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Case popolari, mille redditi falsi su 13mila inquilini di Casalp
Livorno, sono i risultati dei controlli a tappeto sulle dichiarazioni del 2015 che riguardavano il 2014. A Livorno al 31 dicembre 2016 risultano assegnati 5.931 alloggi popolari. Non più controlli a campione ma incrocio di dati con l’Agenzia delle Entrate: ecco i primi risultati
LIVORNO. Scovato un altro esercito di furbetti delle case popolari. Ma stavolta il dato riguarda la totalità degli inquilini di Casalp e non un campione preso a caso come avveniva in passato. Così si scopre che sugli attuali tredicimila residenti (bambini inclusi), più di mille, nel 2015 hanno compilato, firmato e depositato auto certificazioni false per l’annualità precedente, dichiarando una somma inferiore al reddito reale, o peggio ancora giurando di non aver guadagnato un euro quando, al contrario, hanno avuto introiti che sono stati registrati.
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Risultato? Nelle casse della società è finito un affitto più basso di quello che avrebbero dovuto incassare. E ora Casalp si rivarrà nei loro confronti con sanzioni, denunce anche penali e forse con la richiesta di decadenza del diritto all’alloggio. Sono queste alcune delle anticipazioni sul dossier che riguarda i risultati dei controlli effettuati negli ultimi mesi dagli 007 di Casalp incrociando i dati in possesso della società che gestisce i 5.931 alloggi con quelli del Comune di Livorno e l’Agenzia delle Entrate.
CONTROLLI A TAPPETO. Per la prima volta nella storia, le verifiche sono avvenute non più a campione ma a tappeto. Come sia stato possibile lo spiega la presidente di Casalp Vanessa Soriani che sta ultimando il documento sulla morosità che tra pochi giorni invierà ai vari comuni.
«Fino allo scorso anno - spiega - i controlli avvenivano a campione ed erano molto macchinosi. L’addetto che effettuava le verifiche doveva inserire i codici fiscali degli inquilini di un alloggio popolare uno per volta nella banca dati dell’Agenzia delle Entrate per verificare la veridicità delle auto certificazioni». Adesso il sistema, almeno per il Comune di Livorno, è molto più semplice, veloce, oggettivo e democratico.
«Abbiamo preso i codici fiscali di tutti gli inquilini di Casalp e poi attraverso “Serpichino”, il software che estrae i dati di tutti i cittadini livornesi, abbiamo estratto i redditi dichiarati. A questo punto - prosegue - le auto certificazioni presentate a Casalp sono state messe a confronto con quelle effettuate all’Agenzia delle Entrate».
I NUMERI Il risultato di questa verifica, alla quale nessuno è potuto sfuggire, è che 6.353, vale a dire la metà esatta degli inquilini di alloggi popolari (in città e provincia), sono risultati in possesso di un reddito riconducibile a una pensione, al lavoro come libero professionista o dipendente, o attraverso un assegno Inps. I furbetti certificati dall’incrocio di dati sono risultati 1.067, quindi uno su sei. Nello specifico si tratta di 871 persone che hanno sottoscritto una auto certificazione inferiore di almeno mille euro rispetto a quella reale. Ma dall’incrocio dei dati è emerso anche un numero importante di assegnatari che aveva dichiarato zero e invece un reddito lo aveva. Ne sono venuti fuori 196.
Adesso l'azienda dovrà riassemblare le dichiarazioni delle singole persone con quelle corrispondenti ai nuclei familiari e provvedere a riconteggiare il canone pagato da quello effettivamente dovuto. Sulla base di queste analisi saranno poi fatte le segnalazioni alla guardia di finanza, nel caso in cui ci sia una differenza di oltre tremila euro tra il denunciato e il reale e ai comuni per le relative competenze. Spetta infatti alle amministrazioni avviare la pratica di decadenza nei confronti di chi è moroso con Casalp.
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