completamente di lui. Una brutta storia, che si è consumata nella periferia della città. Una storia che ha visto vittima un ragazzino con problemi mentali che all’epoca dei fatti aveva solo 15 anni. Dall’altro lato c’è un livornese originario della Sicilia che oggi ha 45 anni e che al tempo della violenza ne aveva 41. Ieri quest’uomo, Alessandro Campolmi, è stato condannato a 5 anni di reclusione e all’interdizione dagli uffici di tutore e cura dei minori. Dovrà anche risarcire la vittima di 10mila euro e i suoi genitori di 2mila euro ciascuno. L’accusa di violenza sessuale mossa nei suoi confronti è aggravata dal fatto che secondo il giudice l’abuso è stato compiuto nei confronti di una persona in condizioni di inferiorità psichica (articolo 609 bis del codice penale).
Una sentenza che nel primo pomeriggio è stata emessa dal collegio giudicante formato da Maria Giuliana Civinini, Antonio Pirato ed Elena Nadile. In aula c’erano anche la pm Fiorenza Marrara, che ha guidato l’accusa, l’avvocato difensore dell’imputato e il legale di parte civile.
I giudici sono giunti a questa decisione dopo aver ascoltato numerosi testimoni, alcuni dei quali avevano visto il ragazzo scappare in lacrime dalla casa del quarantenne. Uno di loro l’aveva notato mentre piangeva adagiato su un muretto. Ieri è stato ascoltato l’ultimo teste. E nel corso del dibattimento ha esposto la sua versione dei fatti anche la stessa vittima, che ha risposto alle domande che gli sono state rivolte direttamente dalla presidente del collegio giudicante. Un momento delicato in cui il giovane, che era già stato ascoltato durante le indagini portate avanti dalla squadra mobile, ha per la prima esposto nella sua cruda interezza i dettagli di quell’episodio.
Il fatto risale al settembre 2012. L’adolescente stava camminando per strada, diretto a un negozio a comprare una maglietta di una squadra di calcio quando ha incrociato il quarantenne. Questi gli ha chiesto dove fosse diretto e poi gli ha proposto di recarsi insieme a casa sua, dicendogli che la T-shirt gliela avrebbe potuta regalare lui. È quanto emerso dalla testimonianza dello stesso giovane. Giunti nell’abitazione, l’adulto avrebbe cominciato prima a palparlo, poi a toccarlo in modo sempre più insistente, fino a convincerlo ad avere un vero e proprio rapporto sessuale. Dopo la violenza, il ragazzino era scappato, sconvolto. E a questo punto aveva incrociato alcuni conoscenti. Quindi era rincasato. Successivamente, dopo aver parlato con i genitori, aveva presentato la denuncia alla polizia.
Era stata la squadra mobile della questura, guidata dal dirigente Giuseppe Testaì, a svolgere le indagini e a individuare Campolmi come presunto autore delle violenze. Il quarantenne era stato poi riconosciuto dalla vittima.
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